Ci incontriamo una o due volte alla settimana, a seconda dei reciproci impegni, sempre nello stesso posto e sempre alla stessa ora: diciassette e trenta.

Il nostro primo contatto fu telefonico, la sua voce calda e un po’ grossa mi face credere che mi sarei trovata di fronte ad un uomo maturo, con una certa esperienza, per questo quando lo vidi la prima volta rimasi stupita e anche un po’ imbarazzata. Ha circa quarant’anni, ma ne dimostra di meno, un fisico atletico, un bel sorriso e due occhi verdi che non riesco a fissare per più di qualche secondo. È obiettivamente un bel ragazzo, e credo sappia di esserlo. Nonostante questo aspetto giovanile ha un carattere autoritario e deciso, nei primi incontri, anche se non disse nulla apertamente, i suoi gesti e i suoi modi palesavano cosa pensasse realmente di me: “ troppo magra  e poco elastica, non reggerà. Con questa avrò poche soddisfazioni “.

Mi sentivo come se fosse stata la mia prima volta, ogni mio gesto risultava essere sbagliato e lui, senza alcun pudore, a riprendermi e a spiegarmi esattamente ciò che voleva.

Impartisce continui ordini, molti dei quali fatico a capire.

“ Alzati, abbassati, devi sculettare, stringi i glutei “.

Avrei potuto mollare, non vederlo più  ma, invece, da buona sarda ostinata, ogni volta mi impegno con tutte le mie forze per fare quello che mi chiede fino a quando, sfinita, non sento i muscoli  bruciare. Ogni tanto mi fa provare delle cose nuove, dice che variare è più stimolante, così, talvolta, mi stringe con un lungo elastico i polsi oppure l’interno coscia rendendo i movimenti ancora più difficili.

Ho notato però che negli ultimi incontri, un po’ di sfuggita, mi sorride, si è come abituato alla mia presenza e, quando abbiamo finito, cerca di scambiare due chiacchiere amichevoli. Mi ha anche detto che sono migliorata e che la mia massa grassa è diminuita.

Si, massa grassa, perché io parlavo del mio personal training, voi cosa avevate capito?

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