Quei due nella foto siamo noi, circa quindici anni fa, a Lerici.

Tu avevi ancora i capelli ed eri più magro, io avevo una borsa sbagliata ed ero troppo truccata. Eravamo noi, ma quanto mi sembrano lontani quei due, adesso. Non era uno dei nostri periodi migliori, qualcosa si era incrinato nel nostro rapporto, credevo che forse sarebbe stata la nostra ultima vacanza insieme e in fondo non mi dispiaceva, mi sembravi già distante, diverso da quello che avevo conosciuto qualche anno prima. E ritrovarti non mi interessava più molto. Pensavo che forse me ne sarei andata, o forse te ne saresti andato prima tu, e tutt'e due avremmo ripreso a vivere, magari avremmo trovato altre persone e saremmo diventati estranei uno per l'altra.

Ma il tempo è passato e nessuno dei due se n'è andato, così abbiamo continuato a vivere insieme e nel frattempo parlavamo e abbiamo ricominciato a condividere i problemi e anche le gioie. Ad un certo punto ho capito che la persona più importante eri tu. Eri mio marito, il mio migliore amico, l'essere umano più prossimo, quello a cui mi rivolgevo quando qualcosa non funzionava, il primo a cui raccontavo quello che invece andava per il verso giusto. Ero finalmente felice e appagata della nostra vita insieme. 

È stato così che poco fa, quando ti ho visto, mi si è sgretolato il mondo, tutte le certezze che mi ero costruita in questi anni sono volate via all'improvviso. 

Eri di spalle ma ti ho riconosciuto subito, dopo tanti anni insieme sarebbe stato impossibile. E ho riconosciuto anche lei, mentre ti sorrideva dopo il vostro bacio. È stato un attimo, giusto il tempo di premere il piede con forza sull'acceleratore, la soddisfazione di vedere l'espressione di lei passare dalla gioia all'orrore. Anche la tua espressione era di orrore quando ti sei girato, velocemente, e hai capito cosa stava succedendo. Ma è stato un attimo. 

E adesso sono qui, a casa nostra, sul nostro divano, a guardare le nostre foto, a ripensare ai nostri momenti, quelli belli e quelli tristi, quelli in cui eravamo uniti e quelli in cui non riuscivamo a capirci. Resto qui e aspetto che vengano a prendermi. 

Tutti i racconti

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La battaglia del generale Luud 2/2

02 February 2026

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La battaglia del generale Luud 1/2

01 February 2026

C’era una volta un cavallo anziano, dal mantello grigio segnato dalla polvere e dalle cicatrici. Spesso si fermava sotto il grande fico, un albero dalle radici contorte e dal tronco ruvido, impregnato dell’odore di terra umida. Restava immobile, il capo appena chino, a osservare il mondo in silenzio. [...]

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31 January 2026

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28 January 2026

Con una strana lentezza, l’enorme ombra cilindrica si allungò sopra la sua testa. Era di tale estensione che non se ne vedevano i confini, ammesso beninteso che ne avesse. L’oblunga oscurità pareva a tratti puntellare il cielo plumbeo, che in effetti figurava fragile e destinato a rovinare sugli [...]

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Il bambino del tappeto

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C’era una volta un bambino che viveva sotto i tappeti della casa. Anzi, era nato proprio lì, sotto i tappeti. Un giorno la cameriera, spazzando, sollevò un tappeto. Lo faceva ogni giorno, come tutte le cameriere del mondo: ammassare sotto il tappeto lo sporco con la scopa. Ma quel giorno, quando [...]

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Cosa successe quella notte

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La notte scelta fu quella dell’11 aprile 1904. Enrico Fumagalli e Sandro Mariani sarebbero entrati nel palazzo del barone Cesare Rodolfo II Alborghetti con l’intento di derubarlo mentre Pietro Locatelli, loro complice, li avrebbe attesi con un’automobile a motore — cosa ancora rara — in una viuzza [...]

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