Ma cosa ne sapevano in fondo essi della notte, di ciò che era stato, della luna e delle stelle. Della dimensione degli astri, dei sogni che furono fatti. Il giorno aveva di nuovo rinchiuso il tempo in una valigia. All'alba le campane suonarono i loro rintocchi e tutto sembrò esser passato, trascorso via con ineluttabile velocità.

Al mattino, frastornato, presero la colazione e si rivestirono con lentezza. I quadri nella stanza avevano adesso una la luce che gli apparteneva, e lui poté rivedere le sue opinioni a riguardo su quello che gli erano sembrati la sera prima o ancora i mesi prima all'appendice di quei chiodi, sotto le bombe. Al chiaro di luna, annebbiati dalla sperdutatezza di chissà cosa mentre i loro cuori germogliavano in un sussulto di piacere che andava fedele a ritmo veloce, frenetico come il rumore delle ronde dei soldati di ritorno a casa che attraversavano il ponte nelle mute, con il loro passo metallico verso chissà cosa, verso chissà quale avvenire. L'amore era tornato a scorrere. Quella sera di Aprile, fu finalmente tornato a incidere con grazia disfatta la notte, e il giorno era solo un pretesto verso un nuovo imbrunire, e verso un altro ancora che li portasse insieme chissà dove.

Di tutte le cose tangibili che diventavano una cosa sola, di tutti i colori dei quadri, di tutti gli oggetti e di tutte le sensazioni lei ne divenne complice, quel covo cominciò a somigliarle. Il suo respiro dava alito alla stanza, che ne prese l'odore; i suoi vestiti coloravano la sua vita e quella di lui e non fu difficile sceglierne i più belli. Quelli di seta gli ricordavano le primavere al vento di una giovinezza posseduta, nei campi di oleandri, nelle gambe salde di sua nonna. Quelli pesanti il calore e le smagliature delle cosce infreddolite nelle calze strappate. L'estate fu la stagione delle mezze misure, nudi si rincorrevano senza oscenità, distinguendo il caldo dal freddo e senza vestiti si ritrovavano. La vita sembrava un gioco, un gioco pazzo come una corsa, come la strada, come la via che si poteva scrutare libera nei suoi occhi in modo orizzontale e non c'era maniera più bella.

Alla finestra si affacciavano i fiori più vivaci che ella coltivava fin dalle prime radici, lasciando cadere l'acqua sugli steli, prendendosene cura insieme al sole di ogni nuovo giorno e li copriva di tanto in tanto con un telo di plastica quando cominciava a piovere. Lui la osservava mite mentre scriveva libri, con le parole dei personaggi che le somigliavano, fino a quando lei si avvicinava con la veste trasparente di seta senza intimo addosso e facevano l'amore, sopra  le cose, sopra quelle pagine, e tutto ritornava reale e capiva allora che lei non avrebbe potuto essere in nessuno di quei libri se non ella stessa in quella quotidianità, come le note di un piano nella canzone che preferiva.

Il ponte che divideva la città si allungava ad ampi passi verso la sponda del fiume, dal quale si poteva scorgere un angolo più lontano della città che si specchiava nell'acqua, che prendeva un colore rosa antico al tramonto. Lei veniva da quell'angolo della città e quella veduta ogni volta glielo ricordava. Chissà quante volte i pescatori abbiano indirizzato i loro occhi verso quell'orizzonte, gli sembrava un chiaro riferimento alle sue origini. Chissà quanti pesci avrebbero pescato nel frattempo; non gli importava prima, cominciò a importargliene dopo.

Gli era stato impossibile attraversare la città prima di quell'unica volta, dopodiché i soldati, per motivi politici, avevano anteposto delle transenne, mentre altri sollevavano mura con la forza dei mattoni. I soldati più buoni, forse innamorati, permettevano agli amanti di scambiarsi lettere nel mezzo del filo spinato e consegnavano rose alle ragazze indicate, con l'attenzione a non sciuparne i petali. Lui le portava dei libri e sulle prime pagine scriveva che nulla avrebbe potuto dividerli: né l'amore, né la guerra, né i soldati, né quelle mura. Ai tempi delle transenne la città gli pareva vuota, nei vetri dei negozi scrutava una certa crisi degli ideali di consumi, ma non sapeva ben decidere se la parte più modaiola si trovasse da questo lato o dall'altro della città. La distinzione cominciava a creare una sorta di inquietudine nelle domande che si creava ed era come se cercasse di indovinarne le risposte guardandosi attorno senza sapere da che parte stare. D'altro canto tutto ciò di cui si accorse si trovava dall'altro lato della città e la sua parte di vita perse tinta e smalto, divenne meno interessante e lui stesso si sarebbe fatto uccidere da quei soldati se non l'avesse riavuta indietro. Ogni rivoluzione porta il nome di una donna, lui le diede quello di lei.

Una notte di primavera i minori partiti politici si riunirono nel sangue e presero in asso la città. Quella notte fu per lui l'inizio di un romanzo le cui pagine scorrono in bianco e nero attraverso parole che sanno di libertà, nell'inchiostro puerile della fioritura, con le macchie sparse qua e là nelle pigmentazioni brunastre. Quella rivoluzione fu sua per il senso che aveva, per i libri e per lei e non gli importava della morte, nessuna causa gli sarebbe sembrata più nobile. In fondo nulla aveva a che vedere con la patria, o con i più alti uomini scientifici che aveva conosciuto nel tempo la città. Nulla gli importava nemmeno della politica. Sapeva decifrare con attenzione il tempo trascorso senza di lei e ora quel tempo stesso si ribellava alla società, alle repressioni, ai libri che avrebbe voluto renderle di persona, alle parole che aveva sognato di pronunciare, alle camminate lungo il fiume e nelle vetrine che cominciavano a ornarsi dei vestiti di seta primaverili.

La incontrò al varco coi libri che le aveva regalato tra le mani quando la notte stava per cedere al giorno, la prese con sé e nessuna stretta gli sembrò più forte di quella che provava al cuore. Avevano bisogno l'una dell'altro come le parole di chi le scrive e la testa degli occhi. Avevano bisogno come le pallottole del fucile e del letto il materasso.

Il romanzo si avviava alla fine di tutte le giunture, di tutte le parole; con lei a fianco sapeva che la vita sarebbe divenuta reale superata la notte. L'aveva con sé nel suo pallore e niente era più importante. Fecero l'amore distesi l'uno sull'altro davanti alla finestra aperta, mentre i fuochi degli assalti si spegnevano nelle nuvole che portarono pioggia e poi uno strano colore. I libri bruciarono vivi delle parole nella fioritura della rivoluzione.

Tutti i racconti

0
0
4

ll dono

NTH
22 March 2026

Giulio aveva un dono: sin da piccolo, aveva mostrato un’inclinazione particolare a risolvere i problemi cercando soluzioni e non colpevoli da punire. I primi a restare sconvolti dagli atteggiamenti di Giulio erano stati i suoi genitori, che si erano preoccupati non poco per lui: i pianti infantili [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

0
0
3

El Curling e l'olimpiade del Nord-Est

Un gruppo di giovani commercianti, una trattoria e un’idea assurda: trasformare le pentole a pressione in attrezzatura olimpica.

Miu
22 March 2026

C’è un angolo del Nord-Est tra Isonzo e Timavo dove se chiedi un’acqua minerale, ti guardano come se avessi sputato in chiesa. Qui il dialetto è una rissa tra veneto e friulano, e la gente ha la testa più dura del granito. Fuori ci sono le Olimpiadi invernali, ma dentro la trattoria “La Mariuta” [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

4
3
40

Marta

21 March 2026

Marta era meravigliosa, eterea come un piumino e profumata di vaniglia. Era una psicologa e soffriva di una minuscola distrazione cronica: dava appuntamento a tutti alla stessa ora. I pazienti arrivavano puntuali e si ritrovavano seduti in cerchio a guardarsi perplessi. Lei, imperturbabile, prendeva [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Riccardo: piaciuto!
    benvenuto/a su ldm
    un suggerimento se ti va, sul nick..personalizzalo [...]

  • Miu: Con un’idea così promettente mi aspettavo un esito più [...]

5
4
104

L’amore che resta

Capitoli 3 e 4

21 March 2026

Capitolo 3 - Quando ho compreso che non potevo proteggerlo da tutto Le paure vere arrivarono con degli scatoloni. Avevo smontato una casa e rimontata un’altra, credevo che il difficile fosse finito. Il giorno dopo andai a prenderlo. Entrò. Guardò la stanza. Appoggiò lo zaino e dormì lì. Rimase [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

5
3
129

La casa di fronte

20 March 2026

Il sole quella mattina cadeva obliquo sulla facciata della casa dall’altra parte della strada. Abbandonata ormai da tanto era stata acquistata da una signora, o meglio solo metà della casa, l’altra era di proprietari differenti. Ricordo ancora quando, da piccolo, vidi le fondamenta con i ferri [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Dax: bello....Like

  • Mister Nose: Il fluire del tempo nella meticolosa pazienza di nasconderne i segni. Bel racconto.

4
3
131

La via del sogno

20 March 2026

Alle prime luci del mattino, il compositore ungherese quasi centenario sedeva accanto al suo pianoforte, le mani tremanti sfioravano i tasti. Diceva sempre che la musica gli arrivava nei sogni: melodie complesse e armonie inattese lo visitavano come presenze discrete, ma al risveglio spesso ne [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

4
6
208

Croci senza nome 3/3

19 March 2026

«Plotone attenti!» Nel silenzio irreale del bosco, sotto il fogliame che lasciava trapelare fasci di luce, un gruppo di persone assisteva incredula a un evento che li avrebbe segnati per tutta la vita. Le madri fecero girare la testa ai bambini affinché non vedessero. Anche gli animali tacevano, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Lo Scrittore: Dax= poi sarebbero scesi al suo livello, comunque in seguito nel prosieguo [...]

  • Dax: Bene....se lo merita.Like

5
6
225

Ritorno a Santadi

19 March 2026

Oggi sono tornata nella casa dei miei nonni. Non ci entravo dall’ultimo compleanno di mia madre, l'ultimo che abbiamo festeggiato tutti insieme. Appena varcata la soglia, un’onda di ricordi mi ha investito: ogni angolo evocava memorie, ogni stanza era un piccolo frammento di passato. La cucina [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
6
168

PER NON DIMENTICARE

18 March 2026

Era giorno di mercato a Plaza Iturriondo e già alle prime luci dell'alba , i vecchi carretti arrivati dalle campagne vicine animavano le stradine del piccolo centro. Il frastuono degli zoccoli sul selciato, il vociare dei contadini e dei mercanti che allestivano le loro modeste bancarelle , i primi [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Daniele Turrini: Sono felice se queste poche righe siano lo spunto per una riflessione più [...]

  • Dax: Un racconto evocativo e ci si chiede perché? Perché distruggere? [...]

4
3
163

Croci senza nome 2/3

18 March 2026

Il vecchio contadino, Cosimo Sellitti, fermò i due ragazzi che scappavano. «Indossate la divisa ed è difficile nascondervi. Siete disertori? Perché scappate?» «Non siamo disertori, ma loro credono di sì. Siamo solo andati in paese per bere un po' di vino, poi abbiamo smarrito la strada del ritorno [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Dax: Bello. Il capitano è un idiota. A gente così dovrebbero togliere [...]

  • Lo Scrittore: purtroppo non è un caso isolato, all'epoca questo comportamento [...]

4
2
161

Croci senza nome 1/3

dal mio libro " Il Bosco delle tre croci"

17 March 2026

Il “Bosco delle Tre Croci” era stato, un tempo molto lontano, un luogo di frequentazione e di incontri. Un luogo ameno dove la gente del posto andava volentieri. In quel tempo non si chiamava così, era semplicemente “il bosco”. Al suo interno vi si andava in cerca di funghi. I ragazzi tra gli [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like.
    Grazie Lorenzo per questa bella pagina.
    To be continued...

    Imperversa [...]

  • Dax: Intenso....la prima guerra mondiale ha visto i nostri generali inetti e disumani. [...]

2
6
322

Com'è bello amare!

Una breve considerazione riguardo all'amore.

17 March 2026

Amare è un'esperienza che trascende il tempo e lo spazio, un sentimento profondo che può trasformare la vita di ciascuno di noi in modi inimmaginabili. Quando si ama, si apre il cuore, si mettono da parte le paure e si accoglie l'altra persona con tutte le sue imperfezioni. È come abbracciare [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

Torna su