Sono un vuoto a-rrendere

Mortifera, la mangia morte, sentiva, attraverso ogni senso, il freddo, il vuoto, il bisogno, la paura di chiedere, di essere rifiutati, oltre l'ego, oltre la maschera, oltre la forma che abbiamo e teniamo stretta.

Mortifera abbracciava e prendeva il vuoto, il silenzio, il freddo e dava calore, parole gentili, e riempiva i cuori di speranza e d' amore.

Non aveva nulla in cambio, era il suo mestiere, lei mangiava la morte e la portava, dava vita, nuova vita, linfa calda e buona, sangue pulito e succhiava via il veleno da chiunque le si avvicinasse.

Di notte, con l' aiuto della luna e dei gatti, volava con la sua scopa da chi sapeva averne bisogno e tra i sogni, avvolgeva a se gli esseri umani.

Poteva accadere che questi dopo essersi ripresi, dopo aver bevuto e mangiato, dopo essere risorti, maledicessero Mortifera perché ne volevano ancora, ancora e ancora, ma lei ero un vuoto a-rrendere, si svuotava per  riempirsi di loro, dei loro guai, del loro veleno e questo le richiedeva una fatica enorme, e gli esseri umani erano tanti, allora mandava loro un messaggio attraverso il vento, perchè questi lo ricevessero col tempo, non subito.

Ma quando le loro orecchie erano pronte, sentivano sussurrare la sua voce che amorevole diceva “sei un vuoto a-rrendere, arrenditi a te stesso, guarda chi sei, tuu sei prezioso per il mondo proprio come me, guarda chi sei e aiutami a sanare ogni ferita, affinché questo mondo diventi ciò per cui è stato creato davvero”

Allora gli esseri umani risvegliavano, e cominciavano il loro viaggio dentro se stessi, senza resistenze, arresi, vuoti e pieni di ricchezze, per diventare anche loro dei vuoti a-rrendere.

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