Un luogo.
Una stanza in penombra, una luce appesa si proietta a cono su un tavolo.
Due uomini vi siedono ai capi opposti, davanti a loro due piatti, posate, bicchieri di vetro grosso, una bottiglia scura senza etichetta,...cibo, tutto proietta ombre assortite sulla tovaglia bianca.
Uno dei due presenti sono io, colui che vi parla, l'altro è Francesco.
Francesco è alle prese con una noce riottosa:
"porca puttana....bastarda di una noce è dura come il marmo"
Francesco non è persona di finezze.
Con brutalità ha ragione del mirabile guscio, spezza in quattro lobi il magnifico gheriglio che ricorda il cervello di un genio.
Stacca un pezzo di mollica dal cuore di una pagnotta, lo forbisce con la betoniera dentuta che ha per bocca, assieme ad un pezzo di noce, inizia ad impastare meccanicamente, qualcosa sfugge al controllo e si infila nella trachea, tossisce proiettando molecole umide spargendole sul tavolo e sul mio viso; annaspa, riempie il tozzo bicchiere di vino rosso porpora e lo tracanna tra gorgoglii ed un conseguente rutto baritonale. Ha la bocca orlata di vino e briciole.
Ride sguaiato.
"cazzo ....a momenti ci rimanevo!"
D'incanto tutta l'orrida ed ammirevole macchina del suo corpo mi appare nella sua totalità, umori, adipi, muscoli, tremiti, cistifellea, l'animoso agitarsi di un pezzo di carne nel petto, ossa del tutto simili a quelle del pollo che ho mangiato ieri.....
fran-cesco, france-sco, fran-ce-sco, f.r.a.n.c.e.s.c.o (pronuncio a bassa voce).
Ora non vedo più l'unità miracolosa di essere, ma un insieme generico ed irrazzionale.
FINALMENTE!!!!
Cavo di tasca della giacca il lungo coltello da pastore, lo faccio scattare e lo affondo in quell'universo senza senso che per convenzione chiamiamo Francesco.

Tutti i racconti

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Il Giardino di Vetro

Breve cronaca di una mente fatta di luce.

11 October 2026

La luce entrava dalle inferriate come acqua filtrata attraverso il fango. Ogni mattina era uguale, eppure diversa — come le facce che comparivano e scomparivano dietro i vetri opachi del corridoio. Lei contava le piastrelle del soffitto. Centoquarantadue. O forse centoquarantatré. Il numero cambiava [...]

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11 October 2026

Voglio ancora credere ai sorrisi veri Quelli fatti camminando per strada A quel particolare, che spalanca labbra come bocciolo di fiore Voglio ancora credere a strette di mano vigorose Che non spaventano né dolgono Ma fan sentire vicinanza in una completa estraneità Voglio ancora credere [...]

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  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    Il verbo volere, in tempi in cui la cronaca sembra rendere ardito [...]

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Vi narro della Gelosia

Quando l'insicurezza prende il posto della fiducia

10 October 2026

La gelosia è un sentimento antico, umano e complesso. Può comparire in qualunque relazione: tra partner, amici, familiari o colleghi. A volte si manifesta come una semplice inquietudine, un bisogno di rassicurazione, una domanda posta con apparente innocenza. Altre volte, invece, cresce fino a [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Andrä: Per il gentile Gennarino, oltre ai miei complimenti per il racconto ovviamente:

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  • Rubrus: Be', restringendo il campo alle relazioni umane, alcune sono uniche e in [...]

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I cipressi di Bolgheri

Ciò che è veramente importante

10 October 2026

Camminavo lungo il rettilineo di Bolgheri, di cui tante volte avevo ammirato la capacità di simulare, in modo bellissimo, l’infinito. Quel giorno, però, era diverso: avevo male al collo. A sguardo basso vedevo solo l’asfalto e, sulla sua superficie, l’alternarsi di luci e ombre, come in discoteca, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

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IL TRENO DELLE CINQUE (2/2)

09 October 2026

Micia adesso se ne stava sulla porta, aspettando una carezza. Nell’orto comparivano i primi frutti. I fiori, davanti casa, erano uno splendore e a primavera inoltrata la voglia d’estate si faceva palpabile. Maria non aveva mai collegato le voci sul treno misterioso all’appuntamento enigmatico. [...]

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  • Andrä: Originali e potenti le analogie >Treno/Morte/Caso<.

  • Dax: Bello e dolce.Like

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Con le tasche colme di biglie

09 October 2026

Scappo da chi, sfida dopo sfida, ho privato pur dell’ultima sfera, nel pomeriggio più lungo e infuocato. Lui, un '58 due spanne più alto, umiliato davanti agli amici, già mi insegue, gridandomi dietro "Tanto ti prendo, se non oggi sarà domani". "No, oggi non mi acchiappi!" A casa, ansante e sudato, [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Lumi: Non si può dire che ti manchi il dono della sintesi, ma...
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IL TRENO DELLE CINQUE (1/2)

08 October 2026

“Sciò, sciò.” Ogni mattina la solita storia. Quella gattina si piazzava alla porta di casa e non c’era maniera di mandarla via. Non si sapeva di chi fosse. Sembrava ben nutrita, non aveva l’aspetto di un randagio. Non riuscendo a infilarsi in casa si acciambellava sullo zerbino fino a sera quando [...]

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La misura del tempo

altri tempi

08 October 2026

Il cimitero del mio paese si trova sul lato destro della via nazionale che scende verso Isernia e sul lato sinistro salendo da Isernia verso il mio paese. Sembra una riflessione lapalissiana, ma, con il senno del poi, non è affatto banale. È chiaro che il cimitero è uno solo, ma quel che è da considerare [...]

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Briciole

07 October 2026

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IL RITORNO DEL DINOSAURO

SANGUE E DENTI ROTTI NEL MIO DRINK

07 October 2026

Hi, qui è la Centrale Paranoica, quella di oggi potremmo chiamarla “ANCORA SANGUE E DENTI ROTTI NEL MIO DRINK”, vi piace il tema? Oggi torniamo a parlare di Frank Mooostro, ve lo ricordate lo stunt-man franato sputa sangue e kerosene? E la sua memoria da recuperare e l’incantevole Sissy ninfetta [...]

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Il linguaggio delle pentole

06 October 2026

Alzatasi all’alba, Maria ha sfacchinato tutta la mattina per preparare un’enorme teglia di lasagne, con la sfoglia tirata ancora a mano. Eccole lì, profumate e invitanti, pronte a sfamare le quindici persone che compongono la sua numerosa famiglia, generi e nipotini compresi. Ha sempre avuto una [...]

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  • MaricaR: Grazie Riccardo, col il tuo commento mi hai fatto ricordare tante altre cose [...]

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Bruno

06 October 2026

Sono le due di notte, Bruno è sul balcone di casa in cerca di fresco. Davanti ha un piccolo spazio con una manciata di alberi mezzi bruciati, quelli del posto lo chiamano parco. Alla sua sinistra una sequenza di palazzine popolari. Bruno è un settantenne ex operaio telefonico, pensionato da poco, [...]

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