Caro Jude,
l'aria ogni giorno si fa di piombo.
I provvedimenti statali sono sempre più restrittivi e la fuga di notizie aggiunge quotidianamente una maglia d'acciaio alla catena che ci tiene segregati.
Provo con doviziosa volontà un'organizzazione mentale, affinché non impazzisca del tutto. Ma ti confesso, non senza vergogna, che i tentativi sono spesso fallimentari.
Odio e ostilità imperano come giganti d'amianto, frapponendosi nelle pieghe di quel che resta del nostro essere, ancora, umani.

Le ore ci sembrano tutte uguali, così come i giorni, che vanno avanti lenti come senza strutture, come quel tuo racconto, ricordi, di quel giorno che assumesti il cip66 e ti sembrava di scioglierti sotto un sole che non c'era.

La stasi cui siamo sottoposti però, improvvisamente, viene turbata dall'esterno solo dai discorsi presidenziali a reti unificate. Ci permettono la tv e ancora la connessione internet, per tenerci a bada, e ci offrono un po' di adrenalina solo per spaventarci.

Disciplina. Atti giuridici. Controlli. Chekpoint.

Disciplina Jude.
Nel contempo, credo di aver maturato un distacco spaventoso di cui non pensavo di essere capace. Nemmeno quando tempo fa mi allenai, col maestro Kim Sun Shi, in Tibet.

Questo distacco è diverso, quasi assorbe ogni fibra del mio essere, imponendomi di restare vigile, ma senza provare alcuna emozione.

I momenti in cui mi sembra di cadere all'indietro e benedire la vertigine del precipizio è quando ascolto al mattino il canto degli uccelli.
In questo caos militarmente disciplinato, la natura conserva ancora con austera gelosia tutta la sua incorruttibile bellezza.

Posso osservarla solo da qui, da lontano. Ma è l'unica cosa che riesce a penetrare questo muro che anche io ho costruito per difendermi.

Qualcosa si è abbattuto sui nostri volti Jude, ormai coperti solo da maschere.
Qualcosa è ormai cambiato e quando Mark ci raccontava del suo timore di esprimere un parere al riguardo, rispetto alle misure eventuali del governo, aveva ragione.

Perché si ha paura anche solo di pensare Jude, perché il pensiero ha come una forza sconosciuta, trasforma l'astratto in concreto. Prima o poi.

Ti saluto, senza abbracci

Lo farò quando mi ricorderò che cosa significa, sentire la pelle di un altro contro la mia.

Tua Artemis.

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