Come soffio sembrava poter realizzare ogni suo sogno, nonostante avesse faticato a raggiungere la sua posizione. Sembrava che il film della sua vita fosse stato girato e rigirato per poter raggiungere la perfezione; ma era bastato un niente per ritrovarsi vittima della violenza di un rapinatore, che le aveva strappato la borsetta ed ad una sua resistenza le aveva dato un colpo di pistola, che aveva improvvisamente cambiata la sua vita. Ora tutto quello che un tempo era stato progetto, architettura di vita, si era trasformato in odissea di sofferenza. Dopo giorni di coma era riuscita ad aggrapparsi  ad un filo ed era riuscita ad uscire dal profondo ed emergere ma con il corpo immobilizzato e piantato  su una sedia a rotelle. Non avrebbe potuto mai immaginare che la sua vita sarebbe potuta cambiare così repentinamente. Si ritrovava su quel trabiccolo a guidare tre ruote con tutta la forza della sua disperazione. Provava ancora rabbia. Non per il rapinatore ma per quel suo destino crudele. La sua vita cosi amaramente trasformata dalla cieca violenza umana. Avrebbe voluto correre come una volta,  avrebbe voluto stancarsi a correre assieme agli altri al Foro Italico o lungo i viali dello Stadio.  Ma  le rimaneva solo la fantasia. Pertanto si era  rimboccate le maniche per poter ricominciare in un'altra condizione. E aveva studiato con accanimento tanto da riuscire a laurearsi in psicologia per cercare di capire gli altri, per cercare di capirsi. Ed aveva trovato pure l'amore. Un ragazzo che era osteggiato dalla sua famiglia perche aveva scelto di amare una donna in carrozzina. Altra sofferenza, altra delusione nella sua vita.  Pregava, pregava molto. Quando una notte nel sogno vide la Mamma del cielo che l'accarezzava e le prometteva che un giorno avrebbe camminato con i suoi piedi. Nel frattempo il suo ragazzo l'aveva lasciata e si domandava spesso se quello che le aveva detto  fosse davvero amore. Fu un caso che conobbe un medico, che la visitò e grazie ad una nuova cura sperimentale,  riuscì a far camminare la ragazza. Al reparto, intanto, aveva conosciuto un ragazzo, che era come lei nella carrozzina e che però non era riuscito ad avere lo stesso successo di lei. Ora lei camminava e poteva correre come una volta. Nacque così l'amore tra loro due e lei dedicò tutta la sua vita a quel ragazzo, che visse nella carrozzina come un tempo lei nel passato. L'amore che è donazione reciproca, simbiosi nei respiri e nei piaceri, condivisione nel tempo, che scorre e mai può distruggere questo sentimento  che ci nobilita e ci fa essere immagine del Dio vivente.

 

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