Aveva sperperato tutti i suoi averi per pagare i migliori professionisti. Check-up completi, visite in ogni reparto ospedaliero e presso lo studio privato del medico di turno, dall'oculista al neurologo, dall'internista al cardiologo. Era giunto al punto che aveva sospettato di essere incinto, anche se i medici lo avevano smentito e confortato perché nella letteratura medica non era mai stato registrato che un maschio potesse portare avanti una gravidanza. E si era inventato malattie personalizzate,  mosso dalla paura di essere davvero ammalato. Controllava la sua temperatura un centinaio di volte al giorno ed ad una linea in più della sua temperatura corporea,  già si auto-diagnosticava infezioni, alterazioni e malattie più  o meno  gravi. La sua vita era diventata un inferno. Sempre alla ricerca di un farmaco, di un controllo, che potessero momentaneamente curarlo in attesa di un'altra autodiagnosi. La sua condizione era di guardare sempre il nero del punto di un foglio metaforico, che era la sua quotidianità. E la sua casa si era trasformata in una "farmacia non autorizzata", dove non mancava niente, dalle siringhe agli antidolorifici, dagli antibiotici agli integratori, dalle flebo agli archivi, dove conservava tutti i risultati degli esami effettuati, catalogati per settimana, mese, anno. Un vero patrimonio sperperato nel settore della sanità per accorgersi che in realtà non aveva nessuna malattia se non una grave ipocondria. Non si era mai accorto che quel foglio era totalmente bianco attorno al punto nero, dove ci si concentrava con tutte le paure. E quel bianco erano tutti gli affetti, l'amore, l'onestà e le dolci sensazioni, i valori, le bellezze della vita, che passavano inosservate perché ci si lasciava preoccupare dai puntini della vita, che sembravano nella nostra immaginazione scogli scivolosi ed insormontabili, vette irraggiungibili.  E la vita a poco a poco aveva perso e continuava a perdere il colore della gioia e della felicità. Quando un giorno, ormai vecchio, si sentì male,  capì che quel giorno, che l aveva preoccupato, era davvero arrivato. Solo che aveva raggiunto i suoi novantotto anni e solo allora aveva capito di avere sciupato la vita alla ricerca di una malattia che nella sua mente esisteva ma che in realtà non aveva mai avuto. Così si sentì sconfitto non più dalla inesistente malattia ma da quella paura che lo aveva attanagliato per tutta la vita. 

 

 

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ARIA TERSA

20 January 2019

ARIA TERSA Travolti da un mondo impazzito Inondati da una schiuma assordante Non riusciamo più ad ascoltare La voce del silenzio. Frotte di insetti inutili Si accavallano nel nostro pensare. E l’immagine dello specchio Torna Sempre uguale a se stessa A riflettere un sogno incompiuto. [...]

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luna o cocci?

Quando walter fest scrive è jazz!

20 January 2019

Quando non sai che scrivere, scrivi, scrivi senza paura di sbagliare, questa volta faccio un eccezione, scrivo senza carta e penna, stò alla tastiera e scrivo, mò che ci penso mi paicerebbe la tastiera di un piano forte, anzi le corde di una chitarra, anzi no, voglio cantare tanto a parole se stono [...]

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Io lo conosco l'amore

20 January 2019

Ho attraversato il bosco di notte per poterti abbracciare ma tu non c'eri. Ho accompagnato tramonti fino all'alba per scoprire i tuoi occhi timidi ma tu non c'eri. Ho ascoltato i lamenti del vento nelle lunghe giornate passate a pensarti ma tu non eri li. Ho inseguito le ore e poi i giorni per [...]

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Raccontami una volta più piano

19 January 2019

Raccontami una volta più piano. Eravamo nati nello stesso posto o giù di lì, le case scorrevano in sequenza, c'era qualche attività che si distingueva dalle altre e potevi prenderle come veri e propri punti di riferimento quando dovevi indicare qualcosa a qualcuno che si era perso. I nomi delle [...]

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  • Puccia: Ricordi arruffati da districare piuttosto difficile il farlo

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Impressioni

19 January 2019

Sfilacciati giorni scalzi di pensieri si rincorrono incessanti nel respiro assiduo delle ore in una lenta diaspora continua di me stesso come fine sabbia dentro una clessidra ... e dopo una notte di sogni e scarpe rotte guardo le luci d'alba su una falesia bianca mentre nel cielo vola [...]

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Album vuoto

19 January 2019

Cammino rotolando sui miei passi stanchi. Soffia i vento la mia lenta orma e beffarda saluta senza rumore. Abbraccio la salita che mi corre incontro e adagio ripongo le mie pagine vuote. Un quaderno di ricordi che riempir non so.

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LE COLPE DEI PADRI

18 January 2019

Alessandro Perissinotto, scrittore torinese, classe 1964, ci accompagna e ci porta a conoscere ed incontrare vicende della STORIA di Torino dal dopoguerra ai giorni nostri, raccontando delle evoluzioni, in positivo e in negativo, della Grande Madre, la FIAT, che si intrecciano con la Storia, le [...]

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Senza mi ricorderai ?

18 January 2019

" Mi ricorderai " le chiese con un filo di voce "quando non ci saro più? " Lei lo guardò come si guarda un fiore appena sbocciato con infinita tenerezza e sussurrando rispose " Si ricorda chi è passato nel tuo cuore. Non chi è il tuo cuore perché vive dentro finché tu vivrai ". E nella carezza [...]

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Il potere di un sorriso

18 January 2019

Non pensavo di poter volare di nuovo. Tutto era buio, non distinguevo nè le forme nè i colori. Ma il sorriso, quello, non si è mai spento. E anche nell'oscurità l'hai notato. Ora non ho più paura del buio. Ora sono felice E fortunata. Tutto qui.

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17 January 2019

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16 January 2019

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Il gioco del pallone

16 January 2019

Davanti casa mia c'è un campetto di calcio. Erbetta sintetica e vecchia, le porte senza una rete. Sembra proprio un campetto abbandonato, ma ogni sera si riuniscono lì dei ragazzini con un pallone. È ben illuminato dai lampioni della strada, e essendo una zona che ha una brutta nomina in città, [...]

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