Livia, supina sull’impalcatura, stava passando un leggero strato di smalto sull’affresco. Con un minuscolo pennello, cercava di ridare luce a quel volto annerito dal tempo. Ogni gesto richiedeva precisione assoluta, il solvente steso aveva tempi specifici e doveva essere applicato senza interruzione per non compromettere il lavoro. Era quel tipo di concentrazione che la isolava dal mondo, anche se non del tutto. Scese dal trabattello per prendere qualcosa che le mancava. Da una finestra della navata laterale vedeva il chiostro dell’ex convento. Qualcuno aprì la porta del locale caldaia: due uomini vestiti di scuro entrarono spingendo un carrello coperto da un telo. Dopo qualche minuto, uscirono senza il carrello. Le sembrò che uno dei due si sfilasse dei guanti in lattice e li infilò in tasca con un gesto rapido.

Livia si fermò, il pennello sospeso a mezz’aria. Guardò meglio. In quel momento pensò che aveva dovuto sostituire d’improvviso un’amica che lavorava al restauro la quale aveva avuto un’emergenza all’ultimo minuto. Forse aveva omesso di informarla che nel chiostro erano in corso dei lavori. Riprese a lavorare, ma ormai con la testa presa da quello che aveva appena visto. Poco dopo vide altre persone. Una rise nervosamente, un’altra si voltò a controllare il cortile prima di trascinarne una terza all’interno. Lei vide una macchia che pareva sangue sulla giacca di quello che veniva trascinato. Dalla struttura arrivò un colpo sordo, come qualcosa lasciato cadere, seguito da un ronzio elettrico intermittente.

Livia controllò l’orologio. Mancavano dieci minuti alla fine del trattamento. Doveva restare lì. Era sempre stata brava nel notare i particolari, nel ricostruire una figura partendo da frammenti. Un'altra persona entrò sola nel magazzino e non uscì. Il ronzio cessò improvvisamente.

Livia posò il pennello. Attraversò la navata con passo deciso e raggiunse il cortile. La porta del magazzino era chiusa.

Quella sera, Lisa sedeva sul divano con una tazza di tè ormai tiepida. Il pensiero della porta chiusa e delle figure misteriose continuava a tormentarla. Giorgio, suo marito, stava scrollando distrattamente il telefono.

«Giorgio… oggi ho visto qualcosa di strano al convento», iniziò Lisa. 

“La porta del vecchio magazzino… si apriva e chiudeva, persone che entravano e uscivano, e una… una di loro… aveva qualcosa che sembrava sangue sulla giacca.»

Giorgio alzò lo sguardo:

«Lisa, sarà sicuramente qualche manutenzione, forse operai che portano via roba vecchia. Non c’è nulla di cui preoccuparsi.»

Lei agitò la mano, frustrata. «No, non è così semplice! Ho visto più persone entrare e uscire. E il rumore… un colpo sordo, un ronzio elettrico… non mi sembra normale!»

«Suona drammatico lo ammetto», disse Giorgio ridendo piano. «Ma non stai esagerando? Magari qualcuno ha solo fatto cadere un secchio o stava smontando un impianto.»

Lisa scosse la testa. «Non capisci… io ero lì, ho visto tutto. E poi l’ultima persona è entrata da sola e non è più uscita. La porta dopo era chiusa. Non è un caso!»

Giorgio sospirò prendendole una mano tra le sue. «Ti conosco… lo sai. Però a volte la tua immaginazione fa sembrare tutto più misterioso di quanto non sia.»

Lisa serrò le mani a pugno, ma non cedette. «Forse, ma non riuscirò a smettere di pensarci. Domani voglio tornarci, devo capire cosa succede davvero.»

Giorgio scosse la testa sorridendo rassegnato. «Va bene verrò con te. Ora però andiamo a nanna che è tardi»

«Ok», rispose Lisa. 

E andarono a letto. 

Ma era più forte di lei: aspettò che il marito si addormentasse e uscì.

Livia si avviò verso il magazzino, il cuore in gola e gli occhi vigili nell’oscurità del cortile.

La notte avvolgeva l’ex convento in un silenzio quasi irreale. Livia si avvicinò al magazzino con passi attenti e la mente concentrata su ogni minimo rumore.

La porta era chiusa, come aveva temuto, ma qualcosa le faceva pensare che non fosse solo chiusa a chiave: sembrava… sigillata. Piccoli graffi lungo il bordo indicavano che qualcuno aveva tentato di forzarla. Livia si accovacciò, guardando meglio notò una fessura dalla quale filtrava una luce bluastra, intermittente, accompagnata da un leggero ronzio, simile a quello che aveva udito prima.

Con cautela, frugò nella borsa e tirò fuori il telefono, usando la torcia per illuminare la serratura. Provò a girare la maniglia lentamente: non cedette. Il ronzio si fece più intenso, e un brivido le corse lungo la schiena.

Decise allora di girare intorno al magazzino. Il cortile era vuoto, ma dietro l’angolo una piccola porta semi-nascosta dalla vegetazione e da vecchi bidoni. Il cuore di Livia batté più forte: non era stata lì prima, o almeno non ricordava. 

Si avvicinò e ascoltò. Dall’interno arrivavano voci soffocate e confuse. Poi un colpo sordo, seguito dal ronzio elettrico intermittente. Livia si accostò abbastanza da poter vedere, senza farsi notare: all’interno, tra le ombre, figure con giacche scure spingevano un carrello, ma non era coperto da un telo. Sul pavimento, vicino a una pila di vecchi contenitori metallici, un uomo giaceva immobile, e il suo braccio era sollevato in modo innaturale. Livia sentì un nodo alla gola ma doveva sapere di più.

 

 

Tutti i racconti

0
0
5

Dare un colore all’ombra 1/2

31 January 2026

Livia, supina sull’impalcatura, stava passando un leggero strato di smalto sull’affresco. Con un minuscolo pennello, cercava di ridare luce a quel volto annerito dal tempo. Ogni gesto richiedeva precisione assoluta, il solvente steso aveva tempi specifici e doveva essere applicato senza interruzione [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

0
0
5

Ipocondria

31 January 2026

Marta aveva un rituale. Ogni mattina, prima di alzarsi dal letto, apriva l’app del meteo e poi quella del monitoraggio dei sintomi della salute. Non era, questa, una vera app medica, era più un forum chiamato “Corpo e Disgrazie”, dove utenti anonimi si scambiavano diagnosi improbabili e consigli [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

6
7
57

Pedalata assistita

30 January 2026

Ero già avanti con gli anni quando decisi di passare dalla scrivania alla bicicletta. Cresciuto in un’epoca in cui il “maschio” godeva di esagerati privilegi, a fronte di dover sempre essere degno di appartenere al sesso considerato forte, nonostante la mia interiore certezza circa la parità [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • An Old Luca: Grazie a tutti per l'interesse.
    Io e la mia autostima siamo molto lieti [...]

  • U1857: Salutami l'autostima 😁❤
    Stefano

4
5
79

Il predatore

30 January 2026

Il canto stonato di un uccello notturno lo stava facendo impazzire. Quel maledetto gracchiava a singhiozzo come un antifurto e non sembrava intenzionato a smettere. Avrebbe continuato per tutta la notte, non gli avrebbe fatto chiudere occhio, anche perché in quel momento era incapace di ignorarlo. [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

1
2
59

L'uomo con la cravatta (2/2)

29 January 2026

“Forse è ora di liberarsi da tutta questa burocrazia” aveva detto un collega mentre lui cercava di raccogliere il tessuto della cravatta adagiato sul tavolo. Poi era avanzato l’omino che, lui sì, indossava la cravatta, e lo faceva con eleganza, garbo. Peraltro era un capo di sicuro pregio, lo si [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

6
6
85

È arrivata la Befana!

29 January 2026

“Tutto pronto.”. Ilaria controllò con dovizia ogni cosa, non poteva permettersi un solo errore. Per giorni si era preparata a quell’evento e sbagliare non era contemplato. Non lavorava da mesi e l'esistenza le aveva già scaraventato addosso tutti i demoni che abitano l'inferno. La perdita dell’impiego [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
2
59

L'uomo con la cravatta (1/2)

28 January 2026

Con una strana lentezza, l’enorme ombra cilindrica si allungò sopra la sua testa. Era di tale estensione che non se ne vedevano i confini, ammesso beninteso che ne avesse. L’oblunga oscurità pareva a tratti puntellare il cielo plumbeo, che in effetti figurava fragile e destinato a rovinare sugli [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

5
7
111

Il bambino del tappeto

28 January 2026

C’era una volta un bambino che viveva sotto i tappeti della casa. Anzi, era nato proprio lì, sotto i tappeti. Un giorno la cameriera, spazzando, sollevò un tappeto. Lo faceva ogni giorno, come tutte le cameriere del mondo: ammassare sotto il tappeto lo sporco con la scopa. Ma quel giorno, quando [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • AliDiNotte: Grazie a tutti ma in particolare ad Adribel :)

  • Lo Scrittore: bella storia surreale e fantastica, mi ricorda un film di animazione molto [...]

4
5
68

Cosa successe quella notte

27 January 2026

La notte scelta fu quella dell’11 aprile 1904. Enrico Fumagalli e Sandro Mariani sarebbero entrati nel palazzo del barone Cesare Rodolfo II Alborghetti con l’intento di derubarlo mentre Pietro Locatelli, loro complice, li avrebbe attesi con un’automobile a motore — cosa ancora rara — in una viuzza [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Dax: Carino. Doveva essere più lungo e diviso in due. Una premessa tanto [...]

  • Rubrus: Gotico. Piaciuto.

6
5
127

Il barattolo 2/2

26 January 2026

Luca tornò a casa, lasciò la bicicletta sul vialetto e, con il barattolo ben stretto in mano, salì i gradini della scala a due a due. Aprì la porta e sentì che il televisore nel salotto era ancora acceso. Forse sua madre si era addormentata. Non dovette attendere molto per saperlo. «Dove sei stato? [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Miu: Mi ha colpito il tono quasi normale con cui viene raccontata una storia così [...]

  • Lawrence Dryvalley: Benvenuto Paolo su LdM! Racconto interessante per l'ambientazione e il [...]

6
12
40

La pescatrice di sogni 2/2

26 January 2026

Passarono molti mesi da quella notte, e della ragazza non si ebbe più notizia. I vicini di casa furono ingannati dalla stessa, che raccontò fosse una vecchia parente che stava accudendo la casa fino al ritorno della giovane. Da Corte non sopraggiunse più nessuna notizia e così anche l’Imperatore [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

5
5
89

Il barattolo 1/2

25 January 2026

Luca trovava noiose le fiere di paese, con le giostre e le bancarelle dei dolciumi e dei giochi. Soprattutto la giostra dei cavalli che, fin da piccolo ma anche ora che aveva diciassette anni, l’aveva sempre inquietato. Gli pareva che le teste dei cavalli potessero animarsi da un momento all’altro [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Dax: Carino....Like

  • GiancarloLucca: Si fa interessante

Torna su