Ciottoli grigio-bianchi.

Li calpesto e lo scricchiolio dei miei sandali echeggia piano tra le foglie degli agavi.

È per caso che ho scoperto questo posto.

Ogni tanto mi piace cercare la solitudine.

Perchè voglio stare coi pugni chiusi. Seduta.

E con tutto alle spalle e soltanto il mio cuore davanti.

Non mi piacciono i limiti. Nè i pregiudizi. 

In realtà non amo molte cose.

Sono difficile.

Osservo troppo.

Rapporto complicato con la religione, i rapporti standardizzati, le convenzioni sociali, le imposizioni.

L'arte mi ha insegnato ad essere una ribelle.

Perchè puoi seguire una regola, ma fare un gran casino lo stesso.

Prendi Caravaggio. Dagli un Santo da disegnare.

Lui seguirà le regole della proporzione pittorica. Ma ti schiaffeggerà forte con il suo modo di fare.

Io non sono Caravaggio, ovvio.

Ma nel mio piccolo mi è sempre piaciuto essere sovversiva.

Il valore di qualcuno non lo percepisci dal suo credo religioso, dalla sua pelle, se è etero o gay.

No.

Il valore di qualcuno lo vedi da quanto è disposto a rischiare, a giocare con sè stesso e da quanto ama il prossimo senza giudicare.

E sono convinta che qualcuno, lì nei piani alti, è d'accordo con me.

Anche lui era un ribelle.

Gardiamo l'anima delle persone.

Forse è arrivato il momento di alzarmi.

Ma tornerò.

Gli agavi  mi aspettano sempre.

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