Rosa era seduta nella sala d'aspetto degli uffici amministrativi di una prestigiosa azienda multinazionale nel centro di Roma. Erano mesi che quell'azienda cercava una persona per il ruolo di vice responsabile delle relazioni sindacali e lei, con una Laurea, tre master e diverse esperienze professionali, aveva tutte le carte in regola per ricoprire quel ruolo.

Era una ragazza molto intelligente, spigliata, divertente e socievole. Il fatto che il suo aspetto fisico fosse poco armonico non costituiva un problema, almeno per lei. Chi , invece, la vedeva per la prima volta si soffermata sulla sua statura, che non superava il metro e quaranta, il suo largo bacino, gli occhiali spessi, e il suo modo sgraziato di muoversi. Il suo viso era spigoloso, irregolare, con un naso troppo pronunciato e il labbro inferiore all'infuori.

Accanto a lei sedeva una ragazza dai ricci capelli rossi, indossava una stretta camicia un po' aperta sul davanti e una corta gonna che evidenziava le lunghe gambe affusolate.

La porta davanti a loro si aprì,  un uomo in giacca e cravatta chiese: < Rosa Montaldo? >.

Davanti ai sui occhi increduli, entrambe le ragazze si alzarono e si accomodarono all'interno dell'ufficio.

 < Non capisco  >, fece lui < ci dev'essere un errore! >.

< nessun errore > spiegò Rosa < vede, ho presentato domanda alla vostra azienda  tre volte ma non ho mai ricevuto una risposta. Ho allora deciso di sostituire la mia foto con quella del mio " avatar " >, e indicò la rossa che, seduta accanto a lei, non batteva ciglio.

< Solo allora sono stata contattata per un colloquio telefonico, che credo di aver superato dal momento che mi avete convocata per oggi >.

< Ma lei mi prende in giro? >, disse lui con tono stizzito.

< no signore, non mi permetterei. Ma ci pensi, se preferisce non assumere qualcuno, benché competente, solo perché ha un aspetto, diciamo, poco piacevole forse è lei che prende in giro l'azienda per la quale lavora >.

L'uomo non rispose e, fingendo che quel preambolo non ci fosse mai stato, iniziò il colloquio.

Tre giorni dopo Rosa ricevette da quell'azienda una proposta d'assunzione che, però, con molto garbo declinò per un'opportunità lavorativa che reputò essere più interessante.

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