Non dirmi che vuoi ucciderti, che ogni tanto ti passano per la testa questi pensieri.
Sennò io cosa rimarrei qui a fare? Dai, riesci a immaginarti l'idea di quanto sarebbe stupida una persona che non solo rimane affascinata da qualcuno con cui è già finito tutto da anni, ma oltretutto rimane affascinata da qualcuno che è morto o che, meglio, si è tolto la vita? 
Come potrei ipotizzare ciò che sarebbe potuto esistere in una nostra ipotetica vita se tu, uccidendoti, uccidi tutte le statistiche? Ho bisogno di una piccola possibilità e speranza per continuare a immaginare, per continuare a ipotizzare che sia possibile, anche se non è possibile. E anche se sono sicuro che dopo dieci minuti assieme, se mai ci rivedessimo, non ci sopporteremmo, perché tu saresti una studentessa universitaria e non più una ragazzina di un liceo, ed io un lavoratore totalmente alienato alla società del lavoro moderno e non più il ragazzo che non ascoltava durante le lezioni. Perché tu ora avrai sicuramente mille spasimanti che sperano di aprirti la testa, quantomeno un po', per provare a capirti, o magari vogliono soltanto scoparti, mentre io ho i capelli legati e qualche ragazza che ho mandato via dal mio letto perché non riesco ad avere un rapporto senza sentimenti. 
Per questo penso che tu non debba mai valutare seriamente l'opzione del suicidio, perché io rimarrei qui a immaginare cose che non accadrebbero mai, non perché io e te non parliamo più, semplicemente perché sei morta. E preferisco continuare a immaginare cose che non possono esistere sapendo che sei dall'altra parte d'Italia e che non mi pensi più da mesi, piuttosto che immaginare cose che non possono esistere sapendo che sei dall'altra parte della terraferma, o semplicemente sottoterra. Dopo averti pianto per qualche ora al tuo funerale, dove non conoscevo nessuno e  co la pioggia che si mischiava ai miei capelli ricci aumentandone il peso, un po' come la tua morte aumenterebbe il peso e la mia difficoltà nell'immaginare e nel ricordarti come qualcosa di bello.

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