-Papà, che cos’è quella palla colorata-
-Non lo so… fammi controllare…-
Ho chiuso il mio occhio e ho aperto la Fontecerta.
-Quel pianeta si chiama Terra-
-Scendiamo a vedere?-
-Non c’è niente da vedere. La Fontecerta riporta che è disabitato e deserto-
-Ti pregoooo! E’ così carino!-
-Va bene, va bene… ma solo per due cicli!-
Non riuscivo mai a dirle di no…

Il panorama era desolato, ma in effetti variopinto, ricoperto com’era da una marea di detriti che la Fontecerta spiegava essere di un materiale indistruttibile chiamato "plastica". Non avevo idea a cosa fosse servito, ma doveva essere piuttosto comune quando il pianeta era vivo, praticamente non era rimasta altra concretezza che quella… o così pareva.
Mia figlia saltellava allegra sulle sue sette gambette sollevando nuvole di polvere.  
-E’ bellissimo qui! E non c’è nessuno! E’ tutta mia questa coloratissima Serra!-
-Terra. Si chiama terra-
Beata innocenza!
A me invece tutto quello spazio dava le vertigini.  Non ci ero abituato.  Siamo in tanti sul nostro pianeta, troppi.
Chissà qual era stata la densità della popolazione qui…

Piano piano affioravano alcune mie vaghe reminiscenze scolastiche: una infarinatura generale dell’Universo l’abbiamo avuta tutti. Dunque, Andromeda…? No, la Via Lattea… Orione… Ma certo, la Terra! Girava intorno a un sole mi pare…
Se non ricordavo male la sua civiltà non era avanzatissima: in poco più di settantasette milioni di megacicli gli umani, così si chiamavo i suoi dimoranti, erano riusciti soltanto a raggiungere un satellite del pianeta, nulla di più.
E le condizioni igienico-sanitarie lasciavano alquanto a desiderare. Per non parlare del pensiero filosofico che, megaciclo dopo megaciclo, non evolveva mai nonostante gli sforzi di poche e rare menti proiettive.
Cionondimeno ricordavo anche esempi di pregevole spirito artistico… Magari questa cosiddetta "plastica" ne era stata un’espressione… chissà! 

-Guarda papà!-
La garrula vocetta mi distolse dai riverberi della mia memoria.
-Smettila adesso! Torniamo a bordo.-
-Ancora un miniciclo dai… Guarda come sono brava!-
Aveva raccolto alcuni detriti e li faceva volteggiare abilmente e velocemente con le sue dodici manine, dando vita ad un piacevole effetto caleidoscopico. La celestiale frequenza acustica che emettevano le guaine della sua materia denotava quanto si stesse divertendo. Era un vero piacere guardare le sue canute testoline matte ondeggiare di gioia!
-Ti stai sporcando tutta così, poi chi la sente tua madre?!-
-La puoi sempre mutare…-
-E’ un pensiero poco carino nei confronti della mamma-
-E tu non dirglielo!- 
Luce del mio unico occhio! Aveva sempre la risposta pronta la mia piccola… proprio come sua madre del resto.

All’improvviso un boato, un’esplosione, un bagliore accecante e mia figlia era smembrata in innumerevoli pezzi.
Non riuscivo a capire cosa fosse successo, ma di una cosa ero certo: la mia progenie era dissolta.  E ne ero certo perché parti del suo tenero corpicino avevano colpito il mio schizzandolo coi suoi variopinti fluidi. Non dimenticherò mai quell’atroce istante!
Attonito e sconvolto risalii a bordo, mi distesi ansimante sul ponte, chiusi il mio occhio e consultai febbrilmente la Fontecerta per scoprire il motivo di un così devastante accadimento. E dopo un’affannosa ricerca trovai l’irragionevole ragione.

-A quanto pare alcuni esponenti di quella razza inferiore, gli umani, disseminavano il proprio terreno di trappole esplosive ben nascoste sotto la superficie per uccidere eventuali opponenti in un processo di devastazione che chiamavano "guerra"-
-Che guarda caso fa rima con terra!-
-Già… Incredibilmente queste trappole dimenticate erano ancora attive e funzionanti dopo tutti i megacicli del tempo, e tu con uno dei tuoi quattordici piedini ne hai innescata una.-
-Meno male che ero già stata clonata allora!-
-Ricorda: la clonazione prima si fa, meglio è.-
Guardo con tenerezza la mia discendente che pensierosa osserva lo spazio infinito canticchiando sottovoce.
-Chiudete la terra dentro una serra a fare la guerra…-
Lo spirito poetico della mia cucciola mi fa sempre sorridere.
-Vedi laggiù, quel buco nero? Una volta la terra stava là.-
-E come mai non c’è più?-
-Perché il tuo saggio genitore ha prontamente riportato l’incidente all’Ufficio Sanitario che ha fatto immediata richiesta di distruzione al Consiglio Interstellare, il quale ha deciso per la dissoluzione atomica del pianeta in quanto ritenuto inutile e pericoloso.”  
-Hai fatto bene papà, bravo!-
L’ammirazione della mia prole nei miei confronti inumidisce sempre le miei guaine di gongolante orgoglio. 
-Scendiamo un miniciclo su quel pianeta tutto rosso? Dai, andiamo a visitarlo, guarda com’è bello!-
-No piccola mia, siamo già in ritardo. Magari un’altra volta…-
Mia figlia ancora non ne è a coscenza… ma la clonazione è tuttora un processo piuttosto costoso.

Tutti i racconti

0
0
39

La linea 1/2

14 April 2026

Aveva scelto quei libri in biblioteca senza un motivo particolare. Voleva leggere qualcosa del genere appartenente al cosiddetto fantastico. Quella copertina lo aveva attratto subito. Vi era raffigurato un uomo con un cappotto, che teneva per mano un bambino anch’egli vestito con un cappotto nero. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

6
5
63

La maga Malvina

Una maga strampalata che cura i malanni dei bambini insieme ai suoi fedeli amici Giulia la gatta e Carletto il folletto.

14 April 2026

In un luogo assai lontano c'era una volta, moltissimo tempo fa, un villaggio su una collina un po' bislacca, ma assai carina con un imponente castello, decisamente strano e un po' mattarello. Il maniero, infatti, era solito cambiare colore a seconda del proprio umore... Ieri rosso, oggi verde [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

2
3
136

Saltai giù dall’autobus

13 April 2026

Saltai giù dall’autobus troppo in fretta e inciampai nello zaino di qualcuno. C’era gente alla fermata, e tutti si misero a fissarmi. Soprattutto lui, il ragazzo del bar all’angolo che salutavo ogni mattina. Si mise a ridere come se avessi fatto chissà quale cosa comica, come se aspettasse proprio [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • GianniNapolitano: racconto interessante e incisivo. complimenti;)

  • AliDiNotte: grazie a tutti si in effetti voltaire e compagnia per certa arguzia tutta settecentesca [...]

2
4
90

Le migliori intenzioni

13 April 2026

Qualche giorno fa ero al lavoro in trasferta, ad un centinaio di chilometri da casa. Era una giornata autunnale delle peggiori, con pioggia torrenziale, lampi e tuoni che a tratti illuminavano a giorno la sala dove si svolgeva una sonnacchiosa ed inutile riunione con alcuni clienti della nostra [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

3
2
50

Aurora

12 April 2026

Aurora era tutto fuorché quello che a Bernardo piaceva in una donna. Aveva quell’altezza scomposta che non diventa mai eleganza: gambe lunghissime e ginocchia spigolose come avessero qualcosa da rivendicare. Aveva i capelli neri, lunghi fino alla vita, li lasciava crescere per pigrizia e li raccoglieva [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

5
5
45

Bidonville

12 April 2026

Se cerchi un vicolo malfamato a New Orleans dove grattarti la rogna in santa pace e imbarcare scarafaggi nelle mutande devi raggiungere la Holy Cross School, voltare per Crescent Street, trovare un lurido buco per piazzare il tuo cartone e stravaccarti a terra. Quando tutto è cominciato ero lì, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

12
14
215

Vera dei miracoli

11 April 2026

Vera ha i capelli biondi come paglia bagnata, un groviglio che il vento sembra non abbandonare mai. I suoi occhi grigi, troppo grandi per quel viso sottile, hanno la stanchezza delle cose dimenticate: spicchi di cielo d’inverno, limpidi e immobili, così profondi da temere di cadervi dentro. Vera [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Dax: Bello, contente che Adele abbia trovato il coraggio di essere mamma.Un guadagno [...]

  • Rubrus: Mi è piaciuto leggerlo tanto quanto penso sia a te piaciuto scriverlo.

6
8
78

Io Soram e tu

Una cotta impossibile, un filosofo danese e il dramma assoluto di essere adolescenti.

Miu
11 April 2026

Avevo tredici anni, facevo la terza media in una scuola privata, portavo una divisa blu, il colletto inamidato e soffrivo già di una forma acuta di angoscia. Non era ancora quella metafisica. Era più concreta, più scolastica, più umiliante. Si chiamava Lucio, aveva quattordici anni, i capelli biondi [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Lawrence Dryvalley: Ah, l'adolescenza! Quando, in una scala da 1 a 10, TUTTO è 100! [...]

  • Dax: Che altro dire? Divertente....e troppo vero.Like

6
6
237

Dov'è la fede di un marito fedifrago?

10 April 2026

Marco aveva smesso da tempo di indossare la fede. Nessun orologio, nessun bracciale, nessuna collanina. Tutto lo infastidiva. Sara si era dispiaciuta per un breve periodo, ma poi lo aveva accettato con tranquillità. Si era sempre detta che contavano i sentimenti e non i simboli. Ora però, dopo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Gì: @dax è davvero così. Un lutto che Sara fatica ad accettare perchè [...]

  • Miu: Bell'immagine quella delle due fedi.

3
6
159

L’amore che resta Capitoli 5 e 6

10 April 2026

Capitolo 5 — Le dimissioni (dentro di me) C’è stato un tempo in cui non riuscivo a stare ferma. La fermezza, per me, era vuoto. E il vuoto faceva paura. Allora mi inventavo dei gesti. Piccoli, segreti. Gesti che sembravano amore e invece erano ansia. Una volta sono andata sotto casa sua con una [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

5
7
410

Tutto il giorno stanco

09 April 2026

Era tutto il giorno che era stanco, aveva anche una certa età ormai e non si aspettava più nulla della vita. Aspettava solo Sorella Morte, che lo avrebbe liberato da quella stanchezza e, alla fine, da tutte le stanchezze. Ma c'era ancora qualcosa. C’era un sole abbagliante là, sulla piazza davanti [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
4
92

Amani (2/2)

il bambino di bronzo

09 April 2026

I due eserciti nemici decisero, in quel preciso momento, davanti all'ingresso della vecchia metropolitana, di congelare i propri rancori. Adesso avevano quasi capito che stavolta sarebbe stato diverso. L'aria era estremamente fredda, il vento radioattivo sembrava sospeso. Molti di loro tolsero [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Lawrence Dryvalley: il mito del Salvatore è un archetipo potente e antichissimo, su cui [...]

  • Ezio Marrari: Grazie Lawrence si ci passa, nel suo fascino antico, ma il mondo di oggi non [...]

Torna su