La calura estiva non piaceva affatto a Mastro Piccolo e quando la temperatura raggiungeva i quaranta gradi decideva di migrare verso il mare. Il paese in cui abitava era un paese del sud, di quelli più a sud di quanto si possa immaginare. Fatto di deserto, abusivismo espanso e calore umano. Non che questo giustificasse il precedente ma bastava a recuperare terreno sul piano sociale. I suoi concittadini erano piuttosto felici, gli alberi di fico curvati dal peso della maturazione, i grilli sobriamente si cimentavano in antichi canti e le donne nere davano vita al rituale della "salsa" come ad un torneo di burraco. Il Nord era lontano, quel Nord fatto di migranti e compari che tornavano a godere della lontananza invernale. Il numero di abitanti ad agosto quasi triplicava, frutto di quel temporaneo esodo al contrario che riempiva le spiagge di accenti strani e le strade in festa di vestiti scintillanti.

Mastro Piccolo dal canto suo non disdegnava, questo fervore faceva il pari con la solitudine dei mesi invernali. 

Il giorno d'agosto che era solito rimanere in spiaggia fino a sera coincideva con la festa patronale e con cura cercava di ritardare il ritorno anche quando era pronto a  farlo. Amava le strade desolate e desolanti. Quelle strade vuote di auto parcheggiate il più vicino possibile al centro della festa. Aveva tutto il Tempo d'osservare come fosse facile recuperare e porre rimedio al caos della sua mente. Finestrino abbassato, vento che accarezza la destra del viso, qualche fuoco spegnersi e le stelle a creare forme da indovinare. Il sedici di agosto non aveva eguali per Mastro Piccolo. Giunto a casa prendeva forma il finale  della giornata sua più rilassante: l'acqua della vasca si faceva tiepida, la luna la illuminava a mezza bocca, ogni silenzio restava al proprio posto e tutti gli altri sentieri della mente convogliavano in unico desiderio, il sigaro e un bicchiere di rum. 

Per Mastro Piccolo era questa la passione, il giorno della festa patronale.

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Lui

22 January 2019

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21 January 2019

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Brilla la luna nel suo ultimo quarto e mi giro nel letto in questo onirico stagno tra ceneri e polvere di estinte illusioni Ho cercato un passato di scolorite memorie sotto un cielo graffiato sopra rose appassite ... e resto in attesa di un altro equinozio sotto il crudo ricatto di una [...]

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Troppo sentire

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ARIA TERSA Travolti da un mondo impazzito Inondati da una schiuma assordante Non riusciamo più ad ascoltare La voce del silenzio. Frotte di insetti inutili Si accavallano nel nostro pensare. E l’immagine dello specchio Torna Sempre uguale a se stessa A riflettere un sogno incompiuto. [...]

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luna o cocci?

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