C'era un gran bisogno d'insegnanti, in Italia, tra la metà degli anni '60 e quasi tutti i '70, specialmente nelle regioni del Nord dove, in caso di necessità, le cattedre erano affidate anche ai non laureati. L'introduzione dell'obbligo scolastico fino a quattordici anni aveva previsto anche una scuola media in ogni comune d'Italia (in quelli grandi più d'una) e, di conseguenza, un moltiplicarsi delle scuole superiori.

Nel '71, appena laureata, trovai subito lavoro come supplente temporanea e, nel fare domanda per l'incarico a tempo indeterminato, ebbi la facoltà di scegliere due province. Io avrei scelto volentieri due province del Nord, dove la situazione lavorativa era più favorevole, ma per accontentare i miei genitori scelsi Caserta, dove risiedevo, e Brescia, dove alcune mie amiche si erano trasferite e si trovavano benissimo.

Alla CGIL mi assicurarono che a Brescia sarei stata nominata certamente, a Caserta sarebbe stato più difficile, comunque, la nomina sarebbe arrivata entro la fine di ottobre. Sicurissima della nomina a Brescia, decisi di acquistare una valigia nuova più capiente per essere pronta ad ogni evenienza, Era una bella valigia beige, una valigia-valigia, non un trolley, perché all'epoca non esistevano. La sistemai in camera mia, sul letto che era stato di mia sorella ormai sposata e, ogni tanto, ci mettevo qualcosa: alcuni libri di latino, la radietta a transistor, le magliette della salute a manica lunga, le calze pesanti perché "alnordfafreddo", un piccolo ricettario di cucina, qualche romanzo per il tempo libero. Intanto sognavo. Sognavo di lasciare la mia famiglia molto possessiva, di vivere una vita più movimentata, di andare in giro con gli amici nei weekend e così via. Il lavoro al Nord mi avrebbe certamente cambiato la vita in meglio, non sarei più tornata se non per brevi periodi.

Mentre sognavo, il tempo passava e la nomina a Brescia non arrivava. Al sindacato mi dicevano di avere pazienza, tutto si sarebbe risolto al più presto. Verso la metà di dicembre, tornando dal lavoro, trovo mia madre raggiante: era arrivata la comunicazione del Provveditorato. Ma quale Provveditorato? Brescia? Caserta?

Caserta.

In un attimo si scatenarono nel mio animo mille emozioni che spaziavano dalla delusione per la mancata nomina al Nord e la gioia per il posto fisso al Sud. E così non partii, nè allora, nè mai. La valigia dei miei sogni fu svuotata, riposta, ripresa in estate per le mie prime vacanze senza famiglia. Mi ha accompagnato per tanti anni, mi ha portata anche un pò in giro per il mondo ma a Brescia no, non è mai arrivata.

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TURBANTE BLU

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Miu
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Inizio estate 1944, in barriera di Milano, a Torino, c’è un’osteria gestita da marito, moglie e dal figlio Giuseppe, che dal 10 febbraio è partigiano nella 101ª Brigata Garibaldi con il nome di battaglia “Zan”. Il caldo si fa già sentire, ma non più il suono della tromba di Pino, che da mesi verso [...]

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