Luca tornò a casa, lasciò la bicicletta sul vialetto e, con il barattolo ben stretto in mano, salì i gradini della scala a due a due.
Aprì la porta e sentì che il televisore nel salotto era ancora acceso. Forse sua madre si era addormentata.

Non dovette attendere molto per saperlo.

«Dove sei stato? … Cosa ti avevo detto?» chiese la madre.

Dalla soglia vedeva la testa immobile di lei, seduta sul divano a guardare la televisione.
Sul video scorrevano le immagini di un vecchio film in bianco e nero degli anni Cinquanta, che Luca aveva già visto. Il protagonista, interpretato da un timido Ernest Borgnine, si disperava con la madre per la sua incapacità di avere una relazione con una donna.

«Mamma… ti ho portato questo… è bellissimo…»

La madre non si mosse di un centimetro. Luca si mise accanto a lei e ne vide il profilo: gli occhi sembravano pezzi di vetro.

«Che cos’è quella cosa?» chiese.

«Guarda… non ci crederai… non ci credo neppure io… ma c’è una creatura dentro…»

Luca le porse il barattolo, ma lei lo scostò con un gesto sprezzante.

«Che schifezza! Butta subito via quella cosa maleodorante!»

Luca guardò la televisione: Borgnine veniva rifiutato dalla ragazza e, abbattuto, si trascinava per il locale.

«Ma mamma, non è una cosa brutta…»

«Non insistere. Da domani, per una settimana, non esci con i tuoi amici. Così impari a disobbedirmi. E ora vai a letto.»

«…ma non hai neppure guardato cosa c’è dentro al barattolo…»

«Basta! Vai a letto!»

Uscì dal salotto e salì nella sua stanza.

Sentì qualcosa colpire il vetro della finestra. Dapprima pensò di stare ancora sognando, poi sentì di nuovo quel ticchettio e si alzò.
Chi si divertiva a lanciare sassi alla finestra alle tre del mattino?

Guardò giù nel giardino e vide due sagome appiattirsi dietro un albero. Le riconobbe subito e aprì la finestra.

«Ehi, lo sapete che ore sono?»

«Scusaci… non sapevamo come fare a parlarti. Il pomeriggio non vieni più al bar…» disse Mauro.

«Ci chiedevamo cosa ti fosse successo…» aggiunse Giulio.

«Mia madre non vuole più. Mi ha beccato mentre uscivo la sera, due giorni fa.»

«Capisco… ma dove eri andato?»

«Alla fiera… dai, salite su. Basta attaccarsi ai pluviali, è facile.»

In un attimo furono nella sua stanza.

Luca raccontò loro la storia del barattolo.

«Ecco qui… vi presento una delle meraviglie del mondo.» Aprì il barattolo mostrando il contenuto agli amici.

«Ma non vedo niente… sei sicuro che quel nano non ti abbia fregato?» chiese Mauro, sorridendo.

Giulio osservava attentamente.

«Aspetta… mi pare di aver visto qualcosa… no, non può essere… c’è un essere lì dentro!» esclamò, e per poco non cadde a terra dallo spavento.

«Che magia è questa? Dov’è il trucco?»

«Non c’è nessun trucco. C’è un essere… una donna minuscola…»

Richiuse il barattolo con delicatezza: non voleva che prendesse freddo.

«Dammi qua, fammi vedere… secondo me non ce la racconti giusta.»

Cercarono di afferrarlo; Mauro, più grande e più forte, si unì alla lotta. Scoppiò un parapiglia e il barattolo rischiò di finire a terra.

«Questo lo prendo io…»

Luca sentì delle mani artigliargli la spalla e lasciò la presa.

Era sua madre. Ora teneva il barattolo ben saldo in mano.

«Ora ci penso io a questo barattolo.»

«No, mamma, no!» cercò di fermarla, ma lei si era già fiondata in bagno. Luca corse e tentò di aprire la porta.

«Non farlo!» urlò.

Subito dopo sentì lo sciacquone.

In quell’istante, Luca ricordò le parole del nano:
È una nuotatrice eccezionale…

Un attimo dopo la madre aprì la porta, sorridente e soddisfatta.

«Hai fatto i compiti per domani?» chiese la madre dall’altra parte del tavolo.
Era sera e stavano bevendo una tisana.

All’improvviso la donna si portò una mano alla gola e stramazzò a terra.

Luca si chinò: gli occhi spalancati della madre morta lo fissavano, mentre lui guardava la creatura muoversi nel liquido della tisana rovesciata sul pavimento.

 

Tutti i racconti

3
2
16

Lo Scorpione Giallo (2/4)

L'ombra

26 August 2026

Sei minuti … Ormai il dado era tratto. Non poteva tornare indietro, non avrebbe più fatto in tempo. Quasi ne fu sollevato al pensiero. Non avrebbe avuto possibilità di fuga. Ma lui non fuggiva. Nuvole cariche d'acqua cominciavano a formarsi sopra la sua testa. Ma anziché rinfrescare aumentavano [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    molto bello.
    to be continued

  • MaricaR: e va bene, aspettiamo che succeda quel che deve succedere. Riesci a tenerci [...]

2
3
19

L'imbarazzo che resta - il silenzio (1/3)

Riflessione sui modi di restare "nudo"

26 August 2026

Mi è tornato in mente tutto qualche tempo fa, entrando in un ambulatorio per una visita di routine. Basta poco, a volte, per aprire cassetti della memoria che credevi chiusi. C'è un tipo di imbarazzo che non si scorda mai, perché non è solo un momento di vergogna passeggero, ma un ricordo che [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Teo Bo: Benvenuto Matteo. Beati i tempi in cui il "dottore" era sempre a [...]

  • MaricaR: e cosa dire delle visite dal ginecologo? Saranno anche medici ma l'imbarazzo [...]

3
3
22

Lo Scorpione Giallo (1/4)

Capitolo 1 (prima parte)

25 August 2026

Nove minuti … Nove fottutissimi minuti lo separavano dalla salvezza. O dal baratro. Punti di vista. Stava sudando copiosamente ed il respiro si faceva sempre più affannoso. Il fatto che aspirasse una sigaretta dietro l'altra non lo aiutava certo a calmarsi. Ne aveva fumate una mezza dozzina [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • MaricaR: e poi? quanto ci tocca aspettare per saperne di più?

  • zeroassoluto: 9 minuti... 2 minuti a racconto, quindi 4 giorni!!!
    Rilassatevi: arriveranno [...]

3
7
33

Ritratto di un Ferragosto contro-corrente

25 August 2026

Nel bel mezzo di un’Estate dispensatrice di gradi furiosi, con la giornata odierna inzuppata di umidità padana, mi ritrovo ad imbrattare un’innocente quaderno armata della mia penna rossa, complice un po' logorroica di tante mie pazzie. Di certo, Ferragosto qui in città è uno status da mosca bianca [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Chichì: Grazie Rosaroccia. Contenta che ti sia piaciuto. Navigando controcorrente, [...]

  • Walter Fest: Ciao Chichì eccomi qui. Autrice/lettrice sporadica di più o di [...]

5
4
37

RV 5564 IL TRENO DELLA SPERANZA

24 August 2026

Ore 5,10 A.M. Binario 3. Poche sparute persone in attesa sulla banchina ferroviaria della stazione. Il cicalino segnala le aperture delle porte del treno regionale. Il treno ancora avvolto dalla notte sul finire di una estate infuocata, si muove lento facendosi spazio tra pali fili elettrici [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • zeroassoluto: Bravo Nick.
    Ho riconosciuto lo sferragliare del treno regionale sulla costa [...]

  • Jean-Jacques Rousseau: Bravissimo! e bel racconto hai sfruttato in modo eccellente il topos del viaggio [...]

3
2
21

MARZIANO

CENTRALE PARANOICA 12

24 August 2026

Hi, qui è la Centrale Paranoica! Ma davvero ci credete? Sono la Centrale Paranoica dal Transcend Village o un dirty joke del dott. Stella, o ancora un trucco del CONTROLLO infiltrato nella zona libera o un’altra mascherina ancora dietro cui si nasconde un Ubik cannibale? Siete vulnerabili alla [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

10
10
81

Un messaggio dal passato

23 August 2026

Quando mia madre è morta, è successo qualcosa che non avevo previsto. Il dolore, invece di lasciarmi immobile, mi ha spinto all’indietro. Sempre più indietro. Avevo bisogno di scavare nel passato, perché era l’unico modo che mi era rimasto per immaginare un futuro senza di lei. Così ho cominciato [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

5
6
65

Lo strapazzo, poi mi ammazzo

23 August 2026

Era bello che per quel giorno lavorassimo accanto, troppo tempo era passato. Mi disse subito che la bambina stava più che bene e per piacere di non farle altre domande. Avevo un sorrisetto destato dall'ammirazione per la splendida forma fisica della mia ex moglie, inebetito e pronto a pagare le [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: Azz, intenso.Ma perché suicidarsi?Like

  • Jeanjeudi: Nell'innamoramento ("In-amore- mento"), può succedere [...]

5
7
52

IL RACCONTO DI DIO

DIO SI FA UN GIRO NEL QUARTIERE

22 August 2026

Erano giorni che si diceva che nel quartiere girasse una macchina sospetta. Un attentatore, forse, ma chi veniva ad attentare alla vita di disperati come noi? Le bombe, se ci vedevano, sarebbero implose da sole. Allora, l’ipotesi più accreditata era che potesse essere un maniaco. Io ascoltavo questi [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Ondine: Originale e ben scritto. Ho apprezzato molto anche i commenti.

  • zeroassoluto: Benvenuto "ragazzo"!!!
    Ho super apprezzato...

5
5
34

La mia famiglia

22 August 2026

La mia famiglia è sparpagliata. Un pezzo qua e un pezzo là. Amiche lontane e vicine, sorelle nel cuore, ognuna con la sua vita e presenti come anime fluttuanti. Vecchi amori che restano, trasformati, migliorati. È due creature che parlano una lingua diversa dalla mia, fatta di carezze, accudimento [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • zeroassoluto: A volte non sappiamo chi siamo e cerchiamo spasmodicamente di ricomporci.
    Ma [...]

  • ducapaso: Spettatrice, quindi il denominatore comune della tua famiglia sei tu?
    Un [...]

7
15
69

Pedicure

… un giorno lontano in autobus…

21 August 2026

Quel vecchio la guardava con un occhio solo; l’altro non si capiva bene dove puntasse, ma quello buono era fisso su di lei. Si girò dall’altra parte e si spostò più in là. La fissava ancora. Sì. Anzi, i loro sguardi si incrociarono: o meglio, gli occhi di lei incontrarono l’unico occhio di lui. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Ondine: Ciao Riccardo,
    Scoprendo Forrester, l'ho visto e anche più di [...]

  • Rosa rosa: Mi hai fatto volare, grazie!

4
11
45

Gabriel

21 August 2026

Uno sguardo di troppo Un incontro forzato Uno sparo nel buio Una giusta condanna Gabriel do Santos anni 25 brasiliano, bianco, capelli biondi, pelle ambrata e corpo da efebo. Gesti gentili, ma occhi freddi e determinati. Ora era in piedi reggendo sulle mani il kit di vestiario che l’Istituto [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dax: Un racconto che sa fi vento gelido. like

  • Teo Bo: Urka! Momento giallo vissuto con intensità. Grazie per la gratificazione [...]

Torna su