Peace  & love. Ne è passato di tempo da quando mi feci crescere i capelli lunghi ed aperto all'amore universale, infilavo fiori dentro ai cannoni dei signori della guerra e nei rave musicali, suonavo la mia chitarra mentre il pubblico faceva all'amore sui prati in fiore. Era un periodo di speranza e di ricerca interiore, un cammino che ci aveva fatto lasciare gli orrori della guerra vissuta e subita in casa, una  guerra nata per liberarci dalle grinfie del totalitarismo e passare a quel boom postbellum che ci vide sulla vespa 50 o dentro la 500 utilitaria sulle strade asfaltate del mondo.E mentre ci ribellavamo ai padri sognavamo di realizzare il novus mundus sorretto dalla libertà, dalla pace e dall'amore. Intanto in Vietnam si moriva e noi gridavamo no ad una nuova guerra ingiusta. Si giurava che mai e poi mai una nuova guerra avrebbe contaminato la nostra quotidianità ed intossicato  le nostre vite. Ed esplose la guerra dei brigatisti contro lo stato ed il vento dell'odio politicizzato soffiò ancora più forte. E mentre cadevano uomini sotto le tenebre dello scontro alla cieca si combattevano altri conflitti nel mondo, si moriva di fame. È la guerra nella ex jugoslavia scatenava altro razzismo multietnico e religioso e si rividero gli stessi scenari di una shoah che aveva infangato le nostre coscienze. Poi guerre per il controllo petrolifero, l' undici settembre, la guerra contro l'Iraq, la fine di regimi. Ed il terrorismo Integralista nel conflitto araboisraeliano, le intifada. Peace & Love. Ma dove erano andate? Dove erano state sepolte? La guerra è come una ruggine che lentamente corrode e fa precipitare nel baratro della nostra incoscienza di uomini. Ora si discute se accettare chi scappa dalla guerra nei loro paesi mentre si danno antiche giustificazioni di carattere religioso per coprire la sete di potere e di controllo da parte di un ristretto numero di uomini sugli altri uomini. Dal cassetto della mia gioventù avevo tirato fuori fortuitamente gli occhialini rotondi del mio ribellismo alla violenza di un tempo. Gli occhialini da cui un tempo  avevo gridato peace &love. E guardandoli mi misi a piangere mentre arrivava la notizia di un'ulteriore strage di mIgranti nelle acque dell'Egeo. Rimasi impotente dietro lo schermo Smart- tv a questa eterna malvagità umana ed al suo interiore sconvolgimento per i soldi, il potere ed il possesso.  

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Che gli dico a quelli

fine partita

18 March 2019

La partita era terminata da almeno dieci minuti e l’euforia dei vincitori contrastava nettamente con i volti tesi di chi aveva perso, la squadra perdente si era ritirata negli spogliatoi con aria mogia e le facce tristi. L’aria era pesante e l’allenatore stava guardando in faccia i suoi uomini [...]

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Abraxas – Riti dell’oltretomba

18 March 2019

“Abraxas - Riti dall’oltretomba”: terzo lungometraggio di Roger A. Fratter, regista indie bergamasco che si cimenta da più di vent’anni anni nella cosiddetta cinematografia di genere, rivivendola con peculiare dedizione e competenza, richiamando attraverso i suoi lavori gli antichi fasti di quel [...]

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  • Walter Fest: Grande Giuseppe... ma questa passione per il cinema come ti è nata?

  • Puccia: WOW, superlativo, puoi aggiungere un altro tassello al tuo curriculum di scrittore. [...]

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Il ragazzo d'oro - 2/2

17 March 2019

Dalle casse fuoriuscì la voce del front man dei New Trolls che cantava: «Quando tornava mio padre sentivo le voci, dimenticavo i miei giochi e correvo lì. Mi nascondevo nell'ombra del grande giardino e lo sfidavo a cercarci: io sono qui». Prese un lungo respiro. Guardò fuori. Buio. Era l'atmosfera [...]

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Rapido romanzetto

17 March 2019

Rotolandomi come un ramarro rugoso dell'Isola di Rarotonga, nella rena di una spiaggia di Rapallo, mi ricordai di dover raccogliere le adesioni per l'organizzazione della "Fiera del rutto libero" di Rivisondoli, subito dopo la "Sagra della bibita gasata" sponsorizzata dalla ditta romana di aria [...]

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agiochi di ieri, di oggi e di domani

16 March 2019

i giochi di ieri non erano mai al chiuso, perlopiù avvenivano in strada. Ricordo che all'uscita di scuola giocavo con i miei compagni ai quattro cantoni, moscacieca, nascondino e tante altre forme ludiche con variazioni sul tema e ogni volta si inseriva una variante nuova allo stesso gioco. Come [...]

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Il ragazzo d'oro - 1/2

16 March 2019

– Basta! A pallone non ci giochi più! – sbottò Claudio, suo padre. Quarantacinque anni. Burbero. Alito alcolico. Grasso. Si pulì la bazza con un tovagliolo. Trasecolò due dita di Tavernello. Ruttò. – Ma babbo. Lo sai quanto ci tengo, – miagolò Alan. – Lo sa... – Niente sa, – lo interruppe lui. [...]

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  • flavia: Che tristezza l'egoismo dei grandi distrugge.i sogni di un bambino senza.comprensione [...]

  • Ilaria: Triste, spezza il cuore ma riporta alla realtà di questa società [...]

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Il libro magico - 2/2

Gertrude si difende

15 March 2019

Così dicendo s’intrufolò in un buco nella parete della cucina, quello che serviva per far uscire i cattivi odori, e scomparve. Gertrude si allontanò per un attimo per poi tornare quasi subito, si mise seduta davanti alla porta e aspettò. Passarono più di dieci minuti prima che la maniglia della [...]

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Quando posso

poesia

15 March 2019

Quando posso torno al portone dove non abiti più. Malgrado la vita che ci ha portati lontani il mio polo magnetico resta qui. Qui, dove si dipartono il Nord, il Sud, l'Est e l'Ovest perché tutte le storie del mondo dovrebbero iniziare con l'amore.

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Il libro magico - 1/2

il pericolo in arrivo

14 March 2019

Oltre il regno della neve e del gelo dove vive Babbo Natale con gli elfi e le sue amate renne, andando verso oriente e camminando per giorni e giorni si arriva in una città chiamata Blacktown. Un posto altrettanto freddo, ma del tutto privo di luce, di alberi e di animali. In quelle terre c’è un [...]

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Parodia di (Pensieri e parole) di Lucio Battisti

14 March 2019

Che ne sai di un bambino che spiava/ la vicina di casa e si toccava/ delle pippe che faceva su in solaio, che ne sai/ E il pisello già chiuso in una mano/ in un cinema porno di Milano/ che ne sai di sto' cazzo di mania che ne sai? Conosci me, la mia realtà/ son quarant'anni che mi tocco o giù di [...]

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PIOGGIA

13 March 2019

In una piovosa giornata autunnale Vagheggiando fra le carte inutili Ascolto la voce del vento ululare dietro i vetri. Non mi perderò Ancorato come sono al gomito della terra.

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5,5 domande a Walter Festuccia

13 March 2019

*Io vorrei da sapé un po’ de cose da te, visto che nun te conosco bene, so’ solo 45 anni 6 mesi e 5 giorni che se conoscemo *Caro Dario e mo' vie' er bello, prima di tutto chiariamo ai nostri amici che nonostante l'età siamo forti e tenaci e non invecchieremo mai (fra le nostre aspirazioni c'è [...]

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