E ridi, ridiamo tutti, con quella capacità sgangherata che le famiglie hanno di saper scherzare sulla vita e la morte, abbracciandosi in un litigio e lasciandosi immischiare nei racconti di un secolo fa. Quelli con poche parole imparate lavorando dalla gente ricca, che l’italiano lo aveva studiato. Quei racconti infiniti e sempre uguali, ma che ogni volta sembrano farsi sempre più minuziosi. E la bocca si muove in un carosello di rughe; ne cavalco qualcuna, nella speranza di trovarci intrappolato qualche dettaglio in più, qualche profumo, magari quello di nonno. Scivolo verso i tuoi palmi, non senza notare un seno assente e uno ormai appassito, che non ti priva di femminilità, che non spezza il legame con le tue figlie. Nei tuoi palmi mi accogli, nel labirinto di linee, una per ogni decennio di fatica e sudore. Mi perdo e se non trovo l'uscita faccio finta di nulla, vado oltre per restare ancora un po', per ingannare l’inesorabile avanzare dell’atto conclusivo.

A fine pasto, a fornelli spenti e animi accesi, con gli occhi imbambolati su una tazzina di caffè, con quel modo di fare riflessivo, affamato di dettagli, realizzo ancora una volta quanto tu sia il vero legante di questa famiglia. Tu, rugosa e golosa, fragile e allegra. Tu, in un infinito ondeggiare di testa e occhi strizzati. Tu, il principio di una lunga lista che, istante dopo istante, srotola motivi che aiutano chi t’incontra a non dubitare di Dio, a credere che amare resti una cosa sacra, anche quando un matrimonio è spezzato e una vita interrotta. E adagiandoti a letto nell'incertezza di un nuovo giorno alle porte, mentre il mondo lo dà già per scontato, tu ripercorri ogni pennellata del ritratto di famiglia, sempre remissiva al "non si sa mai".

E quando un giorno in più arriva e io noto la furia della notte appena trascorsa, riparto da zero, rifaccio l’inventario delle rughe e dei sorrisi, con lo slancio di chi sa che più un fiore sfiorisce e più rilascia profumo.

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Nives ed Ignis

30 May 2026

Nives: Tu lo illudi. Ignis: E tu invece fai di meglio? Guarda come è ridotto adesso: sta bene? Nives: Almeno non finisce con l’alimentare un sentimento ingiusto. Io passerò, ma quello che lascio è costruttivo, non distruttivo. Ignis: Ingiusto dici, eh? E prendersi colpe che non si hanno invece [...]

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Lungo la riva

30 May 2026

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Anuptafobia

29 May 2026

Ho l'abitudine di ascoltare le conversazioni degli estranei. Lo faccio semplicemente perché da un dialogo, dai gesti di una persona, dal suo modo di esprimersi o dal suo tono di voce, può nascere l'idea per una commedia, un racconto o una poesia. Ieri, mentre ero seduto tranquillo sul pullman che [...]

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il sabato mattina di una bambina degli anni settanta

Quanti di voi così?

29 May 2026

Ecco, era arrivato ancora una volta: il sabato. Per tanti bambini era il giorno più amato e atteso, il primo del fine settimana che permetteva di stare un po' più a letto, fare una bella colazione e guardare i cartoni animati in televisione, restando magari tutto il giorno in pigiama. Da bambina [...]

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Oggi non più

28 May 2026

Siamo sulla metro e tu sei in piedi davanti a me. Seduta scruto la figura alle tue spalle. Tu stai guardando il cellulare: forse un messaggio, un video, un drama, non lo so. Non mi vedi come non percepisci che dietro di te qualcuno è incuriosito e ti è molto vicino. Come fai a non sentirlo? Sembra [...]

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Il Gioco

28 May 2026

Da una fessura del mio stallo posso vedere tutto quello che succede fuori, o almeno una buona parte. Sotto un sole cocente l'arena è polverosa e gli spalti sono gremiti di gente che urla olé olé. Vedo mio fratello che trotterella con incedere elegante e fiero. È bello, il suo corpo è scolpito da [...]

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Dialogo su parola e diffamazione

Cicerone e Lisia commentano dall'isola di Ogigia la nostra attualità

27 May 2026

Cicerone vs Lisia (sulla diffamazione online e il pericolo per la libertà di espressione) Omero aveva ragione: l'isola di Ogigia esiste davvero. Qui, ospiti della ninfa Calipso, gli spiriti magni dell'antichità dimorano in eterno, seguendo le vicende terrene. Tra questi ve ne sono due, Marco [...]

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27 May 2026

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Il colmo di guardare

26 May 2026

Quella mattina mi ero vestita con una cura insolita. Avevo persino infilato gli orecchini — gesto raro, un po’ goffo per me — perché ogni volta mi perdo nella pazienza lenta di trovare il buco dell’orecchino, al centro esatto del lobo, come se il corpo pretendesse una precisione che la mente non [...]

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Samudaripen (2/2)

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Quando i poliziotti arrivarono disse subito: “Li ho trovati io, sono clandestini. Ho dovuto forzare la porta”. I poliziotti entrarono nella ex palestra con le mani sulle pistole, e quando furono dentro… “Dottore, guardi che qui non c'è nessuno”, disse uno dei poliziotti. “Come nessuno?”. Hutter [...]

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il tango è un sentimento triste che si balla

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Il tango è un sentimento triste che si balla, nessuno è stato capace di esprimere questo sentimento come il grande cantante Carlos Gardel. E nessuno saprà mai eguagliarlo. Esiste in Buenos Aires il suo monumento funebre, c’è la sua statua e molte signore anche giovani, in discreto numero si recano [...]

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Samudaripen (1/2)

25 May 2026

Alcuni mesi dopo aver acquistato la villa, Berny Hutter, rincasando, vide da lontano un uomo che con una cassa sulle spalle si avviava con fatica verso il piccolo edificio adiacente la casa, dove si trovava la palestra ormai usata da anni come ripostiglio. Berny Hutter era un uomo sospettoso per [...]

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