C'era una volta un ragazzo assai sensibile e sentimentale di nome Gius, con un passato intriso di delusioni e di conseguenza con svariate crepe interiori.

«Ne ho i sacchi pieni!» affermò sconsolato successivamente all'ultima cazzuola fatta per amore, tant'è che per proteggersi da ulteriori dolori, decise di creare una moltitudine di barriere di cui via via diventarono mura insormontabili.

Non furono poche le muratrici, comprese alcune betoniere sofferenti di singlitudine che cercarono di sfondare le fortificazioni di Gius, tuttavia fu tutto inutile. Era già abbastanza che l'invalicabile giovane non volle stuccare buchi in successione di ogni singolo tramezzo, giusto per permettere di sbirciare di quale impasto fosse fatto.

«Smettila di rompermi i mattoni!» disse infastidito Gius ad una tizia in particolare che cercava in continuazione, con l'ausilio di Facewall, di murarlo a sé. 

Malta (mettete una R se volete) restò impietrita e preferì lasciar perdere, capendo che scavalcare il Testa Mura risultava troppo difficile.

«Nessuna riuscirà a demolire ciò che ho innalzato!» soleva ripetere quest'ultimo. Non calcolò però che la bellissima Fran, conosciuta in un piovoso Gennaio, tra tutte figurava la più determinata e peraltro, a differenza di altre, non avvertiva la necessità di trapanarlo forzatamente, ma di picconare pazientemente nei punti giusti.

«Calma e gesso!» esclamò la giovane, mentre Testa Mura le diede semplicemente come risposta un muro di silenzio.

«Il tuo cuore non è di cemento!» insistette lei con delicatezza.

Fran, provò e riprovò a più non posso, desiderava amarlo veramente per quello che meritava, infatti picconava decisa e in maniera rapida.

Finché un giorno, in seguito a settimane di sforzi valorosi, la ragazza riuscì nel suo amorevole intento.

«Sai cosa? Mi stai facendo sudare sette canottiere, costruisco un muro e ne sfondi cinque" ammise Gius abbassando la protezione "Toh, non ce ne sono più... e allora ar(m)iamoci!»

Dopo un lunghissimo bacio, i due si prodigarono a cementare la loro unione per una solida fiaba.

E vissero felici e inna"murati." 

 

 

 

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