Spesso la luna ha il chiarore della magia. Nell'incantamento della sua bellezza come in un paesaggio musicale avverti l'impalpabile soffio dell'anima che carezza le corde del nostro cuore e le fa vibrare delicatamente per intonare quella che speriamo per tutta la vita sia una soave armonia d'amore.

Una musica che arriva dall'anima ed inebria il nostro corpo, trasformandolo in cembalo del sentimento, in centrale di armonia da offrire a chi ci sta vicino, o a chi pensiamo possa esserci vicino.

E la luna,  lassù, ci guarda languida ed in silenzio assiste ai nostri sforzi d'amore, soffrendo e trasformando ogni delusione e dolore in piacevole sorriso d'amore.

Nel campo sovente, nel tempo di primavera per la precisione, si agitano le campanelline, fiori giallognoli dal lungo ed acerbo stelo, che s'aprono di giorno e la notte abbassano il loro capo alla bellezza della luna.

E nella notte delle fate respirano l'argento dei loro pensieri e creano le condizioni perché i desideri degli uomini, proferiti con sincerità di cuore, possano essere esauditi dalla loro bontà.

Ecco che le campanelline sembrano intonare un'armonia di colori e suoni come fossero sospiri che raccontano le luci del cuore e se ne inebriano in questa vita, che spesso più che una pianura sembra un'intricata foresta.

Nella notte delle fate le note musicali sembrano anch'esse d'argento.

Ne percepisci il dolce tremore che porta alla dolcezza di chi festeggia tra voli e sorrisi, intento a  mordicchiare il gambo delicato delle campanelline, che ridono, ridono quasi a soffocarsi d'amore e sono felici per aver esaudito in quella notte speciale ogni desiderio puro del cuore.

La luna s'inargenta ancor di più e guarda nel pozzo la sua immagine lontana. Si specchia per truccarsi di sogni e di povere di speranza ed accogliere i sospiri delle coppiettedegli innamorati lungo la riva del mare, mano nella mano, occhi dentro gli occhi a cercare di sentire la voce dell'infinito.

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