Accendo la TV e mi sdraio sul divano.

Finalmente riuscirò a vedere l'ultimo episodio di Andor.

Salto il riassunto iniziale e parte la sigla.

Non faccio in tempo a skippare, il telefono sul tavolo comincia a squillare.

Guardo l'orologio sul muro, so già chi è. Non ho bisogno di alzarmi.

Tutte le sere, sempre verso quest'ora.

Ma come cazzo fa?

Dieci anni di silenzio. Ora chiama ogni sera, come se non fosse successo niente. Come se bastasse una telefonata per cancellare tutto.

Stasera non rispondo. Non ho niente da dire. Voglio guardare la TV in santa pace.

Il telefono continua a squillare.

Al massimo, domani, posso dire che stavo stendendo i panni e non ho sentito.

O che ero uscita e avevo dimenticato il telefono a casa.

O che mi avevano rapito gli alieni.

Finalmente il telefono tace.

Ok, il rapimento alieno me lo tengo per la prossima volta.

La sigla è finita.

Driiinn... Driiiinn...

Non ci credo. Di nuovo?

Ok, metto la TV in pausa, mi alzo e vado a rispondere «Pronto.»

Dall'altro capo «Disturbo?»

«No no.» Bugiarda. «Stavo facendo la doccia e non ho fatto in tempo a rispondere.»

«Tranquilla, non preoccuparti.»

Grazie eh.

«Senti, ti ho chiamato per dirti una cosa importante.»

Come ogni sera. «Dimmi tutto.»

«Domani sera mia moglie cucina le pappardelle col sugo di cinghiale.»

Bleah.

«Vieni a cena da noi?»

La mascella si irrigidisce. Non abbastanza da farmi male, ma quanto basta per accorgermene.

Diglielo.

Digli che il cinghiale ti fa schifo.

Digli che non hai nessunissima voglia di passare del tempo con loro.

«Certamente.» Mi sento rispondere.

Houston, abbiamo un problema...lingua e cervello sono scollegati.

Dall'altro capo del filo tutto tace, mi avrà chiesto qualcosa?

«Scusa, la linea è disturbata, non ho capito.»

«Ho detto, che ero certo che saresti venuta.»

Ah, sì? Io l'ho appena scoperto. «Devo portare qualcosa?»

«No no. Basta la tua presenza.»

Ok. Porterò comunque una buona dose di pazienza. Quella serve sempre. «A che ora devo venire?»

«Quando vuoi.»

Cioè mai.

«Prima vieni meglio è.»

«Ok, allora ci vediamo domani verso le otto.»

«Un'ultima cosa.»

«Dimmi.»

«Non aspettare sempre che sia io a chiamarti. Qualche volta chiama anche tu.»

Sospiro.

Devo dirgli la verità. «Hai ragione...solo che ho paura di disturbare»

Sei una vigliacca. E pure scema.

«Ma sei scema?»

Cazzo, se n'è accorto pure lui.

«Ma quale disturbo? Dobbiamo recuperare tutto il tempo perso.»

Mica ce l'ha prescritto il medico.

«Ok, ci vediamo domani verso le otto. Ciao.»

«A domani. Buona serata.»

Riattacco.

Sospiro.

Buona serata?

Spengo la TV e cerco uno spigolo contro cui sbattere la testa.

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