Dentro l'acquario il pesce gira fra le acque. Esplora il suo territorio e già conosce tutti gli angoli più nascosti. Sa che al centro c'è un relitto di nave, interamente sommerso dalle alghe. E che da lì a poco una conchiglia emetterà bolle d'aria per ossigenare il liquido vitale.

Osserva e gira lentamente come a perlustrare ogni spazio, ogni frammento presente. In silenzio osserva. Sa come tendere agguati.  Si nasconde e balza fuori quando un microrganismo si imbatte nella sua zona. E se dovesse andargli male sa che ogni giorno il distributore programmato rilascia la porzione di cibo necessario per sopravvivere.

Ma lui è incontentabile. Vorrebbe avere sempre di più, vorrebbe essere considerato il re dell'acquario. Pertanto spadroneggia, fa il prepotente, minaccia, mangia. Tutto in silenzio. Nella più completa omertà. Quando vede qualche pesce ammalato o in difficoltà si avvicina insistentemente e comincia a mordicchiarlo. Ora e poi ancora. E ancora. Fino a quando quello, stremato, si lascia assalire e si ritrova mangiucchiato dal suo assalitore. Uno scheletro galleggiante che a poco a poco si dissolve fra le acque.

Il pesce padrone soddisfatto continua la sua caccia. Si acquatta, continua a girare in attesa di un nuovo evento. Spadroneggia incontrastato. E sa chi, come e dove colpire. Muto. Agendo solo per brama di possesso e di potere. Con la sua coppola nera e la lupara alle spalle. Sempre pronto per colpire alle spalle. Senza pietà. Nell'ombra. Vigliaccamente. Credendosi onnipotente coltiva la sua brama di potenza.

Non sa, però, che un giorno anche lui finirà in una padella, fritto nell'olio bollente e nessuno gli darà ascolto perché tutto avverrà in silenzio, nella più completa omertà, della quale lui si è servito per tutta la sua vita. Per fare male, minacciare. uccidere.

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ARIA TERSA

20 January 2019

ARIA TERSA Travolti da un mondo impazzito Inondati da una schiuma assordante Non riusciamo più ad ascoltare La voce del silenzio. Frotte di insetti inutili Si accavallano nel nostro pensare. E l’immagine dello specchio Torna Sempre uguale a se stessa A riflettere un sogno incompiuto. [...]

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luna o cocci?

Quando walter fest scrive è jazz!

20 January 2019

Quando non sai che scrivere, scrivi, scrivi senza paura di sbagliare, questa volta faccio un eccezione, scrivo senza carta e penna, stò alla tastiera e scrivo, mò che ci penso mi paicerebbe la tastiera di un piano forte, anzi le corde di una chitarra, anzi no, voglio cantare tanto a parole se stono [...]

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Io lo conosco l'amore

20 January 2019

Ho attraversato il bosco di notte per poterti abbracciare ma tu non c'eri. Ho accompagnato tramonti fino all'alba per scoprire i tuoi occhi timidi ma tu non c'eri. Ho ascoltato i lamenti del vento nelle lunghe giornate passate a pensarti ma tu non eri li. Ho inseguito le ore e poi i giorni per [...]

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Raccontami una volta più piano

19 January 2019

Raccontami una volta più piano. Eravamo nati nello stesso posto o giù di lì, le case scorrevano in sequenza, c'era qualche attività che si distingueva dalle altre e potevi prenderle come veri e propri punti di riferimento quando dovevi indicare qualcosa a qualcuno che si era perso. I nomi delle [...]

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  • Puccia: Ricordi arruffati da districare piuttosto difficile il farlo

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Impressioni

19 January 2019

Sfilacciati giorni scalzi di pensieri si rincorrono incessanti nel respiro assiduo delle ore in una lenta diaspora continua di me stesso come fine sabbia dentro una clessidra ... e dopo una notte di sogni e scarpe rotte guardo le luci d'alba su una falesia bianca mentre nel cielo vola [...]

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Album vuoto

19 January 2019

Cammino rotolando sui miei passi stanchi. Soffia i vento la mia lenta orma e beffarda saluta senza rumore. Abbraccio la salita che mi corre incontro e adagio ripongo le mie pagine vuote. Un quaderno di ricordi che riempir non so.

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  • Giuseppe Scilipoti: Ciao Antonella, mi mancavano le tue poesie. Scrivi veramente bene e hai il [...]

  • Anto61: Grazie
    Sei sempre molto attento e sensibile con le tue sincere e sentite [...]

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LE COLPE DEI PADRI

18 January 2019

Alessandro Perissinotto, scrittore torinese, classe 1964, ci accompagna e ci porta a conoscere ed incontrare vicende della STORIA di Torino dal dopoguerra ai giorni nostri, raccontando delle evoluzioni, in positivo e in negativo, della Grande Madre, la FIAT, che si intrecciano con la Storia, le [...]

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Senza mi ricorderai ?

18 January 2019

" Mi ricorderai " le chiese con un filo di voce "quando non ci saro più? " Lei lo guardò come si guarda un fiore appena sbocciato con infinita tenerezza e sussurrando rispose " Si ricorda chi è passato nel tuo cuore. Non chi è il tuo cuore perché vive dentro finché tu vivrai ". E nella carezza [...]

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Il potere di un sorriso

18 January 2019

Non pensavo di poter volare di nuovo. Tutto era buio, non distinguevo nè le forme nè i colori. Ma il sorriso, quello, non si è mai spento. E anche nell'oscurità l'hai notato. Ora non ho più paura del buio. Ora sono felice E fortunata. Tutto qui.

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BAMBINI SENZA SORRISO

17 January 2019

Cari bambini, è a voi che mi rivolgo, vittime innocenti di un mondo insensato che vi ha sottratto ogni speranza di futuro, di libertà e di felicità. Quel mondo del popolo degli Adulti che, a costo della propria vita, avrebbe dovuto proteggervi dalle insidie del male e curare le vostre ansie e paure.. [...]

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E che Kaiser!

16 January 2019

Una sera al bar eravamo io Jack Kerouac, un pronipote di Keplero e Kekko dei Moda' che facevamo discorsi sulle discese in kajak nei fiumi del Klondike sorseggiando del Kirsch con una fetta di kiwi, quando dalla porta d'ingresso entrò Kirk, un vecchio membro del Ku-Klux-Klan declamando passi [...]

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  • Rara avis: Oh kacchio, grazie Scili (The king of komments) per
    l'apprezzamento, [...]

  • Puccia: Mi hai ubriacato, sempre piaciuto.

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Il gioco del pallone

16 January 2019

Davanti casa mia c'è un campetto di calcio. Erbetta sintetica e vecchia, le porte senza una rete. Sembra proprio un campetto abbandonato, ma ogni sera si riuniscono lì dei ragazzini con un pallone. È ben illuminato dai lampioni della strada, e essendo una zona che ha una brutta nomina in città, [...]

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  • Puccia: Veramente bello la nostalgia è sempre vincente nei racconti.

  • Giuseppe Patti: Ciao e grazie, e pensare che messo il punto finale ho pensato "Questa [...]

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