Amici lettori eccoci ritornati io, il narratore e l'artista Adriano Valerio Deandreis, l'illustratore a coinvolgervi in storie svoltosi con la fantasia all'interno di un'opera pittorica della quale non vedete le fattezze ma ne potreste immaginare le sembianze. Avanti, non esitate e tuffatevi a pesce, la fantasia non fa male, soprattutto se realizzata e offerta da gente come noi che non ce ne frega un casso dell'intelligenza artificiale. Nell'ultima storia vi avevo promesso un giro in barca a vela e così eccoci ora a bordo nel mare aperto dell'immaginazione ma non dovete ringraziare me bensì l'artista che nella sua nuova produzione un bel giorno ha realizzato questa opera, o meglio dovete ringraziarlo per tutte le opere che ha realizzato e che un giorno il sottoscritto ha avuto la folle idea di scrivere di ognuna di esse una storia (ndr per chi avesse perso le puntate precedenti) ma questa appunto è un'altra storia, mettetevi comodi e stateci a sentire. Il protagonista di Venus harem è Romeo un signore vicino ai 70 anni al quale il medico gli aveva consigliato di stare calmo, beh! Il tipo era facilmente irascibile ed infiammabile, voi ben sapete come sono alcuni anziani e inoltre sempre il medico gli aveva suggerito di respirare aria buona e di fare un po' di movimento, ma Romeo, diciamolo non aveva un carattere docile pertanto ad esempio nelle frequentazioni al bar in compagnia, in palestra oppure per una semplice passeggiata con i suoi amici della cricca finiva sempre in rissa, oh! si capisce una rissa amichevole (ma non troppo) e così il vecchietto terribilmente arzillo decise, dal momento che la stagione era quella buona di uscire un giorno si e uno no in mare da solo con la sua piccola barchetta a vela, non ve l'ho detto ma il tipo aveva gli occhiali con le lenti spesse come i fondi bottiglia e così ci vedeva doppio, ma questo è un aspetto che poi andremo a vedere  successivamente (a proposito di vista), insomma Romeo faticava non poco a stare senza parlare, pardon sarebbe meglio dire senza qualcuno con cui  litigare ma il dottore lo aveva intimorito che se non cambiava tendenza o finiva all'ospizio o al cimitero e così portando con se un sigaro spento e una piccola radiolina FM a batterie se ne usciva in mare e così sia. Vi sembra tutto così scontato? Vi sembra che tutto si sia concluso senza colpi di scena? Ancora non avete imparato a conoscermi? E ora vi aggiusto io, vabbè ma non tergiversiamo, anche voi sicuramente siete affascinati dal mare, dal suo potere, dalla sua bellezza, il mare ha la capacità di farvi sognare ecco, il punto è proprio quello che successe a Romeo che nella sua quiete in barca a vela quasi per magia ondeggiando piacevolmente sulle onde iniziò a vedere di fronte a se delle immagini che sembrava miraggi ma nonostante la sua vista imperfetta lui adesso vedeva perfettamente a tal punto da distinguere tutto, le vedete nell'opera dell'artista quelle due piccole arcate? Le vedete le due barche a vela, una in basso e un'altra più in alto? Vi sembra di avere anche voi la vista doppia? Provate allora ad immaginare tutto, ma sì proprio come il nostro protagonista che non vedeva una mazza ma in una uscita in barca proprio come un miraggio anziché nel deserto, tra i flutti in alto mare cominciò un bel giorno a vedere un sacco di cose, prima di tutto si ritrovò in un harem circondato da 6 odalische tutte naturalmente maggiorate che a turno lo deliziavano di coccole e mille altre attenzioni, Romeo era visibilmente spaparacchiato su un soffice sofà sorseggiando tisane e sgranocchiando biscottini al rhum, poi come un maharaja, si alzò e da una finestra poggiando gli occhiali alzò lo sguardo al cielo, da un lato vide la luna e da un altro vide Venere, ma sì proprio il pianeta dell'amore e quello degli innamorati in coppia che bellezza, tanta bellezza che Romeo vide Venere come se fosse un grande gomitolo di mille colori che ruotava come su una giostra, mille colori tutti per lui quindi come colto da una botta di serenità in lui, nel suo cuore e nella sua mente si placò l'incazzatura perenne e con il sigaro spento sulle labbra cominciò a cantare le canzoni trasmesse dalla sua fedele radiolina ma con queste piacevoli sensazioni svanì pure il miraggio e così sentendosi rasserenato poggiò le terga a poppa della sua barca a vela e ritornò in porto, il giorno dopo tentò con gli amici di raccontare l'accaduto, nessuno gli credette ma quando lo videro girar loro le spalle e ridere di gusto, pensarono che era diventato matto, secondo voi amici lettori il Romeo era matto oppure il potere dell'arte dell'Adriano Valerio Deandreis aveva compiuto il miracolo? Comunque sia andata alzi la mano chi non voglia anch'egli trovarsi di fronte ad un miraggio simile, seguiteci nella prossima storia e ne saprete ancora delle belle.

Tutti i racconti

5
3
176

Vera dei miracoli

11 April 2026

Vera ha i capelli biondi come paglia bagnata, un groviglio che il vento sembra non abbandonare mai. I suoi occhi grigi, troppo grandi per quel viso sottile, hanno la stanchezza delle cose dimenticate: spicchi di cielo d’inverno, limpidi e immobili, così profondi da temere di cadervi dentro. Vera [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Ornella: Anche questo racconto è la conferma caro Dario del tuo stile intimista [...]

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like.
    complimenti.
    Questa è una di quelle letture che si sedimentano [...]

3
5
53

Io Soram e tu

Una cotta impossibile, un filosofo danese e il dramma assoluto di essere adolescenti.

Miu
11 April 2026

Avevo tredici anni, facevo la terza media in una scuola privata, portavo una divisa blu, il colletto inamidato e soffrivo già di una forma acuta di angoscia. Non era ancora quella metafisica. Era più concreta, più scolastica, più umiliante. Si chiamava Lucio, aveva quattordici anni, i capelli biondi [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dario Mazzolini: Questo racconto è un ritratto arguto e tenerissimo della sproporzione [...]

  • Miu: Forse ho dato un’impressione troppo"‘alta": in realtà [...]

6
6
224

Dov'è la fede di un marito fedifrago?

10 April 2026

Marco aveva smesso da tempo di indossare la fede. Nessun orologio, nessun bracciale, nessuna collanina. Tutto lo infastidiva. Sara si era dispiaciuta per un breve periodo, ma poi lo aveva accettato con tranquillità. Si era sempre detta che contavano i sentimenti e non i simboli. Ora però, dopo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Gì: @dax è davvero così. Un lutto che Sara fatica ad accettare perchè [...]

  • Miu: Bell'immagine quella delle due fedi.

3
6
148

L’amore che resta Capitoli 5 e 6

10 April 2026

Capitolo 5 — Le dimissioni (dentro di me) C’è stato un tempo in cui non riuscivo a stare ferma. La fermezza, per me, era vuoto. E il vuoto faceva paura. Allora mi inventavo dei gesti. Piccoli, segreti. Gesti che sembravano amore e invece erano ansia. Una volta sono andata sotto casa sua con una [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

5
6
399

Tutto il giorno stanco

09 April 2026

Era tutto il giorno che era stanco, aveva anche una certa età ormai e non si aspettava più nulla della vita. Aspettava solo Sorella Morte, che lo avrebbe liberato da quella stanchezza e, alla fine, da tutte le stanchezze. Ma c'era ancora qualcosa. C’era un sole abbagliante là, sulla piazza davanti [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

1
2
78

Amani (2/2)

il bambino di bronzo

09 April 2026

I due eserciti nemici decisero, in quel preciso momento, davanti all'ingresso della vecchia metropolitana, di congelare i propri rancori. Adesso avevano quasi capito che stavolta sarebbe stato diverso. L'aria era estremamente fredda, il vento radioattivo sembrava sospeso. Molti di loro tolsero [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

2
3
705

La Versione sTramba

Centrale paranoica n°10

08 April 2026

Hi, qui è la Centrale Paranoica... colpo grosso stanotte!! Sapete chi è il grande capo qui al Transcend Village? Come no!? È lui, il Dott. Stella. È a capo di un sistema di cura e protezione psichica dei picchiatelli tanto avanzato e tecnologico e tuttora mai replicato da nessuno. Immaginate: ogni [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

2
5
293

Amani (1/2)

il bambino di bronzo

08 April 2026

Il cielo era rimasto grigio per così tanto tempo che nessuno ricordava più il colore dell’alba. Non era un futuro distopico, quello immaginato mille volte nei film. Non era una vecchia serie televisiva. Fumi inquinavano l'aria, liquami di ogni genere l'acqua. Le città erano scheletri di cemento [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

2
3
294

L'Onore

07 April 2026

“Addio mia bella addio L’armata se ne va E se non partissi anch’io Sarebbe una viltà.” Così cantavano migliaia di giovani, spavaldi e sorridenti, affacciati ai finestrini dei treni che li portavano al fronte. Era una viltà non partire, restare a casa, mentre altri andavano inseguendo ideali e [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: Perché nessuno parla oggi della grandezza e della lungimiranza di uomini [...]

  • Dax: Triste verità...la guerra fa piangere tanti e ridere pochi, di norma [...]

8
12
344

Fillus de anima

07 April 2026

L’appartenenza non è solo condividere la stessa casa. È avere gli altri dentro, come radici nella stessa terra. Un tempo, nelle campagne di Sardegna, bastava uno sguardo per cambiare un destino. Non c’erano firme, né documenti. C’era la parola data e quella bastava. Così nascevano i fillus de [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
6
332

Il bicchiere mezzo pieno

Il mare a giugno

06 April 2026

Matteo abitava in un posto particolare, di quelli che sembrano messi lì apposta per rendere inutile qualsiasi tipo di lamentela. Una terra un po' “storta”, Devia, con il mare talmente vicino che, a forza di guardarlo ogni giorno, aveva smesso di considerarlo una conquista. Stava lì, come una sedia [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • An Old Luca: Piacevolissomo e rasserenante.

  • Rubrus: Carino. Giugno e luglio sono i mesi migliori per andare al mare. Via via che [...]

3
7
104

Prima guida

06 April 2026

L’auto arrivò con qualche minuto di ritardo. Una Panda vecchia, di quelle che sembrano sempre sul punto di spegnersi. Si fermò davanti a me con un leggero strappo del motore, poi silenzio. Dal finestrino uscì un braccio che salutava. «Sei tu quello per Monza?» chiese il conducente. Annuii. Me l’aveva [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Rubrus: Nomen omen... però l'amico che ha mandato un neopatentato a dare [...]

  • FuoriFuoco: Parecchi anni fa vissi realmente un'esperienza simile... Un incubo! 😀

Torna su