Mi apparto spesso con la mia anima. Ripeto a memoria la litania e dalla terra mi ritrovo a poco a poco in cielo a scrutare tutto dall'alto. È un'emozione inesprimibile, che si può vivere solamene per farsi prendere totalmente. Sono  nuvola, acqua, aria, che si organizzano per comporre quello che è il panorama,  dentro al quale sei coinvolto come particella di un sistema nato dal big bang. E mentre sorvolo la mia quotidianità, ascolto il suono regolare, armonioso, che riproduce il battito dell'universo come metafora della vita che inizia con  un'unica battito e si spegne in assenza del battito. Mentre sono in sospensione osservo i miei compagni di volo. Pulviscolo radioattivo, che illumina il buio e disegna nella galassia figure con le stelle e reticolati di luce coni raggi del satellite bianco, pallido, anemico. Penso quanto sia bello e di una bellezza rara) tutto ciò che sperimento e vivo,  istante per istante. E credo di essere in quella dimensione che nella terra chiamano paradiso ma che dicono sia in cielo e che invece si sperimenta dentro di noi. Sì, sono in esso dentro quella dimensione a godere della beatitudine che è ricerca continua del mio Dio in ogni esperienza organizzata o involontaria che respiriamo.  Ma come sempre le buone cose sono minacciate dalle cose malvagie. E, dove ho creduto di poter scorgere il bene, il male si nasconde acquattato come serpente dentro le rocce e nella fessura di un muro " con in cima cocci aguzzi di bottiglia", in agguato per ferire chi è sano e per mordere ed iniettare il suo veleno a chi cammina per la  strada, credendo di essere in salvo. Mi scopro nudo come quel serpente che attentò l'uomo agli albori della vita e soffro, piango, mi attorciglio per parare i colpi del nemico, che si diverte ad infastidire e violentare. Sono uomo e non solo uomo.Ma spirito,  che aleggia sulle acque, sperando nella redenzione di quella creatura, nella quale si rispecchia e della quale si compiace. 

 

 

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