Il signor Giuseppe viveva da solo, era un po’ vecchio, ma sempre in forma. Più di tutto amava le sue abitudini, oltre naturalmente al suo cagnolino Fido, raccolto in Liguria per compassione.

 

Lo aveva chiamato con un nome che più banale non si può perché si era ricordato che il Luciano, suo compagno di giochi da bambini, aveva un cagnolino di nome Fido e gli sembrava che un po’gli somigliasse: quel ricordo non gli faceva venire malinconia e a volte dolore come altri, ma lo riempiva di buon umore perché il Luciano era un leader e aveva l’ammirazione di tutti i suoi coetanei e anche di quelli più grandi perché arrivava primo in tutto (il primo ad avere la bici, il primo a imparare a nuotare al fiume, il primo ad avere la ragazza, il primo ad avere notizie importanti, ma anche il primo a darti una mano se c’era bisogno)

 

Le abitudini che il signor Giuseppe amava di più erano quelle della mattina, fra le 7 e le 10.

 Adorava essere svegliato dai versi del cagnolino e alle sette meno un quarto precise metteva i piedi fuori dal letto sul tappetino. Appena la pianta del piede lo trovava, automaticamene si faceva il segno della Croce e iniziava il Padre Nostro che diceva a mente mentre si avvicinava al bagno e schivava i salti di gioia di Fido.

Mentre si metteva davanti allo specchio per far la barba ci metteva un po’ a riconoscersi perché ancora non si era abituato a vedersi coi capelli bianchi e i denti un po’ ingialliti.

In quel momento, prendendo improvvisamente coscienza di sé, si vergognava un po’ di non ricordarsi se davvero era arrivato in fondo al Padre Nostro, ma gli passava subito perché era troppo contento di quello che, come tutte le mattine, avrebbe dovuto fare da lì a poco!

 

Fatta la barba si riempiva il viso di acqua di colonia, convinto come era che lo avrebbe ringiovanito.

Il profumo raggiungeva la cucina dove nel frattempo Fido si era posizionato in attesa della colazione. Ma il bello era solo all’inizio!

 

Dopo poco infatti si apriva la porta di casa, era già ora di uscire!

Fido era impaziente anche perché ogni giorno, mentre arrivava al piano l’ascensore, il signor Giuseppe tornava in casa per darsi una sistemata al cappello e al nodo della cravatta perché voleva far bella figura con la portinaia, una bella signora sempre ben pettinata con la quale si sarebbe intrattenuto al suo ritorno verso le nove e mezza, quando lui rientrava a casa e quando lei aveva già pulito le scale.

Questa sosta allo specchio spesse volte causava che l’ascensore fosse richiamato da qualche altro condomino e questa cosa spazientiva moltissimo Fido.

 

Però dopo poco via a far la passeggiata! Prima sosta: l’edicola.

Era facile arrivarci, bastava girare l’angolo, attraversare aspettando il verde, fare ancora tutta la lunghezza del marciapiede ed ecco che il signor Giuseppe comprava il giornale che avrebbe letto al suo ritorno a casa dalla prima riga all’ultima. Anche se la pagina dalla quale iniziava era quella dei necrologi che, mentre leggeva ansioso di vedere se era passato a miglior vita qualche conoscente, gli faceva tornare in mente il distratto Padre Nostro della mattina e ci riprovava... ma spesso era di nuovo distolto da qualche notizia perché la pagina dei necrologi... confinava con quella dello sport!

Anche di questo secondo Padre Nostro non avrebbe avuto la certezza di avercela fatta ad arrivare in fondo.

 

Dopo il giornale finalmente c’era il momento più divertente della giornata!

Il signor Giuseppe andava al bar e lì incontrava il suo amico di sempre, il Gino, che poi era anche il barista!

Che divertimento per il signor Giuseppe: per lui era come andare a teatro gratis!

Infatti il Gino tutte le mattine e da anni e anni si arrabbiava con Gennaro, il cliente che si piazzava sul tavolino a prendere il caffè: dalle 7,30 del mattino e fino alle 9 non si schiodava!

“Ueee, mangiapane a tradimento!”, diceva il Gino al Gennaro.

“Te ne stai seduto un’ora e mezza, prendi solo il caffè, leggi il giornale del bar, che poi sarebbe il mio, usi il bagno, che poi anche quello sarebbe il mio, tiri via il posto ai signori per bene - mica come te - che farebbero al tavolino cappuccio- brioche - spremuta e invece prendono di fretta il caffè al banco perché tieni occupato il tavolino!”

E poi il Gino concludeva in milanese rivolto a Gennaro:

 

“Car el me bel Cantanapoli,ti te set propri un pioeucc... mi laori ‘me

na bestia e ti te set un fannigotton al par di amis del to paes...”

 

Ma Gennaro, arguto e pronto replicava:

 

“ ehhh… sempre arrabbiato e nervoso... ma guarda fuori che c’è la primavera che arriva, il cielo, gli uccellini e… se chiudi gli occhi e ti metti di animo buono… vedi il mare, la collina di Posillipo, senti il profumo della pizza che il garzone che porta il pane diffonde cantando... qui invece le tue pizzette dentro la plastica sono immangiabili, da te più che il caffè non si può prendere e anche quello…!”

 

Il signor Giuseppe era ammiratissimo sia del Gino che del Gennaro e con gli anni erano diventati proprio suoi amici e alla domenica gli mancavano tantissimo perché il bar era chiuso.

 

Lui non sapeva mai per chi tenere perché, nell’ incalzare delle battute fra i due, chi diceva l’ultima gli sembrava proprio avesse ragione finché... quell’ altro non ribatteva.

 

La cosa più entusiasmante però era che iniziavano a battibeccarsi proprio non appena lui entrava al bar perché, per così dire, si rivolgevano a lui come giudice infallibile per stabilire chi avesse ragione:

aveva la straordinaria capacità, con le sue battute formidabili, di andare in soccorso a chi dei due, in un dato momento della contesa, sembrava in svantaggio cosicché la sfida diventava interminabile e il suo ruolo di giudice sempre più autorevole!

Fido amava quelle chiacchiere infinite anche perché aveva tutto il tempo di deliziarsi con le briciole delle brioche che cadevano a terra dai clienti sempre di fretta.

La sfida andava avanti per quasi mezz’ora e alla fine anche il Gennaro andava alla sua occupazione (apriva il suo colorificio a duecento metri dal Gino) e allora tutti si salutavano con la faccia che hanno gli attori, quando, terminata la commedia, si danno al pubblico per ricevere l’applauso finale tornando e ritornando sul palco troppe volte per non perdersi nemmeno l’ultimo flebile consenso: allo stesso modo il Gennaro indugiava sulla porta di uscita del bar per raccogliere anche l’ultimo eventuale sostegno del signor Giuseppe.

 

In ogni caso, uscito il Gennaro il signor Giuseppe si avvicinava alla cassa per pagare il caffè e una brioche da portare via che il Gino metteva dentro un sacchetto, accompagnando il gesto con la solita battuta: “Che vizi per un cagnolino, anche la brioche per la merenda!”

In realtà quella brioche era per la portinaia... il signor Giuseppe gliela portava ogni mattina, ma agli amici aveva detto questa piccola bugia: non se la sentiva di dare in pasto a quei due fabbricatori di ruvide battute al fulmicotone la sua tenera e iniziale amicizia con la Luisella, così si chiamava la portinaia…

Tutti i racconti

0
0
1

Il quaderno blu

27 October 2026

A cinquantacinque anni passavo molto tempo a camminare. Avevo perso il lavoro da otto mesi e le mie giornate seguivano un ritmo semplice: uscivo al mattino, raggiungevo il parco, camminavo per un paio d’ore e tornavo a casa. All’inizio cercavo ancora lavoro, poi le passeggiate erano diventate il [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

0
0
2

La linea d’ombra del 25 (1/2)

27 October 2026

L’orologio sul cruscotto segnava le sette e quarantatré. Fuori, il lunedì mattina non aveva colore: solo un grigio uniforme e denso che inghiottiva i palazzi, tagliato da una pioggia che non cadeva dritta, ma sferzava l’asfalto ad alzo zero. Claudio rimase seduto in auto per altri dieci secondi, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

0
0
1

Capolavoro

27 October 2026

Stava costruendo proprio un bel racconto, disteso sul letto ad occhi chiusi con la testa su due cuscini. Ha pensato molto alla sua storia, ha trovato i personaggi giusti, la scena adatta ed anche, come direbbero gli addetti ai lavori o presunti tali, il climax perfetto. Stava sorridendo. Ma… il [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

7
6
35

Giovanna (2/2)

26 October 2026

Intanto la sirena sempre più incessante continua a rompere la quiete della sera. Quando arrivano con la sirena ancora accesa fino all’ingresso, vuol dire che il caso è grave. Con un rumore di gomme che graffiano la ghiaia l’auto si ferma di botto e ne scendono veloci gli ausiliari aprendo il retro. [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

1
3
15

Daredevil: Chance (3/3)

REDDE RATIONEM

26 October 2026

Uno stabile vicino all'Hudson, sul tetto. Solo il vento, solo due respiri. Uno regolare, l'altro stanco. Azar avanza, dicendo: «Sai qual è il tuo problema, Murdock? Credi ancora nelle eccezioni.» Matt replica seccamente: «No.» «No?» fa eco Azar. Matt: «Credo negli uomini.» Azar: «Sono [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

5
3
41

Giovanna (1/2)

pronto soccorso

25 October 2026

È la vigilia di Ferragosto. Dopo la dura prova affrontata per il Covid, quest’anno è stato intenso e stancante oltre ogni dire. Lavoro al pronto soccorso come infermiera professionale. L’ondata di caldo che ci ha accompagnati per la primavera e tutta l’estate sembra non volersi fermare. Questo [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • MaricaR: che succederà? in un pronto soccorso potrebbe arrivare qualsiasi cosa. [...]

  • zeroassoluto: Vediamo... mi aspetto "tanta roba Like

1
1
15

Daredevil: Chance (2/3)

25 October 2026

Mattina seguente, Tribunale. Il rumore della città arriva al Tribunale come un’onda lontana. Clacson, passi, voci. Per chiunque sono solo rumori. Per Matt Murdock sono una mappa. Il cuore accelerato degli avvocati prima dell’udienza. Il fruscio delle toghe. Il respiro trattenuto dei clienti che [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

5
10
62

Addio Aurora... arriva Rompino

24 October 2026

Mentre l’autobus la sballottava lungo la strada che la portava al lavoro, Giuliana si sentiva, né più né meno, come tutte le altre mattine. Si portava appresso il consueto torpore dei pendolari, che cercava di smaltire rubacchiando qualche attimo di sonno lungo il tragitto, standosene seduta un [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Rubrus: Ho iniziato ad usare il computer nei primi '90 dello scorso secolo: era [...]

  • MaricaR: Ciao Rubrus, innanzitutto grazie per avermi letto e commentato. Anch'io [...]

1
1
22

Daredevil: Chance (1/3)

24 October 2026

Notte. Buio. Matt è in piedi. Non sa dove. Non sente il vento. Non sente la città. Solo una voce. Laura: «Matt.» Si gira. Il cuore accelera. Matt: «No.» Laura: «Perché continui a dire no quando sai che sono io? Non mi hai presa.» Il ricordo torna. La caduta. La mano. Il centimetro. Quel [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

7
9
53

Il fiore di Venilia

23 October 2026

C’era una grande magnolia di fronte alla casa. Venilia la ricordava da sempre, da quando, ancora piccina, sentiva la voce di sua madre che la chiamava. Poi, un giorno, non la sentì più. Le zie le dissero che era partita per un lungo viaggio, ma lei non dimenticò mai quella voce e non credette mai [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • zeroassoluto: Un'altro racconto in cui una donna si libera del suo violentatore.
    Like

  • Dax: Commovente e triste.Like

5
5
42

Ci svegliammo di botto

23 October 2026

E ci svegliammo di botto mentre tutti fuggivano cercando qualcosa di diverso. Era stata una bella serata quella appena passata. Senza rancore né amore, una splendida serata di fredda passione alla luce di un vecchio lampione. Ci ferimmo felici di farlo, ci illudemmo senza vergogna. Si, fu proprio [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
6
32

Fuori dal forno

23 October 2026

Lavoravo come cameriera nel ristorante più grande del mio paese, sproporzionato rispetto alle dimensioni di quella cittadina. Troppo spazioso e con troppe ambizioni: soldi spesi in decorazioni per ogni stagione e altrettanti per pagare una trentina di ragazzini impegnati con lo studio ma comunque [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • zeroassoluto: Nella mia attività lavorativa, sia in Puglia, sia in tutto il nord Italia [...]

  • sveronic: Grazie zeroassoluto, indipendentemente dalle proprie volontà i colleghi [...]

Torna su