[...] Il Campione del pianeta Harebor arrivò, rivestito di un'armatura dorata (la quale faceva più scena che altro), mandando riflessi di ogni colore dovuti al tramonto in corso. Al centro dell'armatura era stato scavato un solco all'interno del quale era ora presente una pietra, che ad un occhio distratto o perlomeno più concentrato sulla battaglia che si stava per svolgere sarebbe parsa soltanto una normale gemma, preziosa sì, ma non speciale. Invece quella gemma era senza dubbio la tecnologia più all'avanguardia della galassia: essa era infatti nientemeno che uno dei leggendari Scudi Protettivi Nucleari Singoli, creati dalle menti più geniali di Trentar e destinato solo ad una ristretta cerchia di eletti, di cui il campione faceva parte. L'arma di cui disponeva era un Crystal MK2, un modello sperimentale di arma con doppio processore nucleare, che aveva lo scopo di sparare raggi di energia così pura e così concentrata da riuscire a trapassare persino uno scudo protettivo di vaste dimensioni. L'animale che andava cavalcando era invece una specie quasi estinta di Draghi mangiatori di terra, probabilmente l'animale più feroce e pericoloso ancora in circolazione.

Contro di lui avanzava il Campione del pianeta Nassir, un gigante alto 3 metri coperto da una spessa e pesante armatura in leghe create per mezzo dell'alchimia dai più esperti pozionisti della galassia. In una mano reggeva un grosso scudo dello stesso materiale della corazza, mentre nell'altra reggeva un grosso spadone con una lama tanto pesante quanto tagliente. Costui cavalcava un grosso lupo nero dagli occhi di brace, chiamato dagli inferi dagli stessi alchimisti che avevano costruito armatura, scudo e spada. Tutto ciò era stato creato per essere indistruttibile e per non poter essere neanche scalfito dalla maggior parte delle armi.

La battaglia che si sarebbe svolta di lì a poco tra i due Campioni era una battaglia decisiva per entrambe le popolazioni dei due pianeti: il Campione che avesse vinto, sarebbe stato ricoperto di onori, mentre colui che avesse perso sarebbe stato messo in schiavitù insieme al suo popolo, mentre il loro pianeta madre sarebbe entrato a far parte della fetta di Impero dell'altro. [...]

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Innamorarsi (2/2)

17 September 2026

E poi era successo. Passeggiavo assorta per le vie del centro, guardando la punta delle mie scarpe che con ritmo regolare toccavano il marciapiede, volevo visitare una mostra ed avevo tempo, la folla mi sfiorava ed i suoni mi raggiungevano ovattati. Senza accorgermene ero arrivata all'ingresso [...]

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Il cimitero

17 September 2026

I cimiteri mi piacciono. Non per le solite ragioni decadenti, per quella fascinazione letteraria verso la morte e i morti. Mi interessano soprattutto come architetture: spazi ordinati, geometrici, spesso rimasti ai margini della città mentre tutto intorno cambiava. Abito in un paese della Bassa [...]

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Ordinaria amministrazione

17 September 2026

L’assistente sanitaria aiutò l’anziano a distendersi sul letto e gli aggiustò il pigiama. Dalla bocca smunta e quasi senza denti apparve una smorfia golosa e ancestrale mentre una mano rattrappita e nodosa si allungò verso la scollatura del camice bianco. L’assistente corrugò la fronte e serrò [...]

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Innamorarsi (1/2)

16 September 2026

Averlo incontrato era stato un puro caso: lo avevo atteso alla stazione della metro ogni giorno per un'intera settimana, ma non era venuto. Solitamente prendeva la metro alle 18,45, scendeva ad una fermata prima della mia e si dileguava in mezzo alla folla che lo inghiottiva avida. Mi ero accorta [...]

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  • MaricaR: il mio commento è sparito. Comunque dicevo che il racconto mi era piaciuto [...]

  • zeroassoluto: Vediamo come prosegue...
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    Il viaggio è sempre [...]

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L’aspidistra ubriaca

16 September 2026

In una cantina umida che puzzava di mistero e fermentazione clandestina c’erano cinque damigiane piene di un liquido che Mastr’Angelo, il suocero di Enzuccio, chiamava con un ottimismo degno di un pioniere “il mio vino”. Ora, per le persone dotate di papille gustative ancora funzionanti, quella [...]

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  • zeroassoluto: Io avevo nonno Achille, che si dilettava a fare intrugli col vino... famosi [...]

  • Ondine: Bello e nostalgico. Figure in via di estizione. :) like

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Scrutini

16 September 2026

Mi è capitato molte volte di sentire genitori decantare le prestazioni scolastiche dei loro figli come fossero delle Ferrari: “Non studia mai, sta solo attento in classe ed è il più bravo. Fa solo quello che gli interessa”. Di ritorno a casa ero allora solito dire alla Zanna: “Tutti bravi i figli [...]

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L'Utopista

15 September 2026

Gli uomini che vogliono migliorare il mondo hanno tutti un difetto comune: cominciano dal mondo. Il professor Goffredo Malaspina, invece, aveva finito per convincersi che il problema fosse il tempo. Aveva studiato il passato e lo aveva trovato pieno di guerre, epidemie, miseria, superstizioni e [...]

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    Fortuna che si tratta di un [...]

  • MaricaR: Come sarebbe bello se si potesse fermare il tempo nel momento in cui la vita [...]

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La strada

15 September 2026

Quando Arturo uscì di casa, non aveva una meta. Aveva soltanto deciso di camminare. La strada davanti a lui era lunga e quasi deserta. Era una di quelle strade di periferia che sembrano non portare da nessuna parte: due file di case, qualche negozio ancora chiuso, un distributore di benzina e, [...]

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La regina della casa

15 September 2026

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Il vero nome del vento

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La Signora del Noir Mediterraneo

Ritratto di Ornella P., in arte Millicent Darkmorrow, tra copertine rubate e sette copie vendute (tre delle quali sue)

Miu
14 September 2026

Alle sette e quaranta del mattino, Ornella P., in arte Millicent Darkmorrow, scrittrice di racconti erotici noir, era già al lavoro davanti al computer. Aveva appena salvato tre nuove fotografie per le sue copertine. Nella prima c'era una figura bellissima che sorseggiava caffè leccandosi lentamente [...]

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Liane Di Fuoco

14 September 2026

In fulgida aurora d’estiva stagione, quando l’aurea luce sfiora i petali d’oro, s’alza il mormorio d’un amor sottile, nascente fiamma in cuor di sole ardente. Sfolgora, o incanto, tra le fronde obscure, dove il tempo si disfa in vapori di seta, e il respiro dell’anima s’intreccia [...]

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