Mario si svegliò all'ospedale. Non ricordava nulla di come ci fosse arrivato e soprattutto perché. 

«Io e Daniela, al teatro, stavamo di casa uscendo, Poi non so...», farfugliò.

La donna in camice bianco dinnanzi all'uomo che in quel momento si ritrovava sdraiato in uno dei tanti letti del Policlinico cercò di rassicurarlo che presto si sarebbe sentito meglio.
«Lei ha avuto una grave reazione allergica», spiegò la dottoressa. «Le dobbiamo fare dei controlli accurati e scoprirne il motivo.» 
Proprio nel momento stesso in cui un infermiere si prodigava a rilevare i parametri vitali del paziente attraverso un fonendoscopio, sopraggiunse la moglie di Mario visibilmente preoccupata e con addosso una costosissima pelliccia.
«Amore, non hai idea della paura che mi hai fatto prendere!», manifestò piangendo e lo abbracciò al termine dell'auscultazione da parte della figura sanitaria.
Mario starnutì. Poi di nuovo e poi di nuovo ancora… fino a che il suo respiro si fece sibilante e per di più con un senso di costrizione toracica.

La moglie del ricoverato venne immeditatamente invitata ad uscire fuori dalla stanza di degenza in quanto la dottoressa capì subito l'origine del problema.

Non c'erano dubbi!

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