La gente continua a camminare ignara per la strada senza sapere che sotto i volti dei loro vicini di casa e dei loro colleghi si nascondono creature mitologiche spaventose e orripilanti. Riesco a vederle, riconosco il modo in cui guizzano gli occhi, ma nessun altro se ne accorge. Sto alla larga da loro quando ne vedo uno perché temo che sappiano di me e delle mie conoscenze.

Ho firmato un contratto di silenzio con l’esercito, non devo parlare con nessuno del mio vecchio lavoro, ma dopo quello che ho scoperto sento di dovermi sfogare almeno con la penna.

Non vedevo mio padre da tanto tempo. Quando entrai in casa mia madre mi accolse col solito abbraccio caldo che profumava di crostate e biscotti fatti in casa, poi mi voltai per stringere la mano di mio padre, come nostra abitudine, e lo vidi: quel lampo rosso negli occhi, il naso in veloce movimento investigativo, le braccia ancora possenti nonostante l’età ormai avanzata e quella sensazione di pura certezza che ti investe dopo mesi di dubbi e di “forse” e di “ma non credo...”.

Mio padre è un  Minotauro; lui sa che io lo so ma non mi ha detto niente e ogni sera mi tocco la fronte per tastare quelle piccole sporgenze che cominciano a crescere e i denti che si fanno sempre più lunghi e affilati. Non so come fanno gli altri a nascondere il loro aspetto, io non voglio farlo.

Forse quel giorno al palazzo non sono stato il più bravo o il più furbo; forse mi sono salvato perché mi hanno lasciato andare. Maledetta divisione Z, forse se non avessi saputo... Forse potrei fare una chiamata anonima e farli venire, denunciarmi.

Ho fame e credo proprio che li aspetterò quì, in questa casa che più che una casa sembra... un labirinto

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Ritratto post mortem del mio amico

29 September 2026

Mi hanno chiesto di dire due parole su Paul, ora che se n'è andato, e confesso che il compito mi mette a disagio più di quanto mi abbia mai messo a disagio la sua presenza in vita. Perché ricordare un uomo significa, per forza di cose, trattarlo come una totalità compiuta, ma ciò che ci rimane [...]

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29 September 2026

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«Ascolta. Mi senti? Ci sei? Devi ascoltarmi bene. Inutile che ti agiti, non puoi muoverti, ascoltami! Tanto il tempo non ci manca. Guarda questo soffitto a pezzi, la muffa, guarda l’intonaco che cade. La vedi l’umidità che mangia gli angoli di questa stanza? Siamo noi, so che per te non è così, [...]

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Un breve incontro

L'inizio

28 September 2026

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Il mare mi ha rifiutato

28 September 2026

ETTORE — Napoli, 25 marzo 1938, ore 22 La penna gratta sul foglio e io la lascio grattare, perché è più facile scrivere che pensare a voce alta. A Carrelli scrivo che ho preso "una decisione ormai inevitabile", e mi accorgo che la frase suona come una diagnosi clinica più che come un addio. Forse [...]

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I SUSSURRI DEL GOSTINY DVOR (2/2)

27 September 2026

Mentre discuteva a bassa voce con la sua dama sulla qualità e il colore dei pregiati filati che la commessa Olga stava mostrando, vide il padrone recarsi nel retrobottega, scomparendo dietro la pesante tenda. In quel momento Elisabetta fece un leggero cenno alla Contessa che, recepito il messaggio, [...]

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27 September 2026

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Lavoravo in una pizzeria d’asporto di quartiere, piccola e nascosta, con un’aria vecchia rivestita da un ammodernamento fittizio. Nuovi colori, nuovo mobilio e nuovo personale avevano trasformato una catapecchia in una pizzeria chic ed elegante sui toni del verde muschio, ma la clientela rimaneva [...]

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25 September 2026

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