Aveva sperperato tutti i suoi averi per pagare i migliori professionisti. Check-up completi, visite in ogni reparto ospedaliero e presso lo studio privato del medico di turno, dall'oculista al neurologo, dall'internista al cardiologo. Era giunto al punto che aveva sospettato di essere incinto, anche se i medici lo avevano smentito e confortato perché nella letteratura medica non era mai stato registrato che un maschio potesse portare avanti una gravidanza. E si era inventato malattie personalizzate,  mosso dalla paura di essere davvero ammalato. Controllava la sua temperatura un centinaio di volte al giorno ed ad una linea in più della sua temperatura corporea,  già si auto-diagnosticava infezioni, alterazioni e malattie più  o meno  gravi. La sua vita era diventata un inferno. Sempre alla ricerca di un farmaco, di un controllo, che potessero momentaneamente curarlo in attesa di un'altra autodiagnosi. La sua condizione era di guardare sempre il nero del punto di un foglio metaforico, che era la sua quotidianità. E la sua casa si era trasformata in una "farmacia non autorizzata", dove non mancava niente, dalle siringhe agli antidolorifici, dagli antibiotici agli integratori, dalle flebo agli archivi, dove conservava tutti i risultati degli esami effettuati, catalogati per settimana, mese, anno. Un vero patrimonio sperperato nel settore della sanità per accorgersi che in realtà non aveva nessuna malattia se non una grave ipocondria. Non si era mai accorto che quel foglio era totalmente bianco attorno al punto nero, dove ci si concentrava con tutte le paure. E quel bianco erano tutti gli affetti, l'amore, l'onestà e le dolci sensazioni, i valori, le bellezze della vita, che passavano inosservate perché ci si lasciava preoccupare dai puntini della vita, che sembravano nella nostra immaginazione scogli scivolosi ed insormontabili, vette irraggiungibili.  E la vita a poco a poco aveva perso e continuava a perdere il colore della gioia e della felicità. Quando un giorno, ormai vecchio, si sentì male,  capì che quel giorno, che l aveva preoccupato, era davvero arrivato. Solo che aveva raggiunto i suoi novantotto anni e solo allora aveva capito di avere sciupato la vita alla ricerca di una malattia che nella sua mente esisteva ma che in realtà non aveva mai avuto. Così si sentì sconfitto non più dalla inesistente malattia ma da quella paura che lo aveva attanagliato per tutta la vita. 

 

 

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