Ci vogliono far credere che correre sia necessario per non rimanere indietro. Correre per cercare di superare gli altri che corrono, corrono per chissà dove. Ma la competizione può essere utile solo quando è sana e portata avanti secondo i canoni della correttezza e della legalità. Quando invece diventa corsa sfrenata senza regole, accanimento egoistico di singoli contro singoli o di gruppi contro gruppi, allora la società non può più definirsi sana ma solo campo di battaglie di una guerra umana senza senso. E in essa cominciano a riprodursi i batteri della discriminazione, dell'odio, dell' intolleranza, disvalori che,  dopo aver generato in passato disastri, sembravano essere stati debellati dalla storia, ma che in realtà erano solo cloroformizzati da chi li aveva combattuto e denunziati.

Ritornano modificati e sempre più pericolosi specialmente quando le generazioni passate sono scomparse e le nuove sembrano analfabete della storia. Sono batteri che sono diventati resistenti agli antibiotici dell'amore e della tolleranza. “Historia magistra vitae" solo quando si studia, si soffre con tutti quelli che hanno sofferto, hanno dato la loro vita per gli ideali che ci hanno fatto arrivare ai nostri giorni. Ma l'ignoranza presuppone l' errore ripetuto se non si ricorda il passato. E le nuove generazioni corrono il rischio di vivere la loro storia come se fossero nati  dal nulla, dal caos. Sono illusi di saper tutto, di saper gestire tutto perche vivono di tecnologia. Ma non si accorgono che i vari device, i social e gli iphone non sono altro che strumenti ipnotici che non allenano la mente al pensiero ma la distruggono con primitive concatenazioni neuroniche. E chi non pensa, vive d'istinto e agisce d'istinto commettendo errori su errori che si sarebbero potuti evitare.

A poco a poco una fetta del mondo precipita nel razzismo, nel rifiuto del l'altro anche da parte di chi si etichetta cristiano senza sapere cosa vuol dire esserlo veramente. E pensa di essere nel giusto, perché vaticina senza guardare negli occhi il prossimo in quanto impegnati a fare selfie e a giocare con l' elettronica. E il tempo scorre e chi ha vissuto non vive piu e quello che si è vissuto è dimenticato e diventa terreno fertile di errori antichi nel futuro.

Masha ha voluto crescere senza il telefonino già presente come regalo per la nascita nella culla. Ed è un saggio perche vive su un monte e aborre la competizione. È saggio perche ha deciso di non farsi condizionare per scegliere con consapevolezza ed avere sempre occhi aperti e non velati dall' ignoranza delle umane emozioni.

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Dedicato

23 August 2019

Dedicato a te Dedicato al suono della tua voce Dedicato a quei tuoi piedi morbidi che stringo nelle mia mani Dedicato al profumo che hanno i tuoi capelli Dedicato a quel nasino all’insù che mi fa impazzire Dedicato a quegli occhi color del cielo Dedicato a quei tuoi ritardi negli appuntamenti Dedicato [...]

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23 August 2019

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Auto-racconto

22 August 2019

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Ferragosto... stella mia non ti conosco.

22 August 2019

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Jean, il pittore

21 August 2019

Lo guardo, anzi l'ammiro. Jean è un pittore parigino dall'inseparabile basco nero, coi baffetti all'insù e dal sorriso triste. Ogni tanto mi fermo a parlare con lui. Non mi guarda mai, se non la tela, come ipnotizzato. Oggi sta pitturando una composizione floreale. La tavolozza sembra un arcobaleno [...]

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Un addio

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Silenziosa come una foglia quando cade da un albero sicura come la notte hai voltato le spalle lasciando dietro te e dentro me l'inesprimibile paura del buio Maurizio Gimigliano © Copyright 2019

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Il Grande Viaggio

20 August 2019

Mi chiamo Victor. Ho 82 anni. Vivo solo. Il mio vicino di casa, un bengalese, fa il badante di un signore. Prima faceva il custode di un campo da tennis. “Da quando Panatta si è ritirato nessuno gioca più a tennis”, mi dice. Lo vedo che porta in giro il signore anziano che in grembo ha un cane. [...]

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