“E siamo ancora qua, amici carissimi, con il vostro DJ Vacca on air in questa serata in diretta dalla spiaggia con la vostra fedelissima trasmissione Scoglio Open-mic! Dopo esserci immersi nell'atmosfera degli anni ottanta con la musica è il momento dell'opinionista, del nostro ospite. Buonasera Alfio!”
Il DJ ultracinquantenne dal pelo germogliato attraverso la camicia hawaiana aperta sul petto e dai capelli a lappata di mucca si era rivolto a un tizio seminascosto da una cassa audio alla quale stava appoggiato con nonchalance. Costui era un omarino piccolo, tarchiato e scuro, con la pettinatura a cazzarola e folte sopracciglia, vestito da tamarro. Alfio, se effettivamente quello era il suo nome, rispose con un mezzo grugnito. Attorno a loro, una manciata di frequentatori di bar da spiaggia notturni sorseggiavano indifferenti i loro drink seduti ad alcuni tavolini sotto i relativi ombrelloni illuminati da luci appese a filo.

Il DJ si aggiustò gli occhiali da sole indossati nonostante fosse sera tardi e proseguì imperterrito. “Stasera, come ogni settimana a Radio Salsedine, abbiamo qui il pensatore moderno, colui che sa, colui che su Facebook ha collezionato più 'mi piace' di chiunque altro con i suoi post intrisi di saggezza, di profonde verità e di frasi tanto taglienti quanto inesorabilmente sincere e reali... bene, dicci, illuminaci, che ne pensi della società moderna?"

"Minghia, cioppi preggiudizi."

“Grazie. Alla prossima con il pensatore dei nostri tempi! Adesso mi dicono che abbiamo una telefonata… Andrea, abbiamo una chiamata in linea, dico bene?”

Un tizio dall'aria svogliata che stava raddrizzando alla bell'e meglio una cassa lì accanto gli rispose sbuffando. “Sì, ma mi chiamo Paolo, cazzo… lavoriamo assieme da un anno, ancora non l'hai imparato?”

“Benissimo cari ascoltatori, Diego ce lo ha confermato! Abbiamus ospitem!" esclamò in un latino da denuncia.

“Ma vai a cagare, idiota…”

"Grazie Remigio, abbiamo in linea… chi? Buonasera!”

Una voce femminile petulante uscì da un altoparlante che gracchiava. “Buonasera! Siamo in diretta? Mi sentite? Complimenti per la trasmissione!"

“Grazie, sei fantastica!” esclamò l'impomatato DJ senza nemmeno rendersi conto che l'ascoltatrice manco aveva detto come si chiamasse. “Allora, cosa ci racconti, bellissima? Forza, dicci tutto, i nostri ascoltatori fremono!”

“Ma ecco, mi chiedevo… se un uomo che va a donne è un donnaiolo, perché una donna che va a uomini non è una uomaiola?”

Paolo, ancora intento a sistemare le malconce casse, alzò gli occhi al cielo scuotendo mestamente la testa. Il DJ non capì assolutamente un accidente ma non si scompose nemmeno allora.

“Eh… grazie della telefonata! Ahhh, che serata in questa magica riviera… allora Dante, abbiamo altre telefonate?”

“Mi chiamo Paolo, brutto pirla. E no, non ce ne sono e lo sai, arrivano sul tuo cellulare!”

“Benissimo! Allora è il momento del nostro pubblico dal vivo, il pubblico live come dicono i giovani! Ecco qui una coppia da urlo che sta sorseggiando un drink della Madonna… cosa bevete?”

“Un DiColoroni.” rispose lei mesta. “Noi avevamo ordinato un Negroni, ma il barista dice che non era politically correct…”

“Di classe! E tu, uomo virile che stasera sicuramente sarai carico per la tua squinzia e sbombazzerai come una sardina, che hai da dire al nostro pubblico? Vai uomo, vai!”
“Fanculo, va'.” borbottò lui succhiando avidamente il suo drink con la cannuccia.

“Grazie! Bene, torniamo alla nostra postazione, eh… che serata, che serata! Lauro, direi che è tempo di mettere un bel disco! Che cosa mettiamo, anni 80 o 90?”

“Metti quel che ti pare, ma mi chiamo Paolo, imbecille…”

“Eeeeed è tempo di rock! Tony Bruni, per i nostri giovani ascoltatori! Val col sec!”

Tralasciando la penosa affermazione riguardanti i giovani, Paolo gli allungò un vinile tutto graffiato dalla copertina ormai muffa che il DJ mise con uno svolazzo teatrale sulla piastra, proprio pochi istanti prima che dalle casse si spandesse una cacofonia gracchiante simil-musicale. Dagli scogli poco distanti dalla riva, i gabbiani addormentati sciamarono incazzati nella notte.

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