Dedicato...

 

“Non hai ancora mostrato il tuo volto; vorrei fosse così gentile, simile all'immagine plasmata, impressa dentro contorni bui dei miei occhi abbassati su un'ipotesi. Rimasto tale a dispetto dei solchi lievi che ti attraverseranno la fronte e dei tuoi inganni pronunciati piano come un'orazione, né di quelle intenzioni inconfessate che terrai sparse nel cuore come contrappesi vermigli; territori davvero angusti a ospitare tutti i sogni disattesi di cui, arrendevolmente, tra qualche legittima imprecazione penserai di non curartene oltre.

Sopporterai le unghie smozzicate, erose dalle ansie che più non saprai nominare nei tonfi improvvisi, così tra il vento gelido delle tue eterne attese. Nemmeno piegherai il tuo giunco umano alle fitte svincolate di quei lontani bisogni, né cederai alle lusinghe passeggere che incontrerai tuo malgrado, pur se confezionate da imperdibili balocchi.

Il tuo intimo sentire rimarrà tenace, limpido... profumato per sua benevola natura. Commuoverà quel moto segreto che avrai nel petto, adorno di sottili fragranze, tenere percezioni. Saranno materia, possibili richiami per i pochi osservanti, forse per uno soltanto tra loro. L'incastro sospeso che attende un prezioso sigillo condiviso: fusioni tra anime simili, farsi rare dentro una prospettiva d'antica sosta a lungo privata del significato di essere una somma. Un segno tracciante a percorrere, invadere, saldare ogni crepa profonda sepolta nei campi aridi di vita fuggita per sempre sotto altra invisibile forma, da maledire o ricordare appena, semmai.
Crederai ancora in un tempo adatto, mettendoti in cammino con un piccolo sestante nelle tasche. Qualcuno, prima o poi, incrocerà il dolce ritmo dei tuoi passi, così la mira e il desiderio di affiancarli. Sii rispettosa di te stessa, ma affrancati nel vibrare il valore dei sentimenti senza timore, assecondane i suoni che ti vedranno complice armonia di quei nuovi incastri.

Attraversa le tue arrese, così le sconfitte consapevoli a danzarti dentro, tendi le dita con misura e lascia ai percorsi del tatto l'unica intenzione: la natura esposta di ciò che saprà ancora sorprenderti.”

 

© Roberto Anzaldi

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