E poi un giorno Teresa si alzò di buon’ora per recarsi a lavoro: mentre faceva colazione con caffelatte e cereali (la vecchia Teresa aveva sempre odiato entrambi), Gianni, il suo compagno che era parte della schiera di quelli che la spronavano a essere “diversa”, seduto di fronte a lei, le disse: “Senti, è da un po’ che volevo dirtelo… non so cosa ti sia preso, ma negli ultimi mesi non sei più tu… ti vesti in maniera assurda e fai cose incomprensibili… e poi questo lavoro, prima eri sempre allegra, ora non ti vedo mai sorridere… non sei più tu!!”

Eeeeeeeee?

Ma non solo: uscendo di casa incontrò la Betta, altra appartenente al club della critica spietata: “Teresa, cara, ma come sei conciata? Non ti riconosco più!! e poi che diamine, sorridi, sembra che ti sia morto il gatto!!”…e il cantoniere, con la sua battuta sempre pronta, che mentre passava davanti al cantiere stradale la apostrofò: “hey bella, ma che ti sei messa addosso, la carta da parati? E comunque se proprio dovevi cambiare abbigliamento potevi almeno mostrare un po’ le cosce…”

Questa volta però Teresa non lasciò perdere.

Attraversata la transenna arraffò un secchio di catrame e lo tirò dietro al malcapitato, centrandolo in pieno viso. Poi riprese piccata la sua strada.

Ma questo episodio in qualche modo le aveva aperto gli occhi.

Con il passare dei giorni Teresa iniziò a rendersi conto che praticamente tutti i criticatori seriali erano tornati a fare quello che riusciva loro meglio: dispensare ottimi consigli!! E se prima oggetto di critica erano i suoi abiti scuri, il suo lavoro di dog sitter, la sua “vecchia me”, ora allo stesso modo la rimproveravano per il suo abbigliamento dai colori improbabili, e tutto quello che si era adoperata per cambiare di se stessa, nello sforzo di voler piacere a tutti.

Ed allora?

Allora Teresa smise.

Smise di farsi problemi, di ascoltare gli ottimi consigli, di cercare di essere come gli altri volevano che fosse.

Teresa smise, e tornò ad essere, semplicemente, Teresa.

Riprese a disegnare i suoi meravigliosi mondi fantastici, gettò via tutti gli indumenti acquistati dalla “nuova Teresa”, riprese a vestirsi di nero, ad ascoltare ciò che le piaceva e ad essere come le piaceva.

Teresa smise. E finalmente tornò ad essere felice.

 

 

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