Lavoro, viaggi, un po’ di vita mondana…. Questa era la sua vita. Ogni volta che sentiva la pressione schiacciarla si rifugiava nel suo appartamento fuori città, accogliente ed arredato con gusto; per staccare la spina le bastavano un cocktail bevuto sul suo balcone e un buon libro. Ogni tanto si sentiva sola, certo, ogni donna ha bisogno di un sano contatto fisico con l’universo maschile, ma con il tempo aveva imparato ad usare gli uomini come molti di loro facevano con le donne, allacciando relazioni basate solo sul sesso. Non voleva sentimentalismi, non voleva legami ed ogni volta che qualche uomo si mostrava intenzionato ad un impegno importante e duraturo, lei faceva un passo indietro. Loro le assicuravano che non le avrebbero impedito di fare la vita che voleva, non avrebbero preteso figli o sacrifici da parte sua, ma Paola partiva già prevenuta, forte delle sue esperienza e dello stereotipo delle relazioni sentimentali. Si chiedeva se davvero un uomo avrebbe accettato al suo fianco una donna con più successo di lui, se davvero avrebbe gradito cene precotte e l’assenza quasi totale del tipico ménage familiare. Forse un uomo così esisteva ma, o non lo aveva ancora incontrato, o non si era innamorata abbastanza da provare.

La sua vita mondana non era molto attiva, spesso si concentrava in meeting di lavoro o serate con l’amante di turno. Tra le sue amiche c’era un venti per cento di single convinte con cui sentiva un pizzico di affinità in più, però Paola era sicura che quel venti per cento in realtà invidiasse il restante ottanta, con la loro routine familiare, il mutuo e le liti con i figli per il disordine. Lei era quel numero oltre la percentuale, la voce fuori dal coro che amava la sua vita esattamente com’era.

Molto spesso doveva fare i conti con chi pensava di avere la risposta alla sua solitudine, sentenziando che fosse una donna fredda che non era capace di amare. Altre volte si era trovata di fronte a ferree convinzioni sulla sua presunta omosessualità, idee che venivano sempre partorite da uomini incapaci sul lavoro come a letto. Magari fosse stata lesbica, sarebbe stato tutto più semplice! Non avrebbe dovuto giustificarsi per il fatto di non volere figli, così per i colleghi sarebbe diventata persino più attraente, tutti intenti ad immaginarla in un teatrino erotico tra donne. Il giudizio più pesante però, quello che affrontava con maggior fatica, era quello di sua madre. Tradizionalista donna d’altri tempi non mancava di scoccare frecciate ogni volta che la vedeva. La sua critica era sottile, non le diceva apertamente che stava sprecando la sua vita ma non perdeva occasione di sottolineare come la famiglia di sua sorella fosse perfetta. Mamma realizzata, moglie devota di un marito che portava a casa un degno stipendio per permettere a lei di crescere i loro tre bambini. Paola aveva provato a ripeterle che quello che andava bene per Sara non andava bene per lei, ma era difficile scalfire una mentalità così radicata dell’educazione ricevuta. Era inutile che le dicesse che stava bene così, che si sentiva pienamente soddisfatta della sua vita e non la mancavano affatto notti insonni dovute a figli. Non le mancava nemmeno un uomo accanto, perché poteva fare benissimo grandi scopate con chi voleva, senza poi dover pregare quell’uomo di tirare su la tavoletta del water. Allo scorrazzare i figli in macchina tra scuola, palestra e compleanni, preferiva due giorni a Barcellona o il circolo del tennis. Certo non avrebbe mai gioito per la prima parola, il primo passo o la laurea del proprio figlio, ma niente le poteva impedire essere una zia fiera.

Era duro vedersi quello sguardo addosso ogni domenica, quando andava a pranzo dai suoi, e la feriva sentire sua madre che parlava di lei come se si trattasse di una zitella inacidita che non era riuscita a trovare marito, con quel tono penitente nella voce, come se avere una figlia ‘così’ fosse stato un suo errore. Sara la rincuorava come poteva, spesso prendendo le sue difese con la loro madre. Accettava le sue scelte, questo sì, perché al giorno d’oggi non si doveva vivere dentro a stereotipi che t’imprigionano solo per il dovere di mantenere un certo status, ma la sua stessa natura la portava a non comprenderla fino in fondo. In un certo senso quindi sì, Paola era sola, ma non come pensavano tutti, era sola perché si sentiva l’unica della sua specie, aliena in un mondo di umani.

Guardò l’orologio, stava correndo da quasi un’ora e il cuore era restato costante sui centosettanta battiti al minuto. Era passata davanti al lungo cespuglio fiorito almeno una trentina di volte. I ragazzi che giocavano a pallone si stavano riposando all’ombra, le coppiette continuavano ad amoreggiare e un paio di famiglie in bicicletta si erano fermate e mostrare ai più piccoli le tartarughe che si scaldavano al sole ai bordi del laghetto.

Da almeno una decina di giri passava accanto ad una donna piuttosto in carne, più o meno della sua età, che camminava a passi svelti per il sentiero. Paola era riuscita a vedere che portava la fede e molto probabilmente aveva anche un paio di figli. Immaginò che quella camminata fosse la sua ora d’aria, l’unico momento della settimana in cui poteva abbandonare tutto e dedicarsi un po’ a sé. Chissà cosa le avrebbe detto quella donna se fosse venuta a sapere che lei si poteva concedere quel tempo praticamente ogni volta che voleva, forse l’avrebbe invidiata o forse avrebbe scosso il capo in senso di disapprovazione. Magari avrebbe rispettato la sua scelta di essere diversa dalla massa e l’avrebbe lodata per il coraggio di sovvertire un ordine tanto antico e radicato nella cultura del mondo, o forse le avrebbe semplicemente detto che poteva fare della sua vita esattamente quello che voleva. Paola oltrepassò ancora quella donna e le accennò un piccolo sorriso, poi si diresse per l’ultima volta verso quei fiori variopinti. L’odore dell’erba tagliata ed il vento caldo le picchiavano ancora addosso, in quel bel pomeriggio di giugno non poteva fare a meno di sentirsi felice ed appagata per la vita che aveva deciso di vivere: la sua!

 

Tutti i racconti

4
4
74

L'accendino

19 February 2026

Non ho voglia di aspettare, fa molto freddo e già cade qualche fiocco dal cielo nero. Guardo le strade illuminate dai lampioni per vedere se arriva, ma ormai è una speranza inutile. Sarebbe stato meglio stare in camera, sul letto, al buio, dove nessuno può vedere le lacrime scorrere. Non posso [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Adribel: il testo è malinconico, spero che sia fantasia. Nella vita bisogna andare [...]

  • Lo Scrittore: la speranza è solo una piccola fiammella che attira lo sguardo nascondendo [...]

5
9
100

Quando scriverai

19 February 2026

Quando scriverai Quando sarai grande forse scriverai di me Per ricordare o mettere a posto alcuni oggetti Sparsi nella vita e mai più ritornati Basterà anche un foglio un po' stropicciato In fondo io ero così Imponente figura e spigolosa bocca Mani pesanti e scarpe strette da lacci di colore [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Lo Scrittore: alla fine i padri non sono mai contenti del loro rapporto con i figli, resta [...]

  • Riccardo: grazie Scrittore, questo che descrivo è in realta un padre incapace [...]

3
6
84

Mano nella mano

19 February 2026

Tutti i personaggi e gli eventi descritti in questo racconto sono frutto della fantasia dell’autore. Qualsiasi somiglianza con persone reali è puramente casuale. Angela fingeva fosse una giornata come tante altre, ma dentro di sé sentiva un dolore profondo. Da una settimana era oggetto di bullismo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

4
6
51

TURBANTE BLU

18 February 2026

Un turbante blu ben calzato, la giacca grigia, la borsetta in grembo stretta tra le mani, sguardo silenzioso verso il pavimento… Due posti prima, un uomo con i capelli bianchi e una giacca verde attende pensoso. Primo piano, day hospital oncologico. Oltre la porta di un discutibile color rosa, [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Rubrus: Un racconto "per sottrazione" ma non per questo privo di messaggi [...]

  • Lo Scrittore: una porta chiusa, la curiosità ti spinge ad aprire ed ecco uno sguardo [...]

10
11
83

Maschi e Femmine: istruzioni per l’uso

Chi si riconosce… probabilmente sta già controllando gli angoli.

Miu
18 February 2026

Questo racconto è tratto da una storia vera, anche se le mele non sono mele, il Paradiso non è un Paradiso e il dinosauro-porto, purtroppo, non esiste. Per il resto, ogni riferimento a persone reali è puramente intenzionale. Da sempre mi chiedo come sia possibile che il genere umano, pur diviso [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Rubrus: Oddio, secondo me gli esseri umani, maschi compresi, sono troppo poco logici. [...]

  • Lo Scrittore: caspita! moooolto intrigante, la mela cubica mi mancava, davvero interessante [...]

6
7
131

Ermete Voglino, nome di battaglia “Don Ciccio” e Luigi Fassio, chiamato “Baffo”, due partigiani uniti da un tragico destino

18 February 2026

Inizio estate 1944, in barriera di Milano, a Torino, c’è un’osteria gestita da marito, moglie e dal figlio Giuseppe, che dal 10 febbraio è partigiano nella 101ª Brigata Garibaldi con il nome di battaglia “Zan”. Il caldo si fa già sentire, ma non più il suono della tromba di Pino, che da mesi verso [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Rubrus: La guerra è finita da 81 anni fra poco, quindi coloro che la ricordano [...]

  • Lo Scrittore: una pagina di storia strappata da un diario di guerra. situazioni ed eventi [...]

1
5
185

Sostanza

17 February 2026

Chiusi gli occhi pensando, pensandoti; L’unica cosa a cui riuscivo a pensare erano i tuoi occhi, e a quel modo di battere le palpebre e l’incavatura delle sopracciglia, & fare di tutta la stanza un nascondiglio segreto tra le tue labbra. I tratti umani dentro ai quali mi confondo, reduci [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • mysterywhiteboy: in realtà sono separate tra loro, fanno parte dello stesso contesto/raccolta [...]

  • Miu: Magari se ci metti ad ogni testo il suo titolo in grassetto....è un [...]

3
3
110

Sul Grande Fiume 2/2

17 February 2026

Un’altra volta ospitammo un professore universitario. Lo chiamerò semplicemente il Professore. Diceva di aver scritto diversi saggi che erano stati relegati in una specie di limbo del sapere accademico. Sosteneva una teoria storiografica che lo aveva reso una sorta di eretico: secondo lui, nel [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Chichì: Bello. Offre molti spunti di riflessione.....bravo. Ciao!

  • Dax: Bello, malinconico.Like

15
18
109

Lo Spirito del West

16 February 2026

C'era una volta lo Spirito del West. Figlio dello Spirito dell'Avventura che da sempre accompagna l'umanità, è originario del sud-ovest nordamericano, un territorio chiamato Frontiera, e, per sua natura mai fermo, ha visitato nel tempo molti popoli e nazioni. Ha ispirato scrittori, cineasti, pittori [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Miu: Amo i racconti di frontiera, quelli con i cavalli, la polvere, i pistoleri, [...]

  • Lawrence Dryvalley: Lo Spirito ti ringrazia Miu! Sul mio account X scrivo dei microracconti che [...]

5
4
104

Sul Grande Fiume 1/2

16 February 2026

Nessuno mi aveva mai chiesto di raccontare la storia della mia vita, ed è strano. Perché voglio parlarne? Non lo so. È una storia lunga. Perdonatemi se sarò prolissa. Non so nemmeno da dove iniziare. In un paese piccolo, ogni punto potrebbe sembrare un inizio, e sceglierne uno a caso suona quasi [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

5
10
124

VOGLIA DI TORNAR BAMBINI

15 February 2026

Dimenticare il mondo in un eremo, dimenticare il mondo in un faro o nella stanza segreta dei propri sogni, raccogliersi in una bolla di sapone per rimanere soli con sé stessi… difficile ma potenzialmente stupendo. La pioggia battente ha aperto le danze in questo inizio di giorno indeciso e accende [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dax: Tempi dolci per i bambini dell'epoca...se si è bambini con una famiglia [...]

  • Chichì: Hai proprio ragione, Dax. Solo da adulti ci si rende conto di quanto era bello [...]

6
7
121

La Mia Prof. di Educazione Artistica

15 February 2026

Fin da piccolo mi è sempre piaciuto disegnare, mi veniva bene, era una cosa che mi faceva sentire sicuro, forte. In seconda media avevo un certo Ronzoni come insegnante di educazione artistica, come si chiamava all’epoca. Ci faceva fare qualche scarabocchio con la penna e basta, mentre preferivo [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • GiorgioPetenatti: Buongiorno grazie dei commenti. purtoppo ho poco tempo e strappo di fretta [...]

  • Dax: Bello. Avere la meraviglia accesa è un dono, vedere un lembo di realtà [...]

Torna su