Durante una gita in montagna, con i miei nipotini Lara, Bruno e Claudio, veniamo sorpresi da un forte temporale. Non ci resta che correre come disperati verso una baita poco distante. Per fortuna c'è il margaro che ci accoglie cordialmente <<Venite, venite, fate presto o vi bagnerete tutti. Ho acceso il fuoco

<<Grazie, fa freddo! dico io riconoscente, scrollandomi l'acqua dai capelli. Il fuoco del camino mette allegria, e i bambini siedono sulle panche di legno ridendo festanti. Per loro, cittadini, è una cosa assolutamente nuova, solo il più grande, Claudio, conosce la stufa a legna per averla vista a casa della nonna materna che vive in montagna. Gli altri due sanno cos'è il fuoco lo hanno visto nei film e sui libri, e sono affascinati da movimento delle fiamme. La piccola, sei anni, mi chiede <<Nonna possiamo telefonare alla mamma così le raccontiamo del fuoco>>

Risponde il margaro al posto mio <<Qui non si può telefonare, non c'è campo. La rete non copre questa parte della montagna>>

<<Allora accendiamo il televisore, dove lo tieni, non lo vedo>> Dice Bruno, anni dieci e sapienza informatica.

<<Non so nemmeno cosa sia un televisore. Finchè resto quassù con le capre e le mucche, dimentico perfino che esiste. Come vedi non c'è nemmeno l'elettricità>> I cuccioli lo guardano stupiti <<Possibile che non ti manchi la tele?>>

<<Nemmeno per sogno - fa il galante - La vostra nonna è molto più giovane di me ma credo sia cresciuta anche lei senza radio o televisione>>

<<Davvero nonna tu non avevi la tele da piccola? e i cartoni animati come li guardavi? col tablet>> L'uomo mi strizza l'occhio e ridiamo insieme.

<<Quando ero piccola non c'era nemmeno la luce elettrica. Al mio paese arrivò l'illuminazione nelle case solo nel1950 e nessuno aveva la radio, forse il medico, il farmacista e il parroco possedevano una vecchia radio residuata dal tempo di guerra. e funzionava a scatti>>

<<E la tele>>

<<Nei nostri paesini di campagna arrivò solo qualche anno dopo e c'era un unico apparecchio di proprietà del circolo ENAL. Funzionava come un bar e la gente andava di sera a vedere gli sceneggiati, cioè romanzi a puntate, recitati da famosi attori di teatro. Oppure spettacoli come Lascia o Raddoppia, di enorme successo. Ci si sedeva nella saletta con le sedie disposte tipo al cinema, si ordinava un caffè o un'aranciata e si assisteva allo spettacolo>> mentre parlo, l'uomo annuisce, e i bambini ridacchiano increduli. Lara è la più interessata, vuol saperne di più <<La tua casa com'era? L'altra nonna dice che nelle case non c'era nemmeno il bagno. E' vero?>>

<<Certo che è vero, non solo non c'erano i bagni ma non arrivava nemmeno l'acqua. Nonna Maria ha vissuto anche lei in una casa antica e senza comodità. Le nostre pur essendo lontane centinaia di chilometri, si possono dire case gemelle, cioè uguali. Case vecchie di paesi vecchissimi>> Bruno e Claudio, anche se un po' increduli, fremono per saperne di più e mi esortano a continuare

<<Dai nonna, raccontaci di quando eri piccola>> Intanto il 'nonno di Heidi' ha scaldato il latte e lo ha addolcito col miele. Ci offre una merenda insolita e buonissima e per i miei tre eroi del tutto nuova: pane abbrustolito alla fiamma e latte caldo. Non l'hanno mai mangiata .

Devo riprendere il racconto e riparto dalla mia infanzia.

<<Dovete sapere che nelle nostre case non c'era acqua per cui ogni mattina si doveva andare almeno tre volte alla fontana pubblica, a riempire i secchi per poter cucinare e per bere. Per fare il bucato si andava al fiume una volta la settimana. Non avevamo riscaldamenti come a casa vostra dove i termosifoni riscaldano tutte le stanze. Noi avevamo le stufe e i caminetti, e si cucinava tutto così. Per illuminare si usavano le lampade a olio o a petrolio e le candele. E non vi dico la puzza irrespirabile di questi arnesi. Per riscaldare i letti si usava un aggeggio di forma ovolidale detto prete o monaca e seconda del paese d'origine, con al centro una piastra di ferro quadrata sulla quale si poneva un braciere (in dialetto: fogara), pena di braci. La sua forma a uovo permetteva di tenere caldo il letto anche se c'era sempre il pericolo che una coperta prendesse fuoco. A casa mia, per fortuna, non capitò mai. Il mio papà lo aveva costruito a regola d'arte>> Mi fermo per bere un sorso di latte ma i cuccioli non mi danno tregua <<E poi, nonna, che accadeva di sera?>>

 

Tutti i racconti

2
6
79

Un piatto genuino

28 April 2026

Mi piacciono i piatti genuini fatti in casa: la lasagna che preparo al forno è il mio orgoglio. C’è qualcosa di più saporito? Non credo. È un piatto che si può gustare già da piccoli. Mio figlio era lì davanti a me, rompiscatole e cocciuto, con la bocca chiusa, mentre scuoteva la testa da sinistra [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Dax: azz, che doccia fredda il finale.Like

  • Dario Mazzolini: La pubblicazione di questo testo rappresenta a mio modesto parere un fallimento [...]

3
6
254

Passaggio di consegne

Un volante, un’idea di famiglia e un’automobile che ha sempre sete

28 April 2026

In casa mia guidare non era solo spostarsi, era un rituale: stessi percorsi, stessi posti, stessa distribuzione dei ruoli. Io ho trascorso anni sul sedile posteriore, con i libri in mano, mentre davanti si decidevano direzione, tempi e, con tutta probabilità, anche il destino dell’umanità. Poi, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Maria Merlo: Piacevole e ben scritto. Complimenti.

  • Asbe: Grazie a tutti pe le belle parole e già che ci sono chiarisco una cosa [...]

3
8
44

Vi racconto di Mecenate

Mecenate e mecenatismo

27 April 2026

Quando sentiamo la parola "Mecenate", subito la nostra mente richiama l’idea di una persona che sostiene gli artisti, e protegge la creatività. con generosità finanzia È un termine familiare, talvolta persino affascinante, ma sappiamo davvero chi era Mecenate? Chi si nasconde dietro questo nome, [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
5
186

Il metodo

27 April 2026

Era tutto cominciato così, quasi per scherzo. Paolo aveva letto su un volantino che stava per cominciare un corso di scrittura creativa a Modena. Non ci pensò fino alla sera in cui iniziava, ci andò per curiosità e anche perché in TV non c’era nulla di interessante. L’insegnante disse che ognuno [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • GiorgioPetenatti: Grazie dei commenti:) in particolare Maria perchè la fascinazone del [...]

  • Dax: Bello e triste. Il protagonista non ha saputo sfruttare il piacere della scrittura [...]

3
7
71

Capablanca 2/2

una strana partita

26 April 2026

Capablanca era stato rapito. Questa però era per lui l'ennesima di tante battaglie combattute ed era pronto a contrastare qualsiasi mossa. Non era nuovo a vincere in condizioni d’inferiorità, ma doveva raccogliere elementi per analizzare il tutto e trovare la strategia vincente. Un uomo nella [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Pietro Agus: Luigia, poi alla fine,vedo il risultato finale e l'editing è ben [...]

  • Dax: Bel finale, da gentiliomini. like

4
6
371

La Saudade

26 April 2026

Esiste una parola portoghese, nata dalla cultura galiziana, intraducibile in italiano: saudade. È intraducibile perché è un miscuglio di malinconia e mancanza, persino per ciò che non hai ancora perso ma sai che perderai, mescolato a un ricordo felice che continua a restare felice nonostante tutto. [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Beorn: Grazie per questa pagina ricca di umanità. Ragionare sulla presenza [...]

  • Dax: Saudade...mi piace come l'hai descritta. like

4
9
266

Capablanca 1/2

una strana partita

25 April 2026

IL SEQUESTRO DI CAPABLANCA Nessuno sa che il più grande campione di scacchi di tutti i tempi è stato in Sardegna. Il Gran maestro Josè Raoul Capablanca, cubano, diplomatico di vaglia, ma soprattutto campione del mondo incontrastato per oltre otto anni e comunque sempre ai vertici delle classifiche [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Pietro Agus: Oggi è il mio giorno fortunato, grazie!

  • Dax: Un bel pezzo...e chissà donna Irene cosa ne pensa...del "pezzo"😂.Like

3
3
170

La lettrice dei romanzi di Liala

25 April 2026

Leggere un libro è un’attività affascinante ed è anche misteriosa. Attiva in noi tutta una serie di immagini che modificano la nostra percezione di noi stessi e degli altri. La lettura dei romanzi ci fa entrare in empatia con i personaggi e questo ci facilita i rapporti con gli altri nella vita [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    I libri sono tante cose.
    Proviamo ad immaginare la nostra vita [...]

  • Dax: I libri hanno permeato la mia vita e ce ne sono alcuni che mi hanno confortato...w [...]

7
10
211

L'uomo delle caverne

24 April 2026

L’uomo delle caverne sta tornando con la sua clava e le poche certezze spicciole che può esprimere il suo scarno linguaggio di sole mani. Nessun concetto astratto nessuna astrazione in cerca di concetti. Le cose che si toccano esistono. Le cose che si vedono esistono. Il resto è tempo perso. [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • An Old Luca: Grazie a tutti per l'attenzione ed i commenti.
    Sono un po' in ritardo [...]

  • Lo Scrittore: abbiamo conservato con cura i teschi degli uomini primitivi che si sono alternati [...]

4
5
92

Poi avevo sentito uno stridio di freni

24 April 2026

Poi avevo sentito uno stridio di freni. Un rumore secco, violento. Un urto. Mi ero voltata. La bicicletta era a terra, piegata sotto il muso di una macchina. La ruota continuava a girare, lenta. Lui era lì, immobile sull’asfalto. La sciarpa di cotone intrisa di sangue. Rimasi immobile. Avevo capito. [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Rubrus: Più che di "incontro", le indovine avrebbero dovuto parlare [...]

  • Patrizio Pasquelli: Bello, poi lascia in sospeso, il che non guasta.

4
9
153

C'era una volta... la domenica

Cronaca nostalgica di una domenica vintage

23 April 2026

“Domenica è sempre domenica” cinguettava una zuccherosa canzoncina del tempo passato, inneggiando a campane che dondolavano festose per enfatizzare e celebrare il dì di festa. È il settimo anelato giorno della settimana, quello per il quale un altisonante qualcuno decretò il meritato riposo, durante [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Lo Scrittore: bello! il problema della felicità è che quando ce l'hai non [...]

  • Chichì: Grazie! Di oggi è meglio non parlarne......perfettamente d'accordo. [...]

6
7
144

Matilde e i fiori

23 April 2026

Ho sempre amato i fiori. Fin da piccola, quando giungevano a casa per celebrare qualche ricorrenza. Era una gioia il loro arrivo e mi inebriavo del profumo. Ero molto puntigliosa nel sistemarli per bene, per poterli far respirare senza che si soffocassero tra loro. Dovevano essere bel raccolti [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

Torna su