Mi è tornato in mente tutto qualche tempo fa, entrando in un ambulatorio per una visita di routine.
Basta poco, a volte, per aprire cassetti della memoria che credevi chiusi.

 

C'è un tipo di imbarazzo che non si scorda mai, perché non è solo un momento di vergogna passeggero, ma un ricordo che resta ben conservato, in una sorta di “formaldeide artica”.


Si tratta di quella sensazione di essere esposti intimamente davanti a estranei, anche se medici.
In un caso, l’esposizione è stata imposta dalla logica burocratica di un sistema che non si fermava a chiedere; nell’altro, è stata forzata dal corpo e dalla percezione del freddo, ma il risultato è stato lo stesso: improvvisamente nudo, sono diventato un oggetto da ispezionare in presenza di terzi, senza che io potessi esprimere un consenso.


-

La prima situazione, allora, non la potevo ancora capire del tutto: avevo dieci anni e la stanza era come divisa in due. La civiltà, con scrivania, sedie e il medico anziano che parlava con mamma e papà; e la periferia, io, un lettino, e un medico più giovane che mi visitava alle loro spalle, in un alone di completa indipendenza narrativa.

 

Prima di iniziare la visita, la mamma mi aveva aiutato a spogliarmi e indossavo solo mutande, maglietta intima e calzini. Il medico giovane mi chiedeva di togliere maglietta e calzini, ma continuava a parlare col collega, a turno, come chi scambia battute da finestra a finestra. Mi sedetti sul lettino, gambe incrociate, i piedi che cercavano calore su un lenzuolo che non ne aveva. Mi sembrava non finissero mai di parlare.

Poi il dottore si girò. Mi visitò braccia, spalle, schiena. Mi fece stendere, alzare le gambe, piegare. Io obbedivo, abituato alla logica medica: se lo chiede, è necessario. Il dottore anziano, intanto, disquisiva con i miei della fisioterapia a giorni alterni. I miei si preoccupavano per la scuola. Lui, senza nemmeno girarsi: «I bambini sono fatti così. E comunque, se è da fare, si fa».

 

Fu in quel momento, con la mia attenzione divisa tra le gambe che avevo appena posato sul lettino e la conversazione burocratica, che il medico giovane, senza preavviso, senza spiegazione, come se stesse alzando il coperchio di una scatola per controllarne il contenuto, sollevò l’elastico delle mie mutande, guardò sotto, lo rimise a posto.

 

Mi irrigidii. Lui notò il mio irrigidimento, mi guardò, sorrise. Un sorriso rassicurante, paternalistico, del tipo non fare quella faccia. Poi si voltò e riprese a parlare col collega.

 

C’era stato un silenzio istituzionale, rotto dal rumore delle parole dei grandi che decidevano la mia agenda terapeutica a pochi metri di distanza, senza sapere (o senza voler sapere?) che nel frattempo il mio corpo era stato ispezionato e chiuso come un cassetto. Sul momento non capii cosa mi avesse messo così a disagio, e proprio per questo non dissi nulla. Dopotutto, pensavo, mamma e papà mi avevano visto nudo un sacco di volte, e poi quello era un medico.

 

Oggi quel medico giovane, suppongo, chiederebbe il consenso. Spiegherebbe. Ci sarebbe forse un foglio da firmare, una dicitura, un gesto rassicurante ma protocollato. E forse questo è meglio. Sicuramente è più giusto. 

Tutti i racconti

0
0
2

Lo Scorpione Giallo (2/4)

L'ombra

26 August 2026

Sei minuti … Ormai il dado era tratto. Non poteva tornare indietro, non avrebbe più fatto in tempo. Quasi ne fu sollevato al pensiero. Non avrebbe avuto possibilità di fuga. Ma lui non fuggiva. Nuvole cariche d'acqua cominciavano a formarsi sopra la sua testa. Ma anziché rinfrescare aumentavano [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

0
0
3

L'imbarazzo che resta - il silenzio (1/3)

Riflessione sui modi di restare "nudo"

26 August 2026

Mi è tornato in mente tutto qualche tempo fa, entrando in un ambulatorio per una visita di routine. Basta poco, a volte, per aprire cassetti della memoria che credevi chiusi. C'è un tipo di imbarazzo che non si scorda mai, perché non è solo un momento di vergogna passeggero, ma un ricordo che [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
3
19

Lo Scorpione Giallo (1/4)

Capitolo 1 (prima parte)

25 August 2026

Nove minuti … Nove fottutissimi minuti lo separavano dalla salvezza. O dal baratro. Punti di vista. Stava sudando copiosamente ed il respiro si faceva sempre più affannoso. Il fatto che aspirasse una sigaretta dietro l'altra non lo aiutava certo a calmarsi. Ne aveva fumate una mezza dozzina [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • MaricaR: e poi? quanto ci tocca aspettare per saperne di più?

  • zeroassoluto: 9 minuti... 2 minuti a racconto, quindi 4 giorni!!!
    Rilassatevi: arriveranno [...]

3
4
26

Ritratto di un Ferragosto contro-corrente

25 August 2026

Nel bel mezzo di un’Estate dispensatrice di gradi furiosi, con la giornata odierna inzuppata di umidità padana, mi ritrovo ad imbrattare un’innocente quaderno armata della mia penna rossa, complice un po' logorroica di tante mie pazzie. Di certo, Ferragosto qui in città è uno status da mosca bianca [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Chichì: Grazie per aver apprezzato. Terrò conto dei suggerimenti ma purtroppo [...]

  • zeroassoluto: Anch'io ho scritto un pezzo su questo ferragosto 2026... di prossima pubblicazione.
    In [...]

5
4
37

RV 5564 IL TRENO DELLA SPERANZA

24 August 2026

Ore 5,10 A.M. Binario 3. Poche sparute persone in attesa sulla banchina ferroviaria della stazione. Il cicalino segnala le aperture delle porte del treno regionale. Il treno ancora avvolto dalla notte sul finire di una estate infuocata, si muove lento facendosi spazio tra pali fili elettrici [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • zeroassoluto: Bravo Nick.
    Ho riconosciuto lo sferragliare del treno regionale sulla costa [...]

  • Jean-Jacques Rousseau: Bravissimo! e bel racconto hai sfruttato in modo eccellente il topos del viaggio [...]

3
2
19

MARZIANO

CENTRALE PARANOICA 12

24 August 2026

Hi, qui è la Centrale Paranoica! Ma davvero ci credete? Sono la Centrale Paranoica dal Transcend Village o un dirty joke del dott. Stella, o ancora un trucco del CONTROLLO infiltrato nella zona libera o un’altra mascherina ancora dietro cui si nasconde un Ubik cannibale? Siete vulnerabili alla [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

10
10
79

Un messaggio dal passato

23 August 2026

Quando mia madre è morta, è successo qualcosa che non avevo previsto. Il dolore, invece di lasciarmi immobile, mi ha spinto all’indietro. Sempre più indietro. Avevo bisogno di scavare nel passato, perché era l’unico modo che mi era rimasto per immaginare un futuro senza di lei. Così ho cominciato [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

5
6
63

Lo strapazzo, poi mi ammazzo

23 August 2026

Era bello che per quel giorno lavorassimo accanto, troppo tempo era passato. Mi disse subito che la bambina stava più che bene e per piacere di non farle altre domande. Avevo un sorrisetto destato dall'ammirazione per la splendida forma fisica della mia ex moglie, inebetito e pronto a pagare le [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: Azz, intenso.Ma perché suicidarsi?Like

  • Jeanjeudi: Nell'innamoramento ("In-amore- mento"), può succedere [...]

5
7
52

IL RACCONTO DI DIO

DIO SI FA UN GIRO NEL QUARTIERE

22 August 2026

Erano giorni che si diceva che nel quartiere girasse una macchina sospetta. Un attentatore, forse, ma chi veniva ad attentare alla vita di disperati come noi? Le bombe, se ci vedevano, sarebbero implose da sole. Allora, l’ipotesi più accreditata era che potesse essere un maniaco. Io ascoltavo questi [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Ondine: Originale e ben scritto. Ho apprezzato molto anche i commenti.

  • zeroassoluto: Benvenuto "ragazzo"!!!
    Ho super apprezzato...

5
5
34

La mia famiglia

22 August 2026

La mia famiglia è sparpagliata. Un pezzo qua e un pezzo là. Amiche lontane e vicine, sorelle nel cuore, ognuna con la sua vita e presenti come anime fluttuanti. Vecchi amori che restano, trasformati, migliorati. È due creature che parlano una lingua diversa dalla mia, fatta di carezze, accudimento [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • zeroassoluto: A volte non sappiamo chi siamo e cerchiamo spasmodicamente di ricomporci.
    Ma [...]

  • ducapaso: Spettatrice, quindi il denominatore comune della tua famiglia sei tu?
    Un [...]

7
15
69

Pedicure

… un giorno lontano in autobus…

21 August 2026

Quel vecchio la guardava con un occhio solo; l’altro non si capiva bene dove puntasse, ma quello buono era fisso su di lei. Si girò dall’altra parte e si spostò più in là. La fissava ancora. Sì. Anzi, i loro sguardi si incrociarono: o meglio, gli occhi di lei incontrarono l’unico occhio di lui. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Ondine: Ciao Riccardo,
    Scoprendo Forrester, l'ho visto e anche più di [...]

  • Rosa rosa: Mi hai fatto volare, grazie!

4
11
45

Gabriel

21 August 2026

Uno sguardo di troppo Un incontro forzato Uno sparo nel buio Una giusta condanna Gabriel do Santos anni 25 brasiliano, bianco, capelli biondi, pelle ambrata e corpo da efebo. Gesti gentili, ma occhi freddi e determinati. Ora era in piedi reggendo sulle mani il kit di vestiario che l’Istituto [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dax: Un racconto che sa fi vento gelido. like

  • Teo Bo: Urka! Momento giallo vissuto con intensità. Grazie per la gratificazione [...]

Torna su