A volte i pensieri della vita ci portano a dedicare tutto il nostro tempo a concentraci in essi, al fine di trovare soluzioni, alternative ai tanti quesiti che ci si frappongono  o a registrare sconfitte amare, che recano in sé tutta la violenza della mortificazione. Ci adagiamo e stanchi, cerchiamo riposo alla fatica del giorno. Le nostre gambe sono macigni, i nostri capelli, antenne proiettate alla ricerca di un benessere che rincorriamo e che ci sfugge di mano, si nasconde nei meandri del la vita e vola con il vento, libero, impalpabile, leggero. Tutto quello che abbiamo costruito e che una volta ci sembrava eterno, ora ci appare come sabbia alzata da un vento che scompiglia e indebolisce. Tutta una vita a risolvere problemi piccoli e grandi,  a non avere un attimo di tregua, ad essere combattente contro chi voleva abbatterci. Poi d’un tratto il risveglio. E’ un risveglio tardivo, ma sempre un risveglio è. E ti ritrovi con i capelli bianchi e le ossa scricchiolanti ma in un villaggio turistico ad inseguire la giovinezza, a giocare con quei giochi,  che sei costretto a fare e che ti fanno bene, perché risvegliano in te l’entusiasmo, che sembrava sparito. E’ il caso di Salvo, una vita trascorsa a lavorare ed ora inserito nella lista dei pensionati,  in chi è costretto a fuggire dal suo lavoro per acquisire una pensione più dignitosa di quella che il futuro prospetta. Pertanto con tutta la tristezza della forzata inattività, si accorge che chi trova in sé i suoi sogni offuscati, annichiliti dal tempo e dalle preoccupazioni, si ritrova a vivere un’altra vita dipingendo, inseguendo il mondo, viaggiando e giocando.  Sì, quando Salvatore rigiocò, con tutta l’emozione addosso si senti felice, si accorse di essere vivo e di avere ancora una speranza per sopravvivere. E continuò a giocare trasformando il suo villino in un piccolo villaggio turistico dove, immersi in una piscina e accompagnati da animatori frenetici ed instancabili, si propone ai visitatori di giocare per sentirsi vivi e di abbandonare per un pò il tran tran logorante della frenesia lavorativa per riscoprirsi a sognare un mondo da vivere e da amare. Ora Salvo è un poeta, un attore, un giocoliere e si esibisce sul palco del suo resort e sogna di trasmettere energia e felicità a chi stanco trova rifugio sotto l’ombra di una palma e si rinfresca nel torrente della sua spensierata giocosità.

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Che gli dico a quelli

fine partita

18 March 2019

La partita era terminata da almeno dieci minuti e l’euforia dei vincitori contrastava nettamente con i volti tesi di chi aveva perso, la squadra perdente si era ritirata negli spogliatoi con aria mogia e le facce tristi. L’aria era pesante e l’allenatore stava guardando in faccia i suoi uomini [...]

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Abraxas – Riti dell’oltretomba

18 March 2019

“Abraxas - Riti dall’oltretomba”: terzo lungometraggio di Roger A. Fratter, regista indie bergamasco che si cimenta da più di vent’anni anni nella cosiddetta cinematografia di genere, rivivendola con peculiare dedizione e competenza, richiamando attraverso i suoi lavori gli antichi fasti di quel [...]

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  • Walter Fest: Grande Giuseppe... ma questa passione per il cinema come ti è nata?

  • Puccia: WOW, superlativo, puoi aggiungere un altro tassello al tuo curriculum di scrittore. [...]

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Il ragazzo d'oro - 2/2

17 March 2019

Dalle casse fuoriuscì la voce del front man dei New Trolls che cantava: «Quando tornava mio padre sentivo le voci, dimenticavo i miei giochi e correvo lì. Mi nascondevo nell'ombra del grande giardino e lo sfidavo a cercarci: io sono qui». Prese un lungo respiro. Guardò fuori. Buio. Era l'atmosfera [...]

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Rapido romanzetto

17 March 2019

Rotolandomi come un ramarro rugoso dell'Isola di Rarotonga, nella rena di una spiaggia di Rapallo, mi ricordai di dover raccogliere le adesioni per l'organizzazione della "Fiera del rutto libero" di Rivisondoli, subito dopo la "Sagra della bibita gasata" sponsorizzata dalla ditta romana di aria [...]

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agiochi di ieri, di oggi e di domani

16 March 2019

i giochi di ieri non erano mai al chiuso, perlopiù avvenivano in strada. Ricordo che all'uscita di scuola giocavo con i miei compagni ai quattro cantoni, moscacieca, nascondino e tante altre forme ludiche con variazioni sul tema e ogni volta si inseriva una variante nuova allo stesso gioco. Come [...]

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Il ragazzo d'oro - 1/2

16 March 2019

– Basta! A pallone non ci giochi più! – sbottò Claudio, suo padre. Quarantacinque anni. Burbero. Alito alcolico. Grasso. Si pulì la bazza con un tovagliolo. Trasecolò due dita di Tavernello. Ruttò. – Ma babbo. Lo sai quanto ci tengo, – miagolò Alan. – Lo sa... – Niente sa, – lo interruppe lui. [...]

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  • flavia: Che tristezza l'egoismo dei grandi distrugge.i sogni di un bambino senza.comprensione [...]

  • Ilaria: Triste, spezza il cuore ma riporta alla realtà di questa società [...]

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Il libro magico - 2/2

Gertrude si difende

15 March 2019

Così dicendo s’intrufolò in un buco nella parete della cucina, quello che serviva per far uscire i cattivi odori, e scomparve. Gertrude si allontanò per un attimo per poi tornare quasi subito, si mise seduta davanti alla porta e aspettò. Passarono più di dieci minuti prima che la maniglia della [...]

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Quando posso

poesia

15 March 2019

Quando posso torno al portone dove non abiti più. Malgrado la vita che ci ha portati lontani il mio polo magnetico resta qui. Qui, dove si dipartono il Nord, il Sud, l'Est e l'Ovest perché tutte le storie del mondo dovrebbero iniziare con l'amore.

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Il libro magico - 1/2

il pericolo in arrivo

14 March 2019

Oltre il regno della neve e del gelo dove vive Babbo Natale con gli elfi e le sue amate renne, andando verso oriente e camminando per giorni e giorni si arriva in una città chiamata Blacktown. Un posto altrettanto freddo, ma del tutto privo di luce, di alberi e di animali. In quelle terre c’è un [...]

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Parodia di (Pensieri e parole) di Lucio Battisti

14 March 2019

Che ne sai di un bambino che spiava/ la vicina di casa e si toccava/ delle pippe che faceva su in solaio, che ne sai/ E il pisello già chiuso in una mano/ in un cinema porno di Milano/ che ne sai di sto' cazzo di mania che ne sai? Conosci me, la mia realtà/ son quarant'anni che mi tocco o giù di [...]

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PIOGGIA

13 March 2019

In una piovosa giornata autunnale Vagheggiando fra le carte inutili Ascolto la voce del vento ululare dietro i vetri. Non mi perderò Ancorato come sono al gomito della terra.

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5,5 domande a Walter Festuccia

13 March 2019

*Io vorrei da sapé un po’ de cose da te, visto che nun te conosco bene, so’ solo 45 anni 6 mesi e 5 giorni che se conoscemo *Caro Dario e mo' vie' er bello, prima di tutto chiariamo ai nostri amici che nonostante l'età siamo forti e tenaci e non invecchieremo mai (fra le nostre aspirazioni c'è [...]

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