“Ti resto vicino, in silenzio… nel mio silenzio costretto. Apro gli occhi ogni tanto per vedere dove sei, quando sono più arresa e l’olfatto è a riposo con me. Sento la tua mano gentile accarezzarmi e mi basta quel contatto. I miei suoni sono soltanto lontane immagini confuse nella mente e le tue espressioni buffe le accompagnano. Chissà che voce avrai quando mi riprendi per qualche furba marachella o quando mi guardi così intensamente e mi prendi in braccio. Sento quel bene in altro modo, io. Nelle tue mani, sulle tue ginocchia e tra le tue braccia quando mi porti in giro per casa o mi accompagni alla ciotola piena di buon cibo. Sicuramente mi avrai dato un bel nome, ma non posso sentirlo e questo, un po’, mi dispiace. Amami per ciò che ti offro spontaneamente, per ogni gesto, i miei continui umidi bacini “leccosi”, ogni miagolio rivolto a te. Grazie per le cure, i nostri giochi, per gli agguati, per i morsi e graffi che sopporti di ricevere qualche volta.

Non mi piace quando mi porti dal veterinario dentro il trasportino e mi lamento miagolando contrariata quasi tutto il tempo, ma ho fiducia in te e non mi oppongo poi così tanto. Il mio mondo è muto, ha soltanto colori e forme odorose intorno. Non mi abbandonare. Anche se non so cosa voglia dire esattamente, non saprei come fare senza di te e non solo per questo valido motivo, ma per la fiducia tradita, l’unico gesto che non potrei mai perdonarti.”

 

© Roberto Anzaldi

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28 September 2026

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Un breve incontro

L'inizio

28 September 2026

Dieci anni fa. Un pomeriggio di luglio, assorto nei miei pensieri, camminavo lungo un dritto viale alberato, in periferia. Una macchina si accosta a me. - Ciao, come stai? Una voce femminile che subito non riconosco. Mi abbasso e poi la vedo. Erano passati mesi dall'ultima volte che ci siamo visti. [...]

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Il mare mi ha rifiutato

28 September 2026

ETTORE — Napoli, 25 marzo 1938, ore 22 La penna gratta sul foglio e io la lascio grattare, perché è più facile scrivere che pensare a voce alta. A Carrelli scrivo che ho preso "una decisione ormai inevitabile", e mi accorgo che la frase suona come una diagnosi clinica più che come un addio. Forse [...]

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I SUSSURRI DEL GOSTINY DVOR (2/2)

27 September 2026

Mentre discuteva a bassa voce con la sua dama sulla qualità e il colore dei pregiati filati che la commessa Olga stava mostrando, vide il padrone recarsi nel retrobottega, scomparendo dietro la pesante tenda. In quel momento Elisabetta fece un leggero cenno alla Contessa che, recepito il messaggio, [...]

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C'era una volta settembre

27 September 2026

Pianeta Terra. Pomeriggio spietato di un’estate barbara. Una musica sudamericana molto nenia e poco ritmo si insinua dalle finestre a bocca spalancata del quartiere, forando quella cortina di gradi indicibili che questo settembre ha deciso di sfornarci senza posa. Il ventilatore di casa accusa [...]

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26 September 2026

Il Gostiny Dvor di San Pietroburgo – il 'Cortile dei Mercanti' – rappresentava, in quell’inizio di secolo, il cuore pulsante degli affari. Era la vetrina voluta dagli Zar per ostentare al mondo la magnificenza di un Impero che appariva all'avanguardia e inarrestabile, anche se, a ben guardare, [...]

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