C'era tutto in quella valigia. Le emozioni e la vita, i successi e gli insuccessi, la noia e la gioia. Tutto quanto fosse accessorio del suo viaggio, percorso faticoso che aveva visto salite ripide e pericolose e discese irrefrenabili e scivolose. Tutto ciò che era sorpresa e sogno, magia e occulto. E Smorky non la lasciava mai. Era la sua seconda pelle, il suo fiato, senza la quale non avrebbe mai potuto vivere la sua vita di clown del tempo. Il suo viso sempre sorridente faceva divertire grandi e bambini ; ma lui covava la sua tristezza che con gli anni era diventata delusione cronica. E quando si specchiava per truccarsi, negli occhi lasciava trasparire il suo dramma umoristico, che abbandonava il comico e  testimoniava invece quel "sentimento del contrario" che è sofferenza, panico esistenziale. La valigia sembrava la borsa di Mary Poppins. In essa trovava sempre ogni soluzione per essere allegro e spensierato, riflessivo e appagato. Ogni giorno era uno spettacolo, una recita, una rappresentazione dove gli atti erano scene che si rincorrevano per raccontare le anomalie della vita altrui, le ipocrisie e le maschere, che raccontavano anche il dolore della sua anima, che non riusciva a spiegarsi. 
La valigia come scrigno delle emozioni da offrire a chi era melanconico e sfiduciato, triste e spossato dagli eventi della vita . Da lì usciva oggetti del divertimento, strumenti dell'ironia per affrontare tutto quello che era quotidianità. 
Ma un giorno, mentre si esibiva per alleviare le sofferenze di chi lo stava ad ascoltare, tirò fuori lo specchio della sua anima. E vide che il suo tormento era per la mancanza di fede, che gli  faceva vedere questa vita come un carretto da tirare per non arrivare mai da nessun posto. E decise di cambiare vita. Si accese la luce di suoi occhi e diventò illuminato come faro in mezzo alla tempesta di mare. E sopravvisse, naufrago fra le alghe a proiettato  a ricominciare per costruire la sua zattera e raggiungere quell'orizzonte che mai e poi mai era riuscito a raggiungere, solamente  rinvigorito dal senso che ora dava a questa esistenza scivolosa e tempestosa.

 

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Epitaffio

24 July 2026

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Gioia Fringuelli, farmacista (2/3)

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Skyfall e il secondo dito

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Miu
24 July 2026

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Gioia Fringuelli, farmacista (1/3)

Ogni riferimento a persone e cose è puramente casuale

23 July 2026

Il sole di luglio martellava implacabile i tetti di Pieve di Sotto, un grumo di case di mattoni rossi e intonaco sbiadito stretto tra la Lombardia e l’Emilia. In quel lembo di terra il Po, ormai stanco di correre, si trascinava pigro tra i pioppeti, evaporando in un’afa densa e immobile che pareva [...]

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23 July 2026

Nel '68 zio Fé lavorava (si fa per dire) nella salumeria di Remigio, un artista capace di confezionare leccornie succulente e, per quanto belle, degne di essere esposte nella vicina pinacoteca, a Brera. Peccato che Remigio fosse antipatico come la cacca ancora fumante di un cammello mentre mio [...]

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Il bagno pubblico

22 July 2026

Eravamo io, mia sorella e i nostri due figli di tre anni ciascuno; stavamo visitando un bellissimo borgo alle pendici delle montagne abruzzesi, e tra un castello e un belvedere, dopo mezza mattinata, sentivamo tutti e quattro quel poco simpatico disagio che preme sulla vescica e risale nelle viscere [...]

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Falsi Etimologici

22 July 2026

Usiamo spesso dei termini saturi di mitologia senza saperlo, ma altrettanto spesso usiamo parole delle quali siamo certi provengano da un determinato “antico” dato, quando in realtà non è così. Ho riunito in un breve excursus tre “falsi etimologici d’autore” ai quali sono personalmente legata. [...]

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I mancini si sono visti legare la sinistra alla sedia e hanno dovuto imparare a scrivere con la mano destra senza che i genitori si sognassero di rivolgersi al giudice per cacciare la maestra, ma col vantaggio che crescevano ambidestri e ti potevano menare con entrambe le mani a richiesta. Siamo [...]

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Miu
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Quando Elisa ebbe finito di esporre la sua idea, il padre rimase senza parole. Quella che lui riteneva ancora, una bambina scriteriata gli stava offrendo su un piatto d’argento un progetto unico e fattibilissimo. L’immagine delle strade tappezzate di testi musicali lo attraeva, forse si poteva [...]

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