Sembrava che il suo destino fosse quello di finire nello stesso cestino della carta  usata. Lui, che pulito aveva trattenuto la carta appena confezionata e arrotolata dalla macchina arrotatrice, poi srotolata per l'uso in quel bagno lussuoso. C'era da schifarsi nello stare con tutti quei pezzi di carta sporca nel cestino dei rifiuti, lui, che aveva svolto il suo compito e si ritrovava tutto ad un tratto precipitato nel fondo dove era tra la puzza e lo schifo dell'umido.
Sì, perché c'era pure questa complicanza. Con le nuove indicazioni ecologiche tutto ciò che era sporco andava ad essere collocato in un ulteriore secchio predisposto per tutto ciò che è schifoso. E  rotolo finiva puntualmente lì, senza alcuna colpa. La vita  del povero rotolo era un inferno!  Credeva di non aver alcuna speranza e, a poco a poco, aveva imparato ad accettare il suo destino con rassegnazione. Un giorno per caso mentre stava per essere lanciato dentro al secchio, scivolò e si andò a nascondere dove nessuno poteva vederlo. Passò un po' di tempo li in quel luogo fortuito e in quella uova condizione rotolo riuscì a vedere un nuovo panorama. Si sentiva finalmente libero ed artefice della sua storia. Non doveva più soccombere ad un destino crudele, che lo aveva sempre visto rifiuto fra i rifiuti. Scoprì l'aria, il cielo, l'acqua, i colori di una nuova vita. Fu così raccolto da un bambino, che cominciò a giocare con lui. Non credeva a sé stesso. Era diventato un giocattolo in mano ad un bambino. E si beava di essere oggetto di gioia per quel piccolo. Finì nella cesta dei giochi del pargolo in mezzo a soldatini e mattoncini Lego colorati. Rimase lì per un po' di tempo quando la mamma del piccolo lo prese e pensò di utilizzarlo come portapenne. La signora, che aveva preparazione artistica, lo decorò e lo pose nella scrivania insieme a tagliacarte e a cartellina di cuoio. E rimase per una lunga vita accogliendo penne d'ogni tipo, da quella classica a piuma d'oca alla Bic rossa nera blu. Capì che nella vita non bisogna mai scoraggiarsi, anche quando si è immersi nel fango, perché presto o tardi arriva il momento del riscatto e da semplice rotolo di carta igienica puoi trasformarti in un soffio in un nobile portapenne decorato.

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Vi narro della Gelosia

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10 October 2026

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I cipressi di Bolgheri

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10 October 2026

Camminavo lungo il rettilineo di Bolgheri, di cui tante volte avevo ammirato la capacità di simulare, in modo bellissimo, l’infinito. Quel giorno, però, era diverso: avevo male al collo. A sguardo basso vedevo solo l’asfalto e, sulla sua superficie, l’alternarsi di luci e ombre, come in discoteca, [...]

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IL TRENO DELLE CINQUE (2/2)

09 October 2026

Micia adesso se ne stava sulla porta, aspettando una carezza. Nell’orto comparivano i primi frutti. I fiori, davanti casa, erano uno splendore e a primavera inoltrata la voglia d’estate si faceva palpabile. Maria non aveva mai collegato le voci sul treno misterioso all’appuntamento enigmatico. [...]

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Con le tasche colme di biglie

09 October 2026

Scappo da chi, sfida dopo sfida, ho privato pur dell’ultima sfera, nel pomeriggio più lungo e infuocato. Lui, un '58 due spanne più alto, umiliato davanti agli amici, già mi insegue, gridandomi dietro "Tanto ti prendo, se non oggi sarà domani". "No, oggi non mi acchiappi!" A casa, ansante e sudato, [...]

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IL TRENO DELLE CINQUE (1/2)

08 October 2026

“Sciò, sciò.” Ogni mattina la solita storia. Quella gattina si piazzava alla porta di casa e non c’era maniera di mandarla via. Non si sapeva di chi fosse. Sembrava ben nutrita, non aveva l’aspetto di un randagio. Non riuscendo a infilarsi in casa si acciambellava sullo zerbino fino a sera quando [...]

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La misura del tempo

altri tempi

08 October 2026

Il cimitero del mio paese si trova sul lato destro della via nazionale che scende verso Isernia e sul lato sinistro salendo da Isernia verso il mio paese. Sembra una riflessione lapalissiana, ma, con il senno del poi, non è affatto banale. È chiaro che il cimitero è uno solo, ma quel che è da considerare [...]

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Briciole

07 October 2026

Lei quasi appoggiò i gomiti sul tavolo, poi si ritrasse di scatto. «Non si appoggiano i gomiti sul tavolo!». Come un tuono, arrivarono nella sua mente le parole che sua madre le ripeteva ogni domenica a pranzo. Lui la vide smarrita, cercò di intuire quale fantasma l'avesse appena attraversata, [...]

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IL RITORNO DEL DINOSAURO

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Bruno

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L'infermiera (2/2)

05 October 2026

I due agenti mi guardarono con chiaro risentimento, ma probabilmente avevano intuito quale terribile paura avessi provato, così evitarono di farmi la tipica ramanzina che meritavo per averli disturbati inutilmente. D'altronde, pensavo, le tasse le pago anch’io e ho il diritto di chiedere il servizio [...]

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Il buio

05 October 2026

La finestra sul mondo Da qui Da sola Osservo Gente che corre Gente che parla Gente che ride Io resto immobile Attenta Silenziosa Solamente gli occhi si muovono Il resto del mio corpo è fermo Inerme Il vento soffia forte Che voglia urlare? Le chiome degli alberi si piegano al suo volere Resistergli [...]

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