La dottoressa Knopfer preparava la lezione di biologia. Aveva studiato alla Queen Mary of London e ne divenne docente col tempo ottenendo una cattedra in molecolare. Si laureò in anticipo coi tempi; con l'intuito di un facchino sapeva rendersi utile ancor prima che servisse. Aveva appreso il seme delle parola dimestichezza e con una certa leggerezza trasformava ogni certezza in perplessità, ogni dubbio in domanda e al contrario ogni lacrima in gocciola di pioggia quando ce n'era bisogno. Aveva interesse per quel che riguardava il mestiere di vivere, e in esso si immergeva come un pittore in una tavolozza di colori. Così, mentre si chiedeva il senso di taluni importanti cose e colorava il suo mondo con quelle dolci inquietudini, e altre (dovute) implicazioni, scoprì l'amore.

Si conobbero all'università negli anni del sabotaggio, della controcultura, dell'underground e della protesta. Gli anni settanta erano ancora buoni per il concetto sociale di filosofia, diceva Mark. Vivienne Westwood lanciava la moda punk-chic. Nella psiche umana il gergo maschile/femminile cominciava a cambiare. Le ragazze indossavano velluto, giacche con le righe blu, tagliavano i capelli corti sotto l'orecchio e i Sex Pistols furono una vera e propria avventura quanto a sonorità e droghe. Nell'etere in cui si propaga la luce, Mark l'amava. Studiava letteratura, scriveva poesie, partecipava ai cortei di protesta pensando alla vita come al principio di ogni rivoluzione romantica, purché, giacché, si rimanesse in vita, allora ogni cosa avrebbe avuto senso. Come in un film in bianco e nero di Godard, si guardavano e lei chiedeva teneramente qualcosa mordendosi il labbro; con quei dubbi che Mark trovava interessanti perchè erano i suoi dubbi, e immaginava fiori che le sbucavano dai capelli e diventavano farfalle.

Mark aveva avuto altre ragazze, ma niente fu più importante. "Parli strano" gli dicevano. "Sei diverso, complesso". Lisa Knopfer lo capiva. Avevano un linguaggio comune. "Saper guardare dentro gli occhi di una donna é come esplorare un mondo nuovo, un mondo che cambia come le stagioni e raccoglie i suoi frutti sempre diversi, dapprima acerbi poi maturi. Un giorno il tempo sarà così remoto da sembrare passato, ma l'amore saprà dar esso un senso."

Le persone perdono il vizio del vivere quando giungono ad un'età abbastanza decente per avere un figlio, un matrimonio, soldi da investire in borsa, un'auto quasi di lusso e delle parentele con qualcuno. Quei due ne avevano incontrato di gente così e li temevano. Nel loro percorso di vita si sentivano al di fuori della staccionata. L'avevano scavalcata ancor prima che qualcuno glielo impedisse, aggredendo ad una ad una le loro passioni per sentirsi vivi; nutrendo negli occhi un rancore  e al tempo stesso una curiosità per tutto quel che potesse essere o significare la vita stessa. Di Mark, Lisa non sapeva ancora bene cosa le piacesse, forse il senso che avevano insieme. Facevano l'amore e si riempivano. Somigliavano all'acqua e al terreno, divennero così un frutto.

Intanto gli anni scorrevano come sul circuito di Catalogna e il tempo si nutrí di nuove stagioni, mentre Lisa scopriva i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale. Le sarebbe piaciuto trovare una soluzione, si rattristiva per questo. Così, Settembre divenne un mese caldo per il mare, e in Aprile cominciava ad indossare le gonne che tanto piacevano a Mark, e negli occhi sembrava essersi infilata dentro la primavera.

Qualche tempo dopo Lisa entrò in bagno mentre accese una sigaretta, lasciando cadere la cenere nel lavandino. Distratta si spogliava dei vestiti e aprì l'acqua tiepida nella doccia. Restò nuda ad osservare il grigio. Il rumore era piacevole, l'aria si tinse di Winston blu e cominciava a diventare pesante insieme al calore che prendeva forma negli oggetti tra le pareti, e di una  parte del trucco che le macchiava il viso, mescolandosi in quel verde che sembravano aver preso i suoi occhi castani. Gettò il mozzicone nel lavandino assieme alla cenere e aprí il rubinetto per lasciarla cadere, pulendo così le impurità. La sigaretta spenta si aggrappava alla vita, resisteva all'acqua tentando di non scivolare e tutto ciò sembrava avere un senso che le sfuggiva. La cenere cominciò a sbiadire lasciando un alone del grigio, e poi del nero. Tutto divenne pulito di nuovo, tutto sembrò arrendersi al proprio destino. Il destino di una sigaretta, sebbene un piacere di seconda mano.

Mark se n'era andato alcuni anni prima. Il cielo lo prese con sé quando era ancora giovane per qualsiasi cosa, le sue scritture acerbe e il suo cuore ancora ubriaco di lei. Non era pronto. Nessuno lo é quando si parla di morte, ma Mark aveva coraggio da vendere e non aveva paura. Quel giorno nulla ebbe senso, nemmeno il cielo e la luna che tanto amavano ammirare di notte mentre bevevano il loro vino italiano e parlavano delicatamente, fluttuando tra le stelle ed un panorama lassù bellissimo nella sua distanza dagli esseri umani. Mark le aveva insegnato ad avere coraggio. Il linguaggio del corpo, la sensualità. A far l'amore e a leccarsi l'animo. Lisa lo ricordava benissimo. Con la puntualità delle piogge britanniche si aspettavano alla metro e le passeggiate sotto l'ombrello diventavano una tutt'uno insieme alle vetrine dei negozi, ai loro baci, a quella parte di mondo che avevano intorno e sembravano dimenticare.

Si fermò  nel ricordare. Avrebbe voluto essere quella sigaretta. Lasciarsi inghiottire da chissà quale avvenire, quale altro peggiore di quello che viveva incolmabilmente, nel mestiere di aver amato e riconosciuto mancanze. Aver sognato e aver avuto paura di cadere, aver visto e poi ricordato. Ogni cosa era pregna di Mark e la sua assenza glielo ricordava. Tutto voleva dire il contrario di tutto. Ogni cosa era l'opposto dell'altra ma della stessa matrice, nella stessa distillatura. I sentimenti erano contrasti: il whisky e il bourbon. Ora era tempo di andare al mare, era tempo di rivedere Mark nell'azzurro e nel blu cobalto delle onde. Sentire la sua voce tra il vento, nella brina che schiumava. Ritrovarsi fu anche rivedersi, innamorarsi fu non perdersi mai.

"L'amore per le cose che sembrano è in sé la poesia più bella. Se saprai guardare tra le stelle, le nuvole sembreranno autentiche, potrai toccarle. Quando si vive col gusto delle emozioni, dell'autenticità allora un uomo potrà vivere di passioni sufficienti da non morire mai completamente."

Lisa insegnava biologia, aveva dato la vita ad essa e alle leggi che governano tutto ciò che è vita. Sapeva di esser viva, ma incomprensibile era il caso nella sua natura, nelle sue circostanze. Vivere divenne un atto insopportabile senza Mark, nella rivoluzione dell'assenza.

Quella sera giacquero entrambi sulla spiaggia e il mare li culló teneramente. Il loro era un mondo nel quale incapaci di perdersi. In quel mondo il cielo sembrava essere delle parole che Mark scriveva nelle poesie, e il mare prese gli occhi di Lisa. 

 

Tutti i racconti

1
1
5

Autocritica chiacchierosa

Mi spiego

03 August 2026

Io ho un difetto. Io ascolto. “Che bello! -direte voi- un uomo che ascolta! E invece vi sbagliate. Intanto perché tra “voi” donne non ce n’è una che mi abbia mai ascoltato. Secondariamente poi perché voi non lo volete veramente uno così, voi sognate l'uomo ideale che vi ascolta, lo sognate e non [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

1
1
6

L'alzato pollice

Un emoticon sibillino

03 August 2026

L'invasione degli emoticon nelle conversazioni digitali è un chiaro esempio di regressione civile e di ritorno ai geroglifici. Oltretutto gli emoticon rappresentano una fonte inesauribile di incomprensioni. Prendiamo ad esempio uno degli emoticon più utilizzati, l'alzato pollice in risposta ad [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

1
1
5

Il baule della Zanna

03 August 2026

Non mi è mai piaciuto guidare e neppure la velocità mi affascina, anzi: superati i 140 km/h in autostrada mi sudano le mani; l’unica volta che mi sono spinto oltre è stato per seguire quel pazzo di Mario per arrivare in tempo a Medugorje, sollecitati telefonicamente a sbrigarci ché la sera ci sarebbe [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
3
21

L'abusivo (2/2)

02 August 2026

L’altro ingresso alla casa è meno agevole ma, con un po’ di pratica, è diventato ugualmente funzionale. Ovviamente, sono ricominciate le azioni di disturbo che il molesto inquilino del piano di sotto, quotidianamente, mette in atto contro me e la mia compagna. Oggi però mi sono proprio divertito. [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Teo Bo: Sorpreso! Like.

  • Rubrus: Devo dire che nella prima puntata avevo ipotizzato fossero tarli; comunque, [...]

2
6
19

Risero, di gioia!

02 August 2026

Tornava mesto mesto lungo quel viottolo tortuoso che lo portava rapidamente alla sua casa dall'altra parte del bosco, che restò colpito da un improvviso luccichio tra le foglie sparse a ricoprire il terreno. Si fermò di colpo, cercò ancora quel luccichio che come per magia riapparve. L'uomo, modesto, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

1
2
15

L'inganno di Gemini (2/2)

02 August 2026

Un lutto al braccio, questo mi sembrava il vorticoso fiume che giù dal ponte vedevo insidiare la città, tracimando ancora divisione e insulse avversità. Sono qui, nascosto dal silenzio della mia voce, esposto al vento e alla luna, pensando che tutto fu colorato inganno. “Un ingannato a morte” osai [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    Gemini... già il nome sottintende doppiezza.
    Da un lato [...]

  • Jeanjeudi: Ringrazio tutti coloro che hanno saputo aiutarmi col loro giudizio. Non cerco [...]

2
3
22

L'abusivo (1/2)

01 August 2026

Finalmente questi maledetti stranieri sono andati via. Vengono, se ne vanno, occupano le nostre case, mangiano il nostro cibo e noi non possiamo fare nulla per evitare questa invadenza. Già abbiamo i nostri gravi problemi di sicurezza con quei tipacci attaccabrighe e delinquenti che dalla costa [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Elena Assante: bravo come sempre

  • Dax: Carino...ma un po' abusivo.😂Fa sorridere,un po', che considera casa [...]

3
3
20

L'inganno di Gemini (1/2)

01 August 2026

La prima volta che sentii parlare di Gemini fu durante un mio recital di poesie di cui nessuno sembrò capirci niente. Dalla platea, come “bocca d’ombra”, qualcuno gridò: “Leggile a Gemini, lei forse ti capisce!”. Dal palco, senza aver individuata la fonte di quel suggerimento, promisi che l’avrei [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

4
4
24

Mezza anguria al night club

01 August 2026

L’estate del ’71 è preistoria: tivù in bianco e nero, il telefono pubblico nel retro del bar e poche auto parcheggiate in piazza, a due passi dal vespasiano di cemento. Le panchine sverniciate e i tavoli di formica del dehors sono vuoti. La clientela del dopo cena, quella che sparisce prima dell’una, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

1
1
49

Diario di una Mangiuomini – 14 Luglio 2XXX

31 July 2026

Caro Diario, anche oggi il demone mi ha sfruttata per saziare la propria fame. Quella donna era davvero buona. Le braccia non erano male, e sembrava quasi come mangiare alette di pollo. Non so nemmeno dirti se se lo meritasse, di morire, dal momento che era un’altra combattente di questo fight [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

6
8
43

TECN-ODIOSO

31 July 2026

«Tra duecento metri, alla rotonda, prendi la seconda uscita e resta su Viale Liberazione.» Suggerì il navigatore dell’auto. Raniero Natali era, da sempre, in eccesso di autostima. Questa quantità esagerata di ingiustificata considerazione di se stesso traboccava inevitabilmente nei rapporti [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Rubrus: Credo che alla fine il navigatore abbia segretamente sogghignato.

  • An Old Luca: Grazie per la lettura e i commenti. Se ho strappato un sorriso mi fa piacere.

2
3
23

Consigli per preparare la TORTA al CIOCCOLATO di Capodanno (2/2)

... per Filippo e Concetta, che devono partecipare a una gara di torte, alla festa aziendale

31 July 2026

Amalgamare, amalgamare, amalgamare, sino a formare una crema compatta; è importante non distrarsi in questa fase delicatissima; un’amalgamata dalle tre alle quattro ore, fornisce i risultati migliori; attenzione a dove si posa la coppa con la crema amalgamata appena finita: quattro volte su dieci [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Walter Fest: Bravo zero a zero! Testo un pò lunghetto ma denso a simpatia di dettagli [...]

  • Riccardo: ottima scelta Zero! sia letteraria che culinaria.
    p.s ecco perche affido [...]

Torna su