C'era tutto in quella valigia. Le emozioni e la vita, i successi e gli insuccessi, la noia e la gioia. Tutto quanto fosse accessorio del suo viaggio, percorso faticoso che aveva visto salite ripide e pericolose e discese irrefrenabili e scivolose. Tutto ciò che era sorpresa e sogno, magia e occulto. E Smorky non la lasciava mai. Era la sua seconda pelle, il suo fiato, senza la quale non avrebbe mai potuto vivere la sua vita di clown del tempo. Il suo viso sempre sorridente faceva divertire grandi e bambini ; ma lui covava la sua tristezza che con gli anni era diventata delusione cronica. E quando si specchiava per truccarsi, negli occhi lasciava trasparire il suo dramma umoristico, che abbandonava il comico e  testimoniava invece quel "sentimento del contrario" che è sofferenza, panico esistenziale. La valigia sembrava la borsa di Mary Poppins. In essa trovava sempre ogni soluzione per essere allegro e spensierato, riflessivo e appagato. Ogni giorno era uno spettacolo, una recita, una rappresentazione dove gli atti erano scene che si rincorrevano per raccontare le anomalie della vita altrui, le ipocrisie e le maschere, che raccontavano anche il dolore della sua anima, che non riusciva a spiegarsi. 
La valigia come scrigno delle emozioni da offrire a chi era melanconico e sfiduciato, triste e spossato dagli eventi della vita . Da lì usciva oggetti del divertimento, strumenti dell'ironia per affrontare tutto quello che era quotidianità. 
Ma un giorno, mentre si esibiva per alleviare le sofferenze di chi lo stava ad ascoltare, tirò fuori lo specchio della sua anima. E vide che il suo tormento era per la mancanza di fede, che gli  faceva vedere questa vita come un carretto da tirare per non arrivare mai da nessun posto. E decise di cambiare vita. Si accese la luce di suoi occhi e diventò illuminato come faro in mezzo alla tempesta di mare. E sopravvisse, naufrago fra le alghe a proiettato  a ricominciare per costruire la sua zattera e raggiungere quell'orizzonte che mai e poi mai era riuscito a raggiungere, solamente  rinvigorito dal senso che ora dava a questa esistenza scivolosa e tempestosa.

 

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