Anno 2630

 

«Mamma, papà perché ci sono sbarre laser disseminate dappertutto? Secondo voi le tecnogabbie non sono un po' troppo esagerate per questi Animalmachine?» chiese il piccolo Walter ai genitori mordicchiando nel frattempo il suo cubogelato al ginseng con pezzetti di alga e granella di biopistacchio.

«Walterino è pur sempre un RoboZoo!» rispose freddamente la madre fumandosi una Digisigaretta.  

«Ma mamma, secondo me non ce ne sarebbe bisogno, non sono pericolosi come i cammecommando a tre gobbe del deserto di quei cattivoni dell'AndroQaida. Ad esempio i robot di casa nostra oppure i robot che ci sono nelle strade di Delta Roma non vengono tenuti in delle gabbie.» osservò il bambino.

Il padre diede un buffetto al figlioletto e lo guardò amorevolmente. 

«Vedi Diodino mio, questi animali elettronici di prima generazione hanno cervelli di tipo Genesys, se non venissero preservati in questi spazi delimitati non riuscirebbero a sopravvivere da soli e di conseguenza si estinguerebbero.»

«Allora perché conservarli? Non sarebbe meglio riciclarli oppure incenerirli con il Proton per non farli soffrire?» domandò ancora il piccolo.

«Lo sai che l'animalismo è una delle regole principali della nostra società, non siamo mica dei selvaggi! I nostri antenati, avendo dato loro la vita, anche per una questione di rispetto non sarebbe giusto buttarli così. Inoltre, sono piuttosto carini e sarebbe un peccato!» spiegò la madre tagliando corto per poi la famigliola terminare la visita al RoboZoo non prima di aver scattato un certo numero di liquidfoto tempestivamente pubblicate su FaceBot in un album intitolato "Giornata al Pastrama Park." 

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Kind of blue

19 January 2020

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19 January 2020

Un gabbiano e la sua compagna Un cielo senza nuvole Sole tiepido di primavera Onde che si infrangono sugli scogli rumorosamente Navi che mollano gli ormeggi Volti di pescatori con le loro rughe e le loro storie Guardandoli si leggono dentro, ma solo per chi vuole vedere Sguardi di chi ha visto [...]

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18 January 2020

Tanti anni fa, mentre mi trovavo in un paesino dell'Essex, una contea dell'Inghilterra orientale, dopo essere sceso da un autobus non ci volle molto per addentrarmi in una fitta nebbia perdendo così l'orientamento. Confesso che mi inquietai, tra l'altro avevo addosso uno zaino pesante che mi dava [...]

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In treno

18 January 2020

Il ragazzo è entrato con fare sospetto, perplesso, quasi schifato. Realizzai in quell’esatto momento con chi avremmo dovuto passare il resto del viaggio. Io e Vladimir, amici da una vita, tornavamo a casa dalle nostre mogli. Dicevo, il giovane è entrato e mi resi conto che era proprio schifato, [...]

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Viagra

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17 January 2020

Spoleto, notte piena, albergo a tre stelle, camera matrimoniale di dimensioni ridotte. Lui era arrivato in quella camera travolto da una tempesta di eventi uno più intenso e sconvolgente dell’altro. Eppure non si poteva dire di lui che fosse un cinquasettenne pantofolaio e borghese, poco avvezzo [...]

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Oggi è il mio primo giorno di lavoro alla Duke & Nuke, una società finanziaria con sede a New York, precisamente a Hell's Kitchen, un quartiere di Manhattan. Dopo una laurea conseguita a pieni voti, aver trovato un lavoro in una sede così prestigiosa mi inorgoglisce. Prospetto un ottimo stipendio, [...]

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Oggi sento i miei anni Sono ottanta se la memoria non mi tradisce Trascino le gambe a volte tra una stanza e l’altra Mi dico sempre che è perché non ho fretta Ma è una bugia con le gambe corte Mi sveglio sempre alle sei al canto di Annibale Vivo ormai solo da diversi anni La mia Anna la vedo [...]

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Favole diseducative con morale piuttosto equivoca - L'energia alternativa

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C’era una volta uno scienziato che ebbe la fortuna di fare una scoperta rivoluzionaria. Euforico, la portò a una grande convention e, arrivato il suo turno di parlare, salì sul palco con un piccolo trenino elettrico. Balbettando per l'emozione disse: -Finalmente sono riuscito a risolvere il grande [...]

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Publicity man

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