Il cellulare vibra.

Il messaggio che aspettavo.

"Marta è qui al locale con Giovanni. Muoviti. Mauro"

Perfetto!

E' un attimo. Stivali. Giubbino. Chiavi. Casco integrale.

La moto è il prolungamento adatto dei miei pensieri.

Nel traffico infernale di Milano, il caos non mi imprigiona.

 

Il locale è veramente bello. Appena fuori la città. Molto chic.

Adatto ad un matrimonio. 

Giardino all'ingelse. Pareti candide. Pavimenti lucidi.

Sono dieci minuti che ti cerco. Dove cavolo sei?

 

E finalmente ti vedo. Non mi scapperai.

Quando mi vedi sei sorpresa.

"Ciao Fede, che ci fai qui?"

Sorrido.

Mauro interviene subito.

"Ingegner Giovanni, vorrei approfittare della sua disponibilità. Sa ho una piccola cascina, a due minuti da qui, che dovrei ristrutturare. Perchè non viene a vederla? Vorrei un consiglio spassionato."

 Giovanni guarda Marta,che gli fa un cenno di assenso.

 

Mauro mi strizza l'occhio.

E'un grande!

E mi sa che dopo questo favore, non potrò dirgli di no al prossimo invito.

 

Ma ora non ho tempo da perdere.

Attacco subito.

"Marta dobbiamo parlare!"

"Di cosa?". Ma la sua voce trema. Ha capito.

"Non dobbiamo parlare di cosa, piuttosto di chi!"

"Non venirmi a farmi la morale o la predica. "

" Non voglio farti la morale! Ma ti rendi conto a cosa stai dicendo di no e a cosa sì?"

"Giovanni è l'uomo giusto per me." I suoi occhi brillano d'umidità.

"No, invece."

"No, Fede.  Io desidero la sicurezza che mi dà Giovanni, la sua presenza costante..."

"Marta so solo che ti invidio" lei è basita. Non mi crede.

"Ti invidio, perchè Antonio ti guarda come nessun uomo ha mai guardato me. Il suo sguardo ti accarezza la pelle e sembra attraversi tutto il tuo corpo. Dio mio, ti stringe con quello sguardo così forte da farmi venir voglia di piangere. Hai solo paura di rischiare."

Marta mi fissa incredula. Le mani le tremano.

"Sta per partire, non arriveremo mai in tempo" sussurra.

"E scusa un'amica che guida una ducati monster a cosa diamine ti serve se non ad arrivare in orario all'appuntamento col destino?"

Le infilo il casco e me la porto via.

Destinazione: la felicità. Ma quella vera.

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