Ogni volta che desidero rilassarmi lontano dai rumori e dallo stress della città, mi dirigo verso la vecchia capanna collocata nel bosco appartenuta a un adorato zio.
Ho ricevuto questa deliziosissima costruzione in eredità circa cinque anni fa, in un momento estremamente difficile. Ero oberato dai debiti causati da un fallimentare matrimonio e da una cattiva gestione dell'azienda di famiglia. Ho dovuto vendere di tutto, dall'appartamento alla macchina per far fronte ai guai, tranne questo rifugio, nonostante le numerose e cospicue offerte ricevute.

Con il compianto zio Tom avevo un rapporto straordinariamente bello. Era il fratello di mio padre, mentre per me era come un fratello, aiutandomi come nessuno mai. Adesso vivo un periodo di alti e bassi, tanto è vero che ancora oggi mi porto dietro gli strascichi emotivi ed economici dei miei errori.
Ho appena tagliato la legna per alimentare la stufa ed essendo sera mi accingo ad accendere un antico lume a petrolio. Ho dei bellissimi ricordi di questo posto, con lo zio passavo liete giornate a parlare, a pescare, a cacciare e tant'altro. Addirittura il mio diciottesimo l’abbiamo festeggiato qui.
– Mi manchi! –, dico malinconicamente alla sua fotografia incorniciata sul muro. Essendo leggermente inclinata, la raddrizzo.
Odio le cose "storte", altra caratteristica ereditata da lui. Qualcosa è caduta da dietro scivolando sul pavimento. È un foglio di carta, precisamente una stringatissima lettera scritta a mano. La leggo.

“Caro nipote, se non hai ceduto alla tentazione di vendere la capanna alla quale tengo moltissimo, così come a te, sotto le assi del pavimento su cui stai poggiando i piedi ci sono nascosti duecentomila euro ricavati da un fondo assicurativo. 
Con affetto.

 
Zio Tom.”
 
Resto piacevolmente incredulo. In vita mia non ho mai esclamato "porco zio!" E mai lo farò!
 
 
N.d.A. il titolo del racconto è praticamente una citazione di un celebre libro di Mark Twain. Il romanzo in questione lo lessi per la prima volta all'età di dieci anni e ha contribuito a farmi innamorare della narrativa.

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