Aveva impiegato tutta la sua vita a terrorizzare gli altri, ad usare violenza specialmente contro chi lo ostacolava nelle sue imprese. Aveva scritto quotidianamente righe di sofferenza provocata agli altri e a volte, rideva delle sue criminalità come se non avesse cognizione della sua brutalità. Era una belva feroce quando ordinava ai suoi di uccidere in nome di un anti stato  che aveva organizzato. E diceva "L'Etat  c'est  moi" anche se era analfabeta ed ignorante come come nessuno mai. Ma aveva un cervello calcolatore e si sentiva un capo, anzi era riuscito a farsi riconoscere come un capo, e ordinava criminalità ed omicidi ad esecutori, che poi a compito realizzato, venivano a loro volta uccisi per evitare tradimenti, pentimenti e testimonianze a suo carico. A guardarlo sembrava uno come tanti, con i suoi acciacchi. Forse un reduce che aveva combattuto al fronte o un lavoratore che aveva impiegato la sua vita a lavorare. Niente di tutto questo. Quest'uomo aveva impiegato la sua vita ad estorcere denaro e ad accumulare tesori a spese di altri, come una gramigna che inizia a germogliare in un campo e a poco a poco lo sottomette infestandolo e facendo morire ogni iniziativa di vita. Aveva creato un immenso patrimonio, case ville automobil, conti in banca a suo usufrutto e di coloro che facevano parte del suo clan. Aveva accumulato per poi rendersi latitante e vivere da pezzente, inseguito dalle polizie di tutto il mondo. E giunto all'età di novant'anni si era pentito, forse per salvarsi l'anima; ma non avrebbe potuto deludere i suoi fans e si era chiuso in un mutismo snervante. Quando arrivò la notizia della sua morte, molti non piansero perché erano le vittime delle sue violenze. Anzi rimasero a guardare in silenzio il funerale perché a volte le parole non servono ed il silenzio è un acido che riesce a corrodere l'anima di chi ha mille rimorsi e non riesce a spiegarsi tanta indifferenza.

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