Va detto che non era la prima volta che uscivano tutti assieme per andare a cena fuori. Tuttavia non si erano mai azzardati a recarsi in un ristorante stellato, o quantomeno in qualcosa che gli potesse assomigliare. Fu per questo che ripiegarono su un locale dal nome di grido, un qualcosa che andasse di moda, tipo un ristorante dal nome rustico ma che celava classe e cucina da gourmet, per dire.

Fatto sta che quella sera a un tavolo del celebre Da Beppaccio alla Casupola di Merda, Valerio e Ilaria, la classica giovane coppia con tanto di figlio cinquenne, avevano appena finito di ordinare con un certo nervosismo. Almeno da parte di lui.

Infatti Valerio, da bravo padre esemplare, ci teneva molto che il figlio imparasse il giusto comportamento da tenere in posti rinomati come quello. Ilaria, dal canto suo, preferiva evitarsi le nevrosi.

“Allora Enrico, hai capito bene?” Disse Valerio per la quarantacinquesima volta. “Quando si beve, non si deve fare chiasso. Si beve adagio, con lunghi sorsi delicati, senza bagnare dappertutto…”

Enrico lo fissava con aria a metà tra l'annoiato e il compassionevole, senza dire una parola. Valerio quindi afferrò il suo bicchiere a calice.

“Ecco vedi, guarda papà, si deve fare così…”

Valerio ingollò due lunghe sorsate di acqua con fare raffinato e piglio discreto. Tuttavia, a causa dello sforzo fatto per risultare fine, l'acqua gli andò giù con dei gorgoglioni orrendi che fecero voltare la testa a tutto il ristorante, cameriere compreso. Con aria impanicata e una goccia di imbarazzato sudore che gli scendeva dalla fronte, Valerio si girò verso la clientela, farfugliando qualche genere di giustificazione, mentre Ilaria si nascose la faccia fra le mani, sconsolata. Enrico, dal canto suo, non aveva fatto una piega.

“Valerio…” mormorò lei.

“Eh dai, ma che potevo… insomma, non mi… eh… capito, Enrico? Si fa… uh…”

Archiviata la figura di sterco, Valerio fece in tempo a riacquistare il suo aplomb giusto in tempo per la prima portata. Ilaria si augurò dentro sé che il marito non se ne uscisse con qualche altra sua cosiddetta ‘lezione di comportamento sociale’, ma sapeva benissimo che era una causa persa. Cosa che lui, di lì a poco, dimostrò.

“Enrico, ascolta bene.” disse Valerio brandendo una coscia di pollo. “Questo si mangia con le posate, chiaro? Coltello e forchetta, sempre. Mai con le mani, è molto maleducato. Guarda papà, chiaro?"

Enrico rimase in silenzio a fissare il padre col suo solito sguardo di compatimento e non si scompose nemmeno quando la coscia di pollo partì come un UFO verso un tavolo a distanza record, causa piatto scivoloso e tecnica alquanto rimarchevole. Rimase impassibile persino quando Valerio, in tonalità rosso astice, si sprecava in scuse e giustificazioni a cliente e cameriere e Ilaria non aveva nemmeno il coraggio di guardare verso di loro. Quando lui tornò al tavolo, lei gli rivolse un'occhiata esasperata.

“Valerio, mi sembra che stasera abbiamo dato abbastanza spettacolo. Non credi sia il caso di…"

“Ila, credi che l'abbia fatto apposta?” La interruppe ancora purpureo. “Sto solo cercando di educare nostro figlio a comportarsi correttamente in posti come questo, per cui evita quegli sguardi e dammi corda, piuttosto. Adesso… oh porca…”

Valerio soffocò un'imprecazione sul nascere. Una macchia di unto, evidentemente frutto della coscia volante di poco prima, spiccava netta sulla sua camicia candida. Affrettandosi a coprirla col tovagliolo, cercò come meglio poteva di mantenere il sangue freddo.

“Valerio, che fai? Dai, è solo una macchia, la copri e a casa poi metto tutto a lavare…”

“Sai Ilaria, a volte la tua mancanza di riguardo mi sconvolge. Non si può restare in queste condizioni in posti così. Vieni Enrico, adesso papà ti fa vedere come si deve fare quando ci si macchia. E comunque, sempre tenere il tovagliolo sulle gambe…”

Ilaria scosse la testa sconsolata e tornò alla sua cena. Valerio si fece accompagnare dal figlio al bagno, dove fece in modo di trattare con molta cura la macchia con acqua e sapone, senza mai smettere di elargire istruzioni su come e cosa fare. Enrico, da inizio serata, non aveva ancora aperto bocca.

Terminata la difficile impresa, Valerio si avvicinò all'asciugatore automatico. 

“Ora Enrico, hai capito bene? Devi essere sempre pronto a rimediare. E ad assumerti le tue responsabilità. E anche… ma perché non funziona questo…”

Enrico, non si sa bene come e perché, si trovò ad assistere allo spettacolo del padre che, nel tentativo di capire perché l'asciugamani ad aria calda non si attivasse, si incastrò la mano nel bocchettone. Nel giro di mezzo minuto Valerio passò dalla spavalderia tipica del ‘non-devo-mostrarmi-imbecille-davanti-a-mio-figlio’, alla leggera preoccupazione, al panico disastroso. Se ne rimase lì a barbugliare e ululare stile lupo castrato per due minuti buoni, una mano intrappolata nel trabiccolo e l'altra che mulinava in aria, convinto che il malefico arnese avrebbe finito per cuocerlo a vapore o qualcosa del genere. Enrico, con la massima calma, uscì dal bagno e raggiunse la madre che ancora mangiava.

Quando Ilaria lo vide tornare da solo, pensò subito al peggio e fece un lungo sospiro.

“Mamma, papà l'ha fatto ancora.”

Ilaria sussurrò un'imprecazione e si alzò. 

“Va bene tesoro, siediti qui e stai buono, mamma ci metterà poco. Come sempre.”

Ilaria si diresse verso il bagno con passo svelto. Enrico rimase seduto a guardarla scomparire oltre la zona toilette, mentre un cameriere passò di lì e gli lanciò un'occhiata perplessa. Il bambino ricambiò lo sguardo.

“Mamma e papà sono un po' strani, a volte.” disse semplicemente.

Il cameriere scosse appena la testa e tornò al lavoro.

Tutti i racconti

3
5
16

Carne della mia carne

Un insegnante aggredito, un livido sul braccio e una cena dove la colpa viene cancellata. Storia di un fallimento educativo.

Miu
20 June 2026

Quando la scuola la chiamò, Elisa riconobbe il tono, quello che gli insegnanti usano per scaricarti addosso il problema prima che diventi legale. Non fece domande, prese le chiavi della macchina, chiuse la porta e uscì di casa. Mentre scendeva le scale pensò che dopo avrebbe dovuto ricordarsi di [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

3
1
18

Autogrill

Liberamente ispirato alla canzone omonima di Francesco Guccini

20 June 2026

Quel giorno non aveva intenzione di fermarsi. Voleva arrivare in anticipo, senza deviazioni né distrazioni, all’ultimo appuntamento della giornata: consulente editoriale per una prestigiosa casa editrice, proponeva libri d’arte, raffinati e costosi, a un pubblico di nicchia. Un mestiere elegante, [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Lo Scrittore: Parole che richiamano parole. Pur nella caotica visione di una umanità [...]

4
6
35

Primo mare (2/2)

Tratto da una storia vera

19 June 2026

«Già» convenne il vecchio continuando il suo lavoro. «Niente motori, GPS, niente bussole, niente sestante, fari, boe, mappe nautiche. Niente di niente. Da allora non è cambiato molto, in realtà». Si alzò lentamente, come un albero dopo una tempesta. All’uomo parve di sentire lo scricchiolio delle [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Rubrus: Grazie a tutti. Le vicende marinaresche sono piene di fatti insoliti. Quella [...]

  • Dax: Ho imparato qualcosa con piacevolezza. like

4
4
35

Eva alla Rocca

Storie di famiglia

19 June 2026

Eva arrivò alla Rocca tutta sudata, anche perché la sacca sulle spalle era piuttosto pesante. Mamma Rosa aveva calcolato tutto in base alla sua robustezza, ma il caldo e la salita avevano reso il carico più gravoso. Aveva già previsto gli abbracci e i commenti delle zie Metilde e Virginia e aveva [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Lo Scrittore: molto gradevole, specie l'ambientazione, Garfagnana e dintorni, posti dove [...]

  • Dax: Carino....like

4
5
34

Primo mare (1/2)

Tratto da una storia vera

18 June 2026

Era stato il primo mare, quello dell’infanzia, quello da cui s’innalzava il soffio vaporoso di Moby Dick e dove veleggiava Long John Silver cantando: “Quindici uomini, quindici uomini sulla cassa del morto”. Ce lo portava suo padre, anche d’inverno. Passeggiavano finché non arrivavano al molo, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

4
5
61

Salivo strette, ripide scale antiche

18 June 2026

Oltre la porticina erano corridoi, ricordo, con ampie vetrate affacciate sul cortile lastricato, attorniato da portici ai quattro lati. Ogni mattina, prima che la campana suonasse, la attendevo; e al suo apparire da quell'uscio, il cuore batteva forte e la parola mancava... Anche l’ultimo anno [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • zeroassoluto: La mia Mariarosa della prima elementare alle suore... bionda con le trecce, [...]

  • Dax: Crescere a volte fa scomparire la magia...lime

4
5
48

Eclissi postale

17 June 2026

Sabato mattina di fine Gennaio, plumbeo e gelido come il polveroso piazzale antistante il trasandato ufficio postale destinato a servire il disagiato quartiere popolare periferico. Il freddo pungente penetra impietoso ogni qualvolta un utente apre la porta d’ingresso, omettendo sistematicamente [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

4
4
39

Qual è la linea tra invadenza e supporto?

17 June 2026

Come si fa a delineare una linea tra supporto ed invadenza? Io penso di non averla mai superata, ma così facendo non mi sono mai nemmeno avvicinata troppo al vero e proprio supporto. So cosa è successo l'altra sera e sentirti stare così male non mi fa dormire. La notte mi assale questo senso di [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

1
1
25

Hala e le Montagne (parte 2/2)

17 June 2026

Il gruppo di guerrigliere avanza verso la casa dove si trovano Yousif e gli altri miliziani dell’ISIS. Gli uomini accerchiati usano le ultime munizioni per provare a salvarsi da una morte sempre più certa. Le guerrigliere della prima fila cominciano a correre e lanciano con precisione le bombe [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

7
8
44

I ricordi del Becchino: Rondini, zanzare e pipistrelli

16 June 2026

Il bollente sole di fine domenica colora l’orizzonte di rosso. Il furgone, accompagnato dallo stridore delle rondini che sfrecciano radenti sulle verdi spighe di grano, procede lentamente evitando buche e curiosi, affamati di notizie da condividere e da dimenticare. Arriviamo all’incrocio dove [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dario Mazzolini: sempre bello, un racconto che mi è piaciuto, ma appunto non è [...]

  • Lo Scrittore: una istantenea grottesca di una triste verità, la vita nel suo procedere [...]

2
3
32

Hala e le Montagne (parte 1/2)

16 June 2026

Tira un vento freddo dalle montagne del Sinjar. Luogo arcaico, roccioso e di tradizioni millenarie. Luogo di curdi, yazidi, turcomanni e arabi, abituati a vivere insieme da innumerevoli anni. Luogo oggi di devastazione, violenza, stupri e cadaveri lungo la strada. Dal catino di Sarajevo alla piana [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Dax: La guerra è purtroppo fento l'essere umano. Non si spiega perché, [...]

  • zeroassoluto: Guerra, guerra, guerra... ritorsioni a non finire per una libertà che [...]

4
7
34

Stasera si vince un milione

Esercizio di scrittura creativa - Il Conflitto

15 June 2026

L'addetto al trucco e parrucco ripassò del cerone sulle guance del politico. Poco più in là un collega scandiva il count down: “Tre, due, uno, ci siamo.” Lele Pai sorrise alla telecamera che lo inquadrava e dopo un breve convenevole si sedette davanti all’ospite per iniziare l’intervista. [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Dario Mazzolini: piaciuto molto.
    In pratica, assistiamo al classico talk show italiano dove [...]

  • Teo Bo: Grazie per il tempo che mi avete dedicato e per le belle parole con cui avete [...]

Torna su