FAGLIA

 

Questo è il dolore,

si sente il suo ardore.

 

Il suo è un muoversi continuo,

cessa solo quando cessa il tutto,

il buco si forma e si espande

come la catena delle Ande.

 

Cascate di passione e amore

scorrono rapide rapide

pozze di sangue scarlatto

dipingono le ossa bianche.

 

Forse è un ingenuo

ma… si trova in immortale lutto.

le tristi campane delle lande

angosciano la bontà.

 

Sottile e forte taglio,

una voragine abissale

formando un occhio nero

piangente di rosse gocce.

 

Il cuore è grave,

soffre troppo e

di affetto

non si sente nel petto.

 

Un bene perduto nel grappolo,

quello delle passioni,

il rosso è il simbolo

ma svanisce dopo i tuoni.

 

Resta un frammento

in quel luogo inesplorato,

raccoglie il momento,

l’affetto è giù calato.

 

 

 

 

 

NEURONI

Il capo a malapena è sospeso,

un fitto caldo penetra e

fa sudare,

ma le mani tremanti

compiono uno sforzo

forse inutile,

ma vero.

Brucianti pupille,

offuscate dalla luce

così artificiale.

 

Soffrono e camminano,

trasmettono e indicano,

trasportano macigni,

si rompono, si frantumano,

come nell’atto di scrivere,

ricercare e riempire,

simboli della

loro sofferenza

 

Niente ordine,

niente musica,

niente rime,

solo a tratti

frasi bagnate

di inchiostro

da mani

possedute

e da consapevolezze

perdute.

 

Qualcosa di armonico

uscito forse,

ma sicuro

componente di

un uragano di

messaggi

casuali e privi

di logica.

 

Il centro non è uno

spartito, né una

giostra,

è una fila

di carrelli

che trainano

metalli pesanti.

Con l’esplosione

nella miniera,

possibile,

tutto

precipita.

 

……….

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