Non sono di questo tempo, non mi ritrovo, qui sono fuori tempo.
La malvagità degli uomini mi ferisce, mi fa star male, tanto che non voglio sentire più nulla.
Ragazzi morti ammazzati nel fiorire degli anni, madri che hanno gli occhi consumati dal pianto e il cuore stretto come una morsa con lo stomaco che si aggroviglia,  dove ogni giorno si spera sia l’ultimo per non soffrire più …forse.
E ogni giorno in più l’odio le sveglia di notte nelle poche ore  di tregua concesse al riposo della mente e dell’anima, vorrebbero tritarli nel tritacarne, tagliarli minuziosamente, togliere ogni goccia di sangue lentamente, infliggere ogni sorta di pena corporale, tanto da diventare carnefici e artefici di un dolore di un'altra madre a loro volta  a chi ha tolto la vita per gioco, cattiveria, infamia, amore, ignoranza, bullismo, invidia, noia, ai loro figli.

Come si fa, mi chiedo, a vivere con un dolore cosi grande un dolore che potrebbe scatenare una guerra umana fatta di faide trasversali o attese per consumare vendette.

Non ha la limite la cattiveria umana.
Non sono di questo tempo, sono fuori tempo.
Ricordo con nostalgia quando un amico era un amico e non un nemico travestito, quando un padre e una madre ti proteggevano e non erano i tuoi aguzzini, quando l’amore forse era per sempre ma non ti faceva morire di mano propria, quando gli anziani erano una risorsa e non una rottura di coglioni per poi piangerli quando non ci sono più
Che mondo e ‘mai questo?

Non manca un giorno in cui almeno per un momento il mio pensiero va’ a chi ha perso tanto non per disgrazia o evento, ma per dispetto, cattiveria, codardia, malvagità, noia o divertimento.

Ed è inutile battere il petto e sperare nel perdono.
Si è cattivi dentro, non ce redenzione.
E la giustizia non esiste.

Forse non questa in terra

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