ASPETTANDO  MASANIELLO

 

  Io c’ero. C’ero, quando i nostri mondi erano separati ma intercomunicanti. Quando il povero era povero e il ricco era ricco. Quando  un avvocato era “ l’avvocato” e un dottore era “ il  dottore”. C’era la consapevolezza di appartenere a un mondo ben delimitato e nessuno si lamentava più di tanto. Certo, c’erano le lamentele, le speranze, quelle ci sono sempre state e ci saranno sempre, per cercare di migliorarsi, ma non interferivano nella vita quotidiana di quel tempo. Forse non eravamo felici o forse sì, difficile dirlo, non lo sapremo mai. Erano tempi di situazioni chiare, niente di equivoco, ognuno aveva il suo posto nel proprio piccolo mondo, ci accontentavamo del poco o del molto che si aveva. Venne poi il tempo dell’illusione, del finto benessere che passò veloce come una nuvola passeggera. Il tempo dei fiori e della pace. Le grandi utopie che ben presto si sciolsero al sole e al suono di mitra e pistole. La pace è deleteria per l’essere umano, di per sé portato a essere aggressivo di suo. Il suo egoismo lo spinge là, dove non dovrebbe. Io c’ero quando  “ adda venì baffone” imperava strisciando fra le genti come una serpe, attirando le speranze e le utopie di quelli che vivevano  nel mondo dei diseredati. Per quanto ignoranti e pieni di speranze, quelli che lo invocavano sapevano bene che, la cura era peggiore del male. Il baffone era idealizzato, nell’immaginario collettivo, come uno che doveva prendere per mano il popolo a aiutarlo a ribellarsi. Il popolo difficilmente prende l’iniziativa, ci deve sempre essere qualcuno che si mette davanti e  sproni la massa. Un capopopolo che aiuti a risolvere e a modificare la loro condizione, non importa chi e come, basta che si assuma la responsabilità dell’azione. I popoli non vogliono la pace intesa come un periodo senza conflitti, ma piuttosto come la tranquillità del quotidiano. Se c’è da pagare le gabelle le pagherà, se c’è d’andare sulla forca ci andrà, ci può anche stare, l’importante che niente turbi il vivere quotidiano. Non si spiegherebbero, altrimenti, il susseguirsi di governi inadeguati, inetti, profittatori e corrotti. Se tutti questi regnanti da strapazzo possono permettersi certe libertà, non è perché piacciono al popolo, ma piuttosto perché la massa, ancora non ha trovato un altro Masaniello.

Tutti i racconti

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Perdonami per non aver capito

01 November 2026

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La nave degli uomini perduti (1/4)

01 November 2026

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Mai

La crudeltà dell’invisibile

01 November 2026

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31 October 2026

Questa è una storia di fantasmi e inizia nel solito, trito, dozzinale modo, con la Strega, la Morte e il Diavolo che mi affiancano mentre torno a casa in una sera d'ottobre. «Ma quello come si è conciato? Mi sa che ha sbagliato festa» grida uno di loro. Aguzzo la vista e intravedo, in fondo al [...]

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Atlanto

Un tramonto più arancione e scuro del solito

31 October 2026

«Secondo me, Debora, la tua impressione non è casuale. C’è un motivo storico per cui Capo Verde può suonare caraibico, pur trovandosi dall’altra parte dell’Atlantico. È un luogo africano, portoghese e atlantico allo stesso tempo». «Mi stai dicendo, Estevão, che ci troviamo su un’isola nel mezzo [...]

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  • Rubrus: Mi sembrava un aneddoto carino da riportare per evidenziare come queste isole [...]

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Vi narro della Musa Talia

La musa dal sorriso contagioso

31 October 2026

Tra le alte vette dell’Olimpo, dove le nuvole si tingevano d’oro al tramonto e gli dèi trascorrevano il tempo tra banchetti, discussioni e melodie celesti, viveva una figura dal sorriso contagioso. Il suo nome era Talia, una delle nove Muse, figlie di Zeus e di Mnemosine, la dea della memoria. [...]

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31 October 2026

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30 October 2026

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