[...] Il Campione del pianeta Harebor arrivò, rivestito di un'armatura dorata (la quale faceva più scena che altro), mandando riflessi di ogni colore dovuti al tramonto in corso. Al centro dell'armatura era stato scavato un solco all'interno del quale era ora presente una pietra, che ad un occhio distratto o perlomeno più concentrato sulla battaglia che si stava per svolgere sarebbe parsa soltanto una normale gemma, preziosa sì, ma non speciale. Invece quella gemma era senza dubbio la tecnologia più all'avanguardia della galassia: essa era infatti nientemeno che uno dei leggendari Scudi Protettivi Nucleari Singoli, creati dalle menti più geniali di Trentar e destinato solo ad una ristretta cerchia di eletti, di cui il campione faceva parte. L'arma di cui disponeva era un Crystal MK2, un modello sperimentale di arma con doppio processore nucleare, che aveva lo scopo di sparare raggi di energia così pura e così concentrata da riuscire a trapassare persino uno scudo protettivo di vaste dimensioni. L'animale che andava cavalcando era invece una specie quasi estinta di Draghi mangiatori di terra, probabilmente l'animale più feroce e pericoloso ancora in circolazione.

Contro di lui avanzava il Campione del pianeta Nassir, un gigante alto 3 metri coperto da una spessa e pesante armatura in leghe create per mezzo dell'alchimia dai più esperti pozionisti della galassia. In una mano reggeva un grosso scudo dello stesso materiale della corazza, mentre nell'altra reggeva un grosso spadone con una lama tanto pesante quanto tagliente. Costui cavalcava un grosso lupo nero dagli occhi di brace, chiamato dagli inferi dagli stessi alchimisti che avevano costruito armatura, scudo e spada. Tutto ciò era stato creato per essere indistruttibile e per non poter essere neanche scalfito dalla maggior parte delle armi.

La battaglia che si sarebbe svolta di lì a poco tra i due Campioni era una battaglia decisiva per entrambe le popolazioni dei due pianeti: il Campione che avesse vinto, sarebbe stato ricoperto di onori, mentre colui che avesse perso sarebbe stato messo in schiavitù insieme al suo popolo, mentre il loro pianeta madre sarebbe entrato a far parte della fetta di Impero dell'altro. [...]

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Nives ed Ignis

30 May 2026

Nives: Tu lo illudi. Ignis: E tu invece fai di meglio? Guarda come è ridotto adesso: sta bene? Nives: Almeno non finisce con l’alimentare un sentimento ingiusto. Io passerò, ma quello che lascio è costruttivo, non distruttivo. Ignis: Ingiusto dici, eh? E prendersi colpe che non si hanno invece [...]

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Lungo la riva

30 May 2026

Ho udito il respiro del mare nelle notti senza sonno. Nel pallore esangue della luna inutili stelle vagano in cerca di ombre dove poter brillare la loro lontana morte. Ho visto l’onda, triste, quasi disfatta e liquida morire sulla sabbia piena di conchiglie. Rotolano i loro gusci vuoti, pieni di [...]

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Anuptafobia

29 May 2026

Ho l'abitudine di ascoltare le conversazioni degli estranei. Lo faccio semplicemente perché da un dialogo, dai gesti di una persona, dal suo modo di esprimersi o dal suo tono di voce, può nascere l'idea per una commedia, un racconto o una poesia. Ieri, mentre ero seduto tranquillo sul pullman che [...]

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il sabato mattina di una bambina degli anni settanta

Quanti di voi così?

29 May 2026

Ecco, era arrivato ancora una volta: il sabato. Per tanti bambini era il giorno più amato e atteso, il primo del fine settimana che permetteva di stare un po' più a letto, fare una bella colazione e guardare i cartoni animati in televisione, restando magari tutto il giorno in pigiama. Da bambina [...]

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Oggi non più

28 May 2026

Siamo sulla metro e tu sei in piedi davanti a me. Seduta scruto la figura alle tue spalle. Tu stai guardando il cellulare: forse un messaggio, un video, un drama, non lo so. Non mi vedi come non percepisci che dietro di te qualcuno è incuriosito e ti è molto vicino. Come fai a non sentirlo? Sembra [...]

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Il Gioco

28 May 2026

Da una fessura del mio stallo posso vedere tutto quello che succede fuori, o almeno una buona parte. Sotto un sole cocente l'arena è polverosa e gli spalti sono gremiti di gente che urla olé olé. Vedo mio fratello che trotterella con incedere elegante e fiero. È bello, il suo corpo è scolpito da [...]

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Dialogo su parola e diffamazione

Cicerone e Lisia commentano dall'isola di Ogigia la nostra attualità

27 May 2026

Cicerone vs Lisia (sulla diffamazione online e il pericolo per la libertà di espressione) Omero aveva ragione: l'isola di Ogigia esiste davvero. Qui, ospiti della ninfa Calipso, gli spiriti magni dell'antichità dimorano in eterno, seguendo le vicende terrene. Tra questi ve ne sono due, Marco [...]

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27 May 2026

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Il colmo di guardare

26 May 2026

Quella mattina mi ero vestita con una cura insolita. Avevo persino infilato gli orecchini — gesto raro, un po’ goffo per me — perché ogni volta mi perdo nella pazienza lenta di trovare il buco dell’orecchino, al centro esatto del lobo, come se il corpo pretendesse una precisione che la mente non [...]

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Samudaripen (2/2)

26 May 2026

Quando i poliziotti arrivarono disse subito: “Li ho trovati io, sono clandestini. Ho dovuto forzare la porta”. I poliziotti entrarono nella ex palestra con le mani sulle pistole, e quando furono dentro… “Dottore, guardi che qui non c'è nessuno”, disse uno dei poliziotti. “Come nessuno?”. Hutter [...]

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Tango

il tango è un sentimento triste che si balla

25 May 2026

Il tango è un sentimento triste che si balla, nessuno è stato capace di esprimere questo sentimento come il grande cantante Carlos Gardel. E nessuno saprà mai eguagliarlo. Esiste in Buenos Aires il suo monumento funebre, c’è la sua statua e molte signore anche giovani, in discreto numero si recano [...]

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Samudaripen (1/2)

25 May 2026

Alcuni mesi dopo aver acquistato la villa, Berny Hutter, rincasando, vide da lontano un uomo che con una cassa sulle spalle si avviava con fatica verso il piccolo edificio adiacente la casa, dove si trovava la palestra ormai usata da anni come ripostiglio. Berny Hutter era un uomo sospettoso per [...]

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