Un gesto vasto d'ebrezza trova sul suo verso un tulipano di cristallo veneziano, la mano urta l'entità trasparente colma di sangue rosso rubino del dio dei grappoli e dei flabelli, ambiguo nel bene e nel male, rovina di vetri enfiati, specchi nel lago odoroso, anarchico nella forma, ogni petalo feroce di trasparenze rimanda memorie e vo a capire...


Da il 1950 in poi la coscienza si è mutata in ansia feroce, giovani menti, sempre più lucide, ossessionate da un grido esplosivo:

" IO ESISTO!!!"

Niente più compromessi solo una angosciante certezza:

" IO ESISTO!!!"

Urgenza d'esserci.

Chi comunista, chi fascista, chi esistenzialista, chi credente, chi pagano... chi, solo, sul limitare dell'infinito.
Un urlo impotente e fiammante di colori:

" IO ESISTO!!!"

Giungono le droghe, vie di speranza... d'ogni tipo sono, ma tutte conducono sul limitare del vuoto-tutto e lì, solo un'eco disperato:

" IO ESISTO!!!"

Il denaro "vuoto" di ricchezza per cercare il piacere d'avere dando sostanza ad un urlo che viene dalle interiora:

" IO ESISTO!!!"

E via!

Ripenso al "mi nonno" col borsalino cencio da lavoro, anni millenovecentosessanta, in piedi col le mani a riposo sul bastone della zappa, lo sguardo lontano a passeggio sulle colline e ombre delle foglie d'ulivo sparse per il corpo:

"chi sa che pensa il pover'uomo, schiavo com'è dei campicelli, che può mai pensare?"

Ora son certo che in lui una voce calma ripeteva:

"Io esisto?"

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