Mi chiamo Victor. Ho 82 anni. Vivo solo.

Il mio vicino di casa, un bengalese, fa il badante di un signore. Prima faceva il custode di un campo da tennis.

“Da quando Panatta si è ritirato nessuno gioca più a tennis”, mi dice.

Lo vedo che porta in giro il signore anziano che in grembo ha un cane. Il cane, ogni tanto, si alza sulle zampe posteriori e fa il giocoliere con tre palle colorate. Il signore anziano sbava per la felicità.

Il bengalese mi dice che, fra un po', cambierà lavoro, ma non aggiunge altro.

Un giorno lo vedo al cimitero che si fa la doccia con la canna dell'acqua. Un altro giorno lo incontro e cerca di vendermi un microonde. Cose così. Poi non lo vedo più.

Il signore anziano ha un nuovo badante. Il cane è sempre lo stesso e continua a gettare in aria con le zampine anteriore le tre palle colorate.

Poi, un giorno, il bengalese suona alla mia porta e mi chiede di poter fare una doccia perchè 'ha la Morte sulla pelle'.

Si fa una doccia lunghissima cantando in bengalese. Sicuramente mi sta consumando tutto il docciaschiuma Pino Silvestre.

Esce dalla doccia con indosso il mio accappatoio.

“Tiro su i morti dalla tombe. Ecco cosa faccio di lavoro”, mi dice.

“Quando arrivi da me riportami il Pino Silvestre. Voglio essere profumato per il Grande Viaggio”, gli rispondo.

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